La responsabilità sociale motore delle banche
| Finanza etica, ecco il premio “Banca e Territorio” 2011 |
Non solo Banche di credito cooperativo o Casse di risparmio ma anche grandi gruppi bancari. Gli istituti di credito sono sempre più attenti al legame con il territorio, realizzando iniziative sociali. Lo testimonia l'aumento del numero di partecipanti al premio "Banca e Territorio" - promosso da AIFIn, l'Associazione Italiana Financial Innovation, e giunto alla quinta edizione - come spiega ad Affaritaliani.it il presidente Sergio Spaccavento. Il riconoscimento annuale si propone di dare notorietà alle iniziative attivate dalle banche territoriali in ambito sociale, economico, culturale, ecc., finalizzate a valorizzare "l'identità" del territorio e sostenerne lo sviluppo.
Da cinque anni AIFIn premia l'attenzione al sociale da parte delle banche territoriali. E' cambiata in questo periodo la partecipazione degli istituti di credito a questo riconoscimento? 
Sergio Spaccavento, presidente di AIFIn
"Il numero di banche partecipanti al Premio AIFIn (Associazione Italiana Financial Innovation – www.aifin.org) Banca e Territorio è aumentato in questi anni a testimonianza dell’interesse delle Banche per la Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR), come modalità di gestione strategica, e quindi della volontà di comunicare il valore creato per gli stakeholder (portatori di interesse: azionisti, clienti, dipendenti, fornitori, ecc.) e per il territorio di riferimento. È inoltre cambiato anche il profilo degli intermediari bancari aderenti all’iniziativa AIFIn: non solo BCC e banche minori (piccole Casse di risparmio o Banche Popolari ancora indipendenti), ma anche grandi gruppi bancari che cercano di non perdere il legame con il territorio, fino ad arrivare alle banche online che sempre più spesso attivano iniziative 'sociali'".
In tempi di crisi economica l'attenzione al territorio è cresciuta o diminuita?
"Ci troviamo di fronte ad una crisi che non è più solo economica, ma valoriale. Sono aumentate nella società le aspettative nei confronti di comportamenti più responsabili da parte delle organizzazioni e dei relativi manager. Questo vale anche e soprattutto per banche nella loro funzione di gestori del risparmio e di intermediari del credito. La vicinanza al territorio risulta quindi fondamentale per poter migliorare la capacità di ascolto delle istanze provenienti dalle famiglie, delle imprese, dagli enti e più in generale dalla comunità locale. Istanze tuttavia che poi dovranno trovare risposte tangibili e concrete da parte delle banche".
L'impegno delle banche territoriali a quali aspetti del sociale è rivolto?
"Nel Premio AIFIn abbiamo istituito varie categorie che possono rappresentare in linea di massima le aree di intervento delle banche con progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa. Oltre alle iniziative sociali, abbiamo previsto categorie quali iniziative a sostegno dello sviluppo locale, dell'arte e della cultura, dell'educazione, istruzione e formazione, della tutela e protezione dell'ambiente e il bilancio sociale non solo come strumento di reportistica, ma soprattutto di comunicazione con gli stakeholder. Il premio ha l’obiettivo di dare notorietà a progetti di Responsabilità Sociale d’Impresa realizzati dalle banche. Lo scorso anno la Banca Popolare di Vicenza ha vinto il premio come Banca Territoriale dell’anno 2010 presentando vari progetti tra i quali, ad esempio, il recupero nei mercati internazionali dell’arte di opere originarie del proprio territorio per salvarle dalla dispersione e riportarle al loro antico splendore e la semplificazione della vita del cittadino, tramite l’ideazione di una card attraverso la quale è possibile pagare comodamente i servizi pubblici messi a disposizione dal Comune di Vicenza. Vincere il premio per una banca rappresenta quindi un indicatore qualitativo della capacità di tradurre concretamente la CSR in “valore” per il territorio".
Crescita economica e sostenibilità si possono coniugare?
"Crescita economica e sostenibilità non solo possono, ma devono essere obiettivi fortemente correlati e congiuntamente perseguiti. Si va sempre più affermando anche nel settore bancario il concetto che le performance non devono essere considerate solo dal punto di vista economico, ma devono anche tener conto del contributo che la banca dà al benessere sociale della comunità in cui opera. Gli intermediari bancari si trovano nella fase post crisi a dover affrontare uno scenario di mercato a crescita più moderata definito da molti analisti di “nuova normalità”, ma che in realtà pone probabilmente gli operatori del settore di fronte a scelte strategiche di discontinuità rispetto al passato. La “nuova normalità” implica per il settore bancario la ricerca di una redditività sostenibile da intendere non solo come la capacità della gestione di generare ricavi e utili sufficienti a remunerare adeguatamente i fattori produttivi impiegati, gli azionisti, ma in una visione più ampia di generare valore per tutti gli stakeholder e fare ciò con continuità nel tempo".
Maggiore attenzione al sociale può essere una strategia di competitività per le banche territoriali?
"Abbiamo già detto che la CSR è una potentissima leva di competitività se porta l’impresa e quindi la banca a gestire in modo sostenibile risorse e capacità per appagare le esigenze di tutti i portatori di interessi, prima e meglio dei concorrenti, e generare “ritorni” superiori alla media. Tuttavia va ricordato che tra tutti i potenziali vantaggi competitivi il rafforzamento della reputazione, e quindi il potenziamento dell’attrattività e del valore del brand, è tra quelli più importanti. La Responsabilità Sociale d’Impresa permette dunque, insieme ad altre leve strategiche, di rafforzare il rapporto fiduciario tra la banca (del territorio ma non solo) e la propria clientela e, più in generale, la comunità di riferimento".



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