Moda/ H&M accusata di immoralità in Bangladesh
La sezione svedese dell’organizzazione non governativa ActionAid ha accusato la casa d’abbigliamento svedese di immoralità fiscale, seppur legale – citando il ministro per il Commercio del Bangladesh, Muhammad Faruk Khan - perché dai dati forniti dalla stessa compagnia risulta che nel 2008 ha pagato solo l’equivalente di 60 euro di imposte sulle società in Bangladesh, dove vengono prodotti gran parte dei suoi capi d’abbigliamento.
H&M ha replicato che la compagnia rispetta le regole, dal momento che non avendo fatturato in Bangladesh non paga le tasse in quel paese, mentre, con i suoi ordinativi, fornisce centinaia di migliaia di posti di lavoro in quel paese.

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La polemica avviene dopo che il Bangladesh ha vissuto quattro giorni di sciopero dei lavoratori tessili, che chiedono un aumento del salario minimo legale dall’equivalente di venti euro a sessanta euro, e che hanno visto duri scontri con la polizia e la chiusura di 700 fabbriche.
Il settore tessile rappresenta l’80 per cento delle esportazioni del Bangladesh e occupa il 40 per cento della forza industriale del paese, in maggioranza donne.



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