Facebook, la società la trasgressione e il poliamore…
di Francesco Pira
Passano le ore e continua ad essere difficile capire chi siamo, dove siamo e dove vogliamo andare. E basta riportare i giudizi di Francesco Alberoni, Giuseppe De Rita e Melissa Panarello (meglio conosciuta come Melissa P), per entrare in crisi. Per chiedersi ripetutamente cosa è giusto e sbagliato. E’ la società del troppo, del troppo poco e più in generale del troppo tanto.
Non mi sarei mai aspettato un giudizio così positivo dal professor Alberoni su Facebook ormai definito da più parti come un vero e proprio diavolo. Scrive l’editorialista del Corriere: “ Su Facebook tutti sono protagonisti, non c’è più la separazione tra chi guarda e chi è guardato. Nel gruppo si può arrivare a migliaia di persone, si crea così un clima di amicizia, di simpatia, di confidenza, di rispetto fiducioso e ciascuno si sente riconosciuto. E’ in questo mondo sotterraneo, che nessuno conosce e controlla, che maturano i nuovi rapporti sociali, i nuovi giudizi, i nuovi valori”.
Un mondo sotterraneo che ti permette di costruire dalle microstorie, dei pezzi di vita che generano quel fenomeno di cui abbiamo più volte parlato della consapevolezza ambientale. Così lo chiamano gli scienziati sociali. Una società che si ritrova sui social network ma che si odia e di fa male nella realtà.
E l’analisi, sempre sul Corriere, di un altro sociologo il professor Giuseppe De Rita, fotografa paure ed incertezze: “c’era la scuola che insegnava non solo le materie ma anche a vivere. C’era il padre che premiava e puniva. La madre che riprendeva la figlia troppo disinvolta. C’era la Chiesa che imponeva un vincolo morale di natura religiosa. Infine le autorità che provvedevano al resto. Ma dalla fine degli anni sessanta in poi tutto è lentamente cambiato. Ormai tutti quei referenti che dovrebbero in qualche modo rappresentare la legge e farla rispettare sono evanescenti”.
E tutti siamo diventati di colpo s-regolati, pronti a trasgredire…non solo virtualmente ma anche nella realtà.
Prendiamo ad esempio Melissa Panarello, l’ex Melissa P di “Cento colpi di spazzola”.
Ha scritto “Tre” pubblicato da Einaudi. Si parla di un triangolo, o più triangoli, perdonateci questa mancanza di precisione ma non abbiamo ancora letto il nuovo volume.
Si sofferma sul sogno che “è per definizione orgiastico, è una cosa da condividere”. Descrive la gioia di un rapporto tra una donna e due uomini da preferire a quello tra due donne e un uomo: “A me non piace, però magari funziona di più –dice la giovane autrice- fra le donne c’è una sorellanza che gli uomini non conoscono”.
Ma poi da anche delle precise indicazioni. E’ bene che siamo a capire se condividerle o meno: “Io non sono per andare a scopare in giro a tutti i costi. Quella è ansia, non mi appartiene:voglia di maternità per le donne, paura della solitudine per gli uomini. Io sono per la libertà, non per la promiscuità. Sono per il poliamore: la poligamia è oggi l’unica forma di amore”.
Ecco. Riepilogando per dirla con Alberoni ritroviamoci sui social network “in cui gente di tutte le età e di tutti i ceti si sceglie senza dipendere da conduttori o agenzie di casting”.
Ma occhio perché De Rita ci spiega come “la stagione della liberazione dalle regole è finita. Semplicemente perché quelle norme non ci sono più”.
Ed allora? Ha ragione Melissa P. quando sostiene che : “la nostra società è bigotta e, in più non è preparata a esperimenti erotico-sentimentali tipo il triangolo e che praticarli nella quotidianità, dichiararli, viene visto come una forma di perversione?”
Renato Zero, altro che …il triangolo no…!!! Ormai siamo S-Regolati…



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