Giuliano Ferrara in mutande
di Renato Palma
Ma quanto è interessante la storia e quanta ragione aveva Vico. Tutto si ripete. Nel 1564, un anno dopo la fine del Concilio di Trento, la chiesa decide la censura dei nudi "scandalosi" del Giudizio Universale nella Cappella Sistina. Se ne assume l’incarico un amico di Michelangelo, Daniele da Volterra, che da allora è conosciuto come il Braghettone. La maggior parte delle braghe è dipinta a tempera sopra l'affresco, che quindi si è conservato, tranne nel caso di Santa Caterina d'Alessandria e di San Biagio. In fondo non è andata male, l'affresco poteva essere distrutto. Evidentemente Michelangelo era più vicino a Dio dei suoi intolleranti censori.
Nel 2011, un altro amico di un grande artista (capace di inventare storie piene di fantasia), si incarica di mettere le mutande all’opera d’arte denominata, per il momento, Arcore e lancia una manifestazione contro la Santa Inquisizione. Lo slogan è prudente e, nella congiunzione, un po’ dubbioso: “In mutande, ma vivi”. Partecipano in molti e, tra questi, un anziano signore di Vienna, che immediatamente, unico, purtroppo, si accorge del terribile lapsus dell’amico dell’artista. Infatti, per un residuo di pudore non necessario, il nostro non ha il coraggio di spingersi là dove vorrebbe e dovrebbe, e quindi strillare, pieno di orgoglio, “Senza mutande e vivi.”
In mutande si erano presentati poco tempo fa gli studenti universitari, ridotti così dalla politica, per rappresentare la loro drammatica condizione davanti ad un rappresentante del governo. Possibile che il Braghettone contemporaneo abbia dimenticato che “essere in mutande”, nella nostra lingua, significa essere molto povero, in una condizione triste e senza speranza? Mah! Guarda a cosa bisogna attaccarsi, nel sonno delle opposizioni, per sperare che le notizie importanti siano tenute nascoste dai giochi di parole. Sarà pure vivo, ma i suoi amici e paladini lo considerano ormai in mutande. Allora, grazie inconscio per la speranza che ci dai.



Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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