Trasparenze/ E se il Pd diventa come l'Ulivo di Prodi...

Venerdì, 9 gennaio 2009 - 18:01:00


Walter Veltroni
Deve essere stata l'ondata di freddo che ha messo sotto scacco anche la politica ed ha creato l'effetto “colti sul fatto e surgelati all'istante” per i leader o gli aspiranti tali. E così si riscopre che Air France è insomma un'amica, che sulla striscia di Gaza l'ex ministro D'Alema aveva detto qualcosa di simile a quello che poi Sarkozy ha proposto e ottenuto e che persino Romano Prodi aveva inventato una cosa, l'Ulivo, di grande interesse. Per chi è di origini siciliane come chi scrive sa che questa è la scia tracciata da Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, con la voglia di cambiare tutto per non cambiare nulla.

Se poi l'appello a ritornare all'Ulivo di Prodi viene da un imprenditore come Renato Soru che vuole riconquistare la Sardegna per poi conquistare Palazzo Chigi, tutto diventa credibile. Lui può essere l'anti Berlusconi, come poteva esserlo un altro Governatore che non c'è più quel Riccardo Illy, ex sindaco di Trieste, ex deputato, ex presidente della Regione per cui tutti prefiguravano una grande carriera politica e che invece oggi è ritornato nella sua azienda a lavurer. Ma proviamo per fantapolitica ad immaginare la scenario del Partito Democratico che riaccende la sua fiammella di speranza facendo un passo indietro. Una retromarcia per tornare a quell'idea dell'Ulivo di Romano Prodi che per due volte ha vinto, ma non è riuscito mai a governare bene, prima cambiano un po' di governi e l'ultima volta crollando per implosione.

Di fatto si potrebbero riazzerare le primarie e dare un bel contrordine compagni per riaffermare la volontà che con l'Ulivo si può vincere, con il Partito Democratico no. E quindi tutto l'effetto benefico (ma per chi non si è capito!!!) in Italia delle elezioni americane e quindi tutta l'opera di obamizzazione operata da Veltroni e dai suoi più fedeli amici, non sarebbe servita a nulla perchè si ripartirebbe da dove si è interrotta l'esperienza di governo. Ma come fare con Antonio Di Pietro che ha capito come fare per far diventare la popolarità consenso e con Pierferdinando Casini che si mantiene equidistante per capire quale può essere il futuro per chi come lui rimarrà democristiano con orgoglio. Chi soffre realmente è il Partito Democratico alle prese con una serissima crisi interna che viene comunicata giorno dopo giorno e che trova conferma nella non adesione di quel numero di italiane e di italiani ad una proposta che non convince.


Romano Prodi

La proposta di Soru fatta attraverso il settimanale L'Espresso è una proposta che a chi si è affezionato all'idea di fare in Italia quello che fanno in America, può sembrare assurda. Eppure una grande cosa l'ha detto in queste ultime ore, non un politico, ma un attore bravo e di successo: Will Smith. Per ora insieme al regista del film “Sette anime”, Gabriele Muccino, sta facendo il giro dei tg e dei programmi per promuovere il film. Naturalmente per un nero è scontata la domanda sul presidente nero. E Smith con un sorriso grandissimo ha detto una grande verità: “Obama ha già vinto tutto perchè ha dimostrato che in America può succedere quello che sembra impossibile”. Si che un bravo ragazzo, un avvocato serio e preparato può diventare il Presidente degli Stati Uniti. E non è da sottovolutare che non ha il colore della pella uguale a tutti quelli che l'hanno preceduto.

Su un punto Obama e Soru, ma forse è meglio dire Prodi ed il suo Ulivo, trovano un terreno comune che può essere facilmente comunicato: le persone comuni che in Italia chiamiamo, quando ci fa comodo, società civile possono rifondare il dilaniato centrosinistra. Ma vedremo anche dal punto di vista mediatico la sortita di Soru che reazioni avrà. Nel frattempo Berlusconi può dormire sonni tranquilli perchè se anche su questo nel Partito Democratico riniziano a litigare sarà un duro colpo pure per le europee. Del resto se come dice Soru: “i partiti hanno smesso di essere luoghi di partecipazionie e si sono ridotti a un club di capi e capetti”...francamente non c'è da stare allegri. E quindi archiviato Illy, aspettiamo il destino di Soru...e vedremo come ci spiegheranno che l'Ulivo è meglio del Partito Democratico. Tra gli ultimi titoli ben fatti del quasi ex direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, ce ne è uno dedicato a Soru che piace alla gente che piace “Yes, Ajò”. Più nostrano di “Yes we can” ma si fa quel che si può....

francesco@francescopira.it

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