Roma/ E' scontro sul GP di Formula 1

Lunedì, 21 giugno 2010 - 11:22:00


ferrari f2010 1

Se c'è una cosa che il sindaco di Roma ha in abbondanza sono i soprannomi. I suoi predecessori si dovevano accontentare di un nomignolo, per lui, invece, i romani sono stati generosi. Cambia idea sempre più spesso? Lo chiamano "Retromanno". Non sono contenti di una sua decisione? E' "Aledanno". L'ultimo, in ordine di apparizione, è "Ale-Mans", citazione della famosa 24 ore di Le Mans, che il Sindaco si è conquistato rispolverando il vecchio progetto del GP di Formula 1 a Roma e riuscendo, in un colpo solo, a far inferocire gli abitanti dell'Eur, gli ambientalisti, i leghisti, mezza maggioranza, l'opposizione e una discreta fetta di romani.

Lasciamo perdere, per il momento, se il progetto che vorrebbe portare le monoposto sul laghetto dell'Eur sia o meno sbagliato e concentriamoci sull'evidenza che questa più che una giunta sembra un appassionato gruppo di rigattieri intento a tirare fuori vecchie idee da polverose soffitte e umide cantine. Come il sottopasso di Castel Sant'Angelo, o ancora il "raccordo anulare interno", ovvero la chiusura del cerchio della tangenziale o dell'olimpica. Ancor di più ha fatto l'assessore alla mobilità, Marchi, che, con impeto archeologico, ha proposto di dissotterare (letteralmente) la vecchia rete tranviaria romana. 

Ed ora il Gran premio di formula 1, anche qui una vecchia idea ma vecchia assai. Fu Enzo Ferrari, infatti, a pensare che fra i vialoni e le architetture razionaliste dell'Eur si potesse ricavare un circuito per la formula 1. Era il 1983 e in Campidoglio sedeva il comunista Ugo Vetere. L'idea piacque e ci si mise a lavorare di buona lena e il circuito dell'Eur fu approvato nel 1984 dalla Fisa e il "Gran Premio d'Europa" fu messo in calendario per il 13 ottobre del 1985. Ma l'85 era anche anno di elezioni e il tema Gran Prix finì nel tritacarne elettorale.

Per il Pci il Gran Prix avrebbe portato ricchezza, turisti, posti di lavoro e visibilità internazionale. Ma per i democristiani, in un'inedita alleanza con gli ambientalisti, sarebbe stata una catastrofe ambientale e sociale ("per una settimana sarà necessario trasferire i malati dell'ospedale Sant'Eugenio", si leggeva sui giornali d'allora). Il Pci, circondato da destra e da sinistra, perse sia la "battaglia della formula 1" che le elezioni, e il progetto del Gran Prix finì dentro un cassetto.

Ventisette anni dopo siamo daccapo ma a parti invertite. Per i sostenitori il Gran Prix porterà turismo, soldi e visibilità alla capitale, per gli oppositori provocherà danni irreparabili ai giardini e a i palazzi dell'Eur (equiparati, in fatto di tutele ai monumenti del centro). Certo in una città che ancora si lecca le ferite dei mondiali del '90 e che per i Mondiali di Nuoto del 2009 ha visto proliferare piscine  e impianti sportivi illegali ovunque (dove, beninteso, gli atleti non sono neanche passati per sbaglio), dubitare è lecito.

Dubitare che le strutture che bisognerà costruire (box, tribune, saloni, sale stampa, ristoranti, uffici, ecc.) saranno completamente "prive d'impatto ambientale" e rispetteranno i bei giardini e i piccoli boschi di cui è ricca l'Eur. Dubitare che l'affare non si riveli una gigantesca speculazione. Dubitare che possa essere accettabile "sequestrare" un intero quartiere (dove, tra l'altro, esistono moltissimi uffici) per settimane, fra preparazione del circuito, prove e gara vera e propria. Dubitare soprattutto, però, che sia opportuno pensare a un progetto così controverso, complesso, dagli esiti incerti in un momento come questo, con una città che non ha ancora presentato il bilancio, un sindaco in caduta libera nei sondaggi che non riesce a farsi approvare dalla sua maggioranza neanche una riorganizzazione interna degli uffici.

Una città senza fondi che cancella il progetto di una linea di metropolitana ma che non ha i soldi per rinnovare la flotta degli autobus. Ma soprattutto una città dove fra breve verranno aumentati i costi dei servizi sociali, dagli asili nido alle mense scolastiche, dalla tariffa sui rifiuti al biglietto dell'autobus.  Alle famiglie che dovranno pagare di più per usufruire del nido o far mangiare i figli a scuola, che vedranno salire ancora la tassa dei rifiuti o quelle a cui sono stati tagliati i servizi di assistenza domiciliare per i disabili, a queste famiglie cosa darà in più il Gran Premio di Roma? Quali saranno i miglioramenti per le migliaia di romani strangolati ogni giorno dal traffico? Forse più che riciclare vecchi progetti è su questi temi che sarebbe necessario avere qualche idea nuova, qualche buona idea da buon Amministratore.

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Terremoto/ Mirandola, in ginocchio la citta'-gioiello di Pico
    JP Morgan/ Vende azioni per 25 miliardi per alleggerire perdite
    Borsa/ Chiude in rialzo, Ftse Mib +0,38%, bene Fiat e Impregilo
    Unicredit/ Terminato cda dopo due ore, presente al-Qubaisi
    Bpm/ Gip, Ponzellini realizzo' struttura parallela banca
    Euro/ Chiude debole per timori su Spagna
    Terremoto/ Sismologo attacca su blog grillo, morti per ignoranza
    Borse/ Chiudono positive, solo Madrid giu' oltre 2%
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME
    inEVIDENZA
    morto berlusconi
    Cool-tura

    Silvio Berlusconi è morto
    Ma è solo un'opera d'arte...

    IL CASO/ Mostra shock a Roma: una coppia di artisti gay ha realizzato un'opera d'arte chiamata "Il sogno degli italiani", che vede l'ex premier "morto" in una teca. Testa voltata, non a caso, verso sinistra, in direzione di Palazzo Chigi...

    Vuoi cambiare casa?

    Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso