Navigli lombardi: il punto su riqualificazione e sviluppo in vista di Expo
In un workshop del Consiglio regionale presentato il Piano d'area
Il Consiglio regionale ha fatto questa mattina il punto sul Piano Territoriale regionale d'Area dei Navigli, lo strumento di programmazione territoriale "di nuova generazione" che ha lo scopo di valorizzare questo importante segmento del territorio lombardo, tutelandone la natura, la storia e la cultura e favorendo al tempo stesso la crescita imprenditoriale e turistica.
"E' un lavoro che parte da lontano " ha detto il Presidente del Consiglio Davide Boni (già Assessore all'Urbanistica) nella sua introduzione del workshop "che prevede un importante rilancio strategico delle aree che ruotano intorno ai Navigli. Un piano dedicato, che va inteso come una significativa opportunità per la Lombardia, la quale anche in questo momento di gravi ristrettezze potrebbe esprimere grande capacità di realizzazione economica".
"La storia delle vie d'acqua è importante per la nostra Regione e di questo si è tenuto conto nel redigere uno strumento di governo territoriale che coinvolge 51 Comuni, 4 Province (Milano, Pavia, Varese e Lecco) e 3 Parchi regionali" ha spiegato Giorgio Pozzi (PdL) Presidente della Commissione consiliare Territorio.
Salvaguardia e sviluppo: fra questi due obbiettivi si muovono le indicazioni del Piano, con cui si è scelto - come ha spiegato Pozzi -di dare indicazioni particolari riguardo le zone a ridosso dei canali. "Si è deciso infatti di mantenere libere le aree per 100 metri dalle sponde (e per una larghezza di 500 metri quando ci si trova in presenza di arre agricole). Viene inoltre incentivato l'utilizzo a fini edificatori delle aree degradate e, al fine di salvaguardare le aree libere, viene proposta la possibilità di trasferire volumetrie in altri ambiti, anche esterni ai territori comunali. Per salvaguardare un'immagine unitaria dei Navigli è stata inoltre proposta l'istituzione di Commissioni uniche per il paesaggio. "
Il Piano intende promuovere anche una rete di ospitalità diffusa (agriturismi e bed&breakfast) connessa a reti di mobilità dolce inserita nei luoghi di maggior attrattività culturale, naturalistica , ambientale e storica. Fra le previsioni del Piano anche un'area a parco, sulla direttrice nord-sud, che dovrebbe collegare la Darsena con il sito Expo.
Il valore fortemente identitario delle aree dei Navigli è stato sottolineato dall'Assessore al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti, che ha ricordato come questo primo Piano d'area sia stato redatto con il concorso e l'accordo di tutti i territori interessati.
Il tema del risparmio di suolo è stato sottolineato da Francesco Prina, Pd (consigliere segretario della Commissione Territorio),come obbiettivo "non più rinviabile da realizzarsi con norme cogenti e prescrittive". Secondo Ugo Parolo(LN), Vicepresidente della Commissione, le scelte devono essere ispirate ad un criterio di "perequazione territoriale" (ossia al principio secondo cui si pianifica con un' equa distribuzione di costi e benefici fra gli enti territoriali interessati). Il ruolo dei Comuni è stato sottolineato anche da Attilio Fontana, in qualità di Presidente dell'ANCI.
L'ipotesi della riapertura dei navigli nell'area milanese è stata richiamata dal consigliere Enrico Marcora (UdC), che ha ricordato come il Consiglio abbia votato un ordine del giorno che impegnava a verificarne la fattibilità.


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