Csr/ "Il fotovoltaico è assicurato", Unipol diventa verde

Sabato, 26 giugno 2010 - 20:20:00

di Stefania La Malfa

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polizze assicurative per gli impianti fotovoltaici e riutilizzo di computer e
stampanti in dismissione tramite donazioni a organizzazioni non profit. Così Unipol declina la responsabilità sociale d'impresa e il rispetto per l'ambiente. Nel 2008 il Gruppo finanziario ha infatti avviato nuove iniziative a sostegno dell'energia pulita e della riduzione dei rifiuti.

Il responsabile CSR e responsabile etico di UGF, Walter Dondi, descrive le nuove iniziative del Gruppo finanziario. "Per quanto riguarda le energie alternative- spiega - abbiamo realizzato in particolare un prodotto a cavallo tra banca e assicurazione: è un finanziamento da parte della banca a tassi agevolati per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, che vale sia per i privati sia per le imprese e prevede una copertura assicurativa per danneggiamenti e deterioramenti da calamità naturali o eventi atmosferici". Il finanziamento con a corredo la copertura assicurativa si chiama "Nuova energia al futuro" ed è stato presentato a novembre 2008. E il 1° ottobre era nata anche "Protezione fotovoltaici", una nuova polizza di una delle compagnie del Gruppo Unipol, la Navale assicurazioni, che copre gli impianti per i danni da eventi accidentali, compresi furto e rapina. 

sede unipol bologna grande
La sede del Gruppo finanziario Unipol di Bologna

Un altro nuovo impegno di Unipol è quello che riguarda lo smaltimento delle attrezzature informatiche. Nell'autunno 2008, per la prima volta, è stato rinnovato l'intero parco computer e stampanti di buona parte della rete delle agenzie del Gruppo ma le attrezzature dismesse non sono state portate in discarica. "Abbiamo fatto un accordo con il BITeB, il Banco informatico, tecnologico e biomedico, per consegnare 3mila computer e 900 stampanti - spiega Dondi -. Il Banco ha poi destinato tutto questo materiale a organizzazioni no profit e associazioni di volontariato ma anche a scuole e ospedali. Abbiamo dato l'opportunità ai nostri dipendenti di segnalare direttamente al BITeB le Ong a cui fare l'assegnazione ma questa viene in ogni caso decisa dal Banco in base ai propri criteri. Per noi si tratta di attrezzature obsolete ma in realtà sono tutte funzionanti. E così assolviamo a una doppia funzione: da un lato di carattere ambientale perché riduciamo la quantità di rifiuti e dall'altro di carattere sociale perché doniamo materiale buono a organizzazioni che ne hanno necessità".

L'impatto delle attività del Gruppo sugli stakeholder, ovvero tutti i portatori di interesse, è definito nella Carta dei valori, approvata nel 2008, e nel nuovo Codice etico, applicato da marzo 2009. "Per noi la responsabilità sociale d'impresa è essenzialmente una scelta di carattere strategico - sottolinea Dondi -: il nostro scopo è perseguire scelte gestionali che tendano a realizzare obiettivi insieme di natura economica, sociale e ambientale. Significa quindi perseguire una strategia di sostenibilità di lungo periodo, attraverso il coinvolgimento di tutti i nostri stakeholders, gli azionisti, i clienti, i dipendenti, gli agenti, la comunità".

"E' una logica di bilanciamento di interessi tra azionisti, impresa e clientela e agenti  - continua il responsabile CSR - e un esempio di questa strategia lo abbiamo realizzato quando è scoppiata la crisi finanziaria. Quando è fallita la Lehman Brothers siamo stati i primi a restituire il capitale sottoscritto dai nostri clienti che avevano polizze con sottostanti titoli della banca statunitense. La Lehman Brothers è fallita il 15 settembre 2008 e noi il 18 abbiamo fatto un comunicato dicendo che avremmo restituito a circa 8.500 clienti il capitale originariamente versato. E' un'operazione che è costata agli azionisti svariate decine di milioni di euro ma abbiamo ritenuto giusto farlo perché questi clienti erano per la stragrande maggioranza piccoli risparmiatori che avevano investito 5, 10, 15 o 20mila euro dei loro risparmi. Attraverso strategie di lungo periodo come questa si tutelano la durata dell'impresa, l'occupazione, i diritti dei clienti e non si persegue solo il profitto in una logica speculativa di breve periodo".  

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