Obama ed i sondaggi, se il grande comunicatore è in calo di consensi…
di Francesco Pira*
Barack Obama condannato dai sondaggi ma ancora amato dagli americani (e non solo, ci sono anche molti europei) che abitano il web. Questa è la prima cosa strana. La seconda è che alla fine non si capisce se è Obama che perde consensi o se è la politica in genere che non è più credibile e lontana dalla gente. Un sogno che svanisce? Un grande comunicatore che non trova più la strada per raggiungere i suoi elettori o come dicevano i latini dat veniam corvis, vexat censura columbas (indulgente con i corvi e si accanisce Massimo Gaggi sul Corriere ha fatto notare che Obama “il presidente, che un anno e mezzo fa, appena insediato, poteva permettersi di scherzare sulla sua scarsa capacità di camminare sull’acqua” oggi è in grande difficoltà. I sondaggi lo vedono in caduta libera.
L’ultima indagine Abc News/Washington Post rivela come sei americani su dieci hanno perso la fiducia nella capacità del Presidente di prendere le decisione giuste per il paese. Sottolinea ancora Gaggi: “Obama accredita l’immagine di un governo decisionista che ha varato una riforma sanitaria di portata storica, ha salvato gli Usa da una vera catastrofe economica, che è ad un passo dal varo della riforma finanziaria più incisa dall’era di Roosvelt sta sprecando fatica”. E la cosa che ci appare strana, noi che lo abbiamo seguito per due anni in tutta la sua ascesa, è che le nuove tecnologie sembrano non influire su quanto sta facendo e impedire la grande perdita di consensi. Certo non crediamo che lui non applichi su se stesso lo slogan della campagna elettorale Hope we can believe in (una speranza in cui possiamo Ma è paradossale come giornali e tv gli stiano facendo perdere quei consensi sudati sulla rete. Obama sta provando a girare gli Stati Uniti per giustificare le sue scelte, per farle vivere ai cittadini americani. Le spiega anche attraverso le nuove tecnologie dove il rapporto bidirezionale con i suoi elettori rimane forte. Eppure i sondaggi in calo continuo a quattro mesi dalle elezioni di “mid-term”.
Come mai i bravi collaboratori del grande comunicatore non hanno pensato ad una strategia integrata per mantenere i consensi sulla rete e cercare un recupero anche minimo nei sondaggi, i cui risultati sono figli di quello che scrivono i giornali o dicono le televisioni? E perché Obama che ha vinto le primarie nei Democratici e le elezioni presidenziali grazie alla comunicazione non governa più il processo? Perché non lo dirige e lo vive bene quotidianamente come prima? Di sicuro perché governare significa scegliere ma anche perché la verità e che la politica in tutte le parti del mondo sembra lontana dalla esigenze della gente. Tutti si aspettano i miracoli, risposte immediate. Ma a volte i processi sono lunghi e la burocrazia può fermare ogni forma di buon governo e persino di buona volontà. Obama ha tempo per recuperare anche se l’imminenza delle elezioni di metà mandato rischiano di fargli saltare i nervi. Il primo Presidente nero però ha una sola strada: riparlare con quella gente che ha creduto in lui; convincerla, usando tutti i mezzi di seduzione che lo hanno fatto trionfare. Persino il tono della voce o il suo fisico statuario. O magari ricordare le sue origini, suo papà, la sua mamma, e naturalmente Michelle che invece nei sondaggi
*l’autore, sociologo e giornalista, ha pubblicato il libro “Come dire qualcosa di sinistra- Da Blair a Obama, dalla terza via al presidente Youtube” (Franco Angeli)



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