Trasparenze/ Il pizzino di La Torre e l'illusione di essere vittime e artefici

Venerdì, 21 novembre 2008 - 11:29:00

Di Francesco Pira


Antonio Ricci
E' stato un vero divertimento vedere a Striscia la Notizia come Antonio Ricci ha gestito la notizia del “pizzino” passato dal Senatore Pd Antonio La Torre al deputato del Pdl Italo Bocchino per “fregare” in trasmissione, su La7, Massimo Donadi dell'Italia dei Valori. Alla fine l'inviato di Striscia Ghione è stato capace di beccare anche La Torre che ha ammesso si è trattato di una “leggerezza”. Ma nulla di più. Striscia ha anche provveduto ad una perizia calligrafica. La Torre era un po' imbarazzato ma forse doveva essere molto preoccupato per i tanti attacchi che gli sono piovuti addosso soprattutto dal suo partito...quello che si autoproclama democratico.

Per spiegare quanto è accaduto ci piace ricordare l'intelletuale Walter Lippman, il cui pensiero è stato abilmente tracciato e spiegato di recente in un volume scritto dalla    studiosa di Scienze Sociali  Mascia Ferri (Come si forma l'opinione pubblica Franco Angeli – Collana Confini sociologici pagg 128  -euro 14) che riesce a far viaggiare con molta efficacia il pensiero di questo giornalista che amava scrivere di sociologia, psicologia e filosofia. “Di fronte ai dati dell'esperienza storica – scrive Lippman- l'intelletto è come un faro che getti sprazzi intermittenti di luce su tratti in qualche modo già noti di una foresta tropicale inesplorata”.

Associate questo pensiero alla vicenda della commissione di vigilanza Rai e seguite il filo conduttore di Lippman: “le cose intorno a cui il pensatore politico può meditare sono poche, in confronto di quelle che egli deve considerare come presupposte. Esse sono come le parti di mondo che egli può vedere con il suo occhio in rapporto agli spazi più remoti dei cieli e gli abissi più profondi della materia. Inoltre del poco che egli ha appreso, solo una parte egli può comprendere nella stessa unità di tempo, e di questa parte egli può concentrarsi soltanto su di un frammento; il limite inevitabile pertanto della politica di ogni governo è dato dalla mente dell'uomo che non può necessariamente cogliere che un aspetto parziale e semplice della vita.

La nostra intelligenza è troppo limitata per accogliere in se tutto il vasto mare della umana inesperienza. Basta questo per assolvere La Torre perchè del resto come ci ricorda nel suo volume Ferri ci troviamo dinanzi a un'illusione “di cui gli individui sono vittime e gli artefici allo stesso tempo”. E quindi nel gioco di La Torre, dalemiano di ferro, uomo capace e politico di razza, di scrivere il “pizzino” (chissà cosa ne pensa uno dei padri della mafia su questo abuso di uno strumento diventato famoso dopo il suo arresto...) c'è ingenuità, è soltanto una leggerezza o forse c'è stata soltanto la voglia di dire che c'è un'opposizione all'opposizione, quella dell'Italia dei Valori al Partito Democratico, nemici/amici fin dall'inizio di questa legislatura?



E le critiche piovute addosso a La Torre sono frutto di scorribande interne al Pd oppure da parte di molti colleghi senatori c'è la voglia di usare questo piccolo caso...un casino...per distruggere uno degli uomini più in carriera della sinistra? Qualche giorno fa il professor Francesco Alberoni nella sua rubrica sul Corriere della Sera ci ha ricordato quanto è tremenda l'invidia che “scatta facilmente tra persone ambiziose”. “Chi vale -scrive Alberoni – è sempre circondato da un coro di invidiosi che lo criticano e lo calunniano. Non ci sono allora persone obiettive? Si, per fortuna ci sono individui che giudicano serenamente. Si tratta in genere di persone che hanno sempre respinto le ideologie, che sono state sempre indipendenti e non si sono mai fatte dominare dalla bramosia di potere e dall'invidia”.

Secondo questa teoria vogliano insinuare che in Parlamento o nei partiti ci sono tanti invidiosi e poche persone libere? Noi non l'abbiamo detto o come diceva Fiorello quando imitava l'avvocato delle cause perse Messina...”non lo sappiamo e non lo sapremo mai!”. Per il momento il Senatore La Torre fa tenerezza. Onestamente. E' scivolato su un pizzino facendo riscattare i veltroniani contro i dalemiani. E mentre l'Italia è sotto assedio per una incredibile crisi economica ci vogliono far concentrare sul Cucù di Berlusconi al Cancelliere tedesco Merkel o sul pizzino di La Torre. Verrebbe da dire come il grande Principe de Curtis: “ma mi facciano il piacere....”

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