Pillole d'Europa/ E-commerce, frodi sui fondi Ue, agricoltura e Erasmus: le risposte

Sabato, 6 agosto 2011 - 13:00:00

PER STARE MEGLIO E SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E' attivo  un servizio di "A domanda, risposta" su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com

A domanda , risposta

Domanda: Ammetto che non mi fido ancora di effettuare troppi acquisti on line, non mi so orientare con  tutti i siti di e-commerce che ci sono sul web. Volevo sapere se in Europa vi sono regole precise per tutelare i diritti dei consumatori sugli acquisti on-line. Fabrizio Lentini
Risposta:
  la nuova normativa dell'Unione Europea rafforza i  diritti dei consumatori sugli acquisti on line in tutti e 27 gli Stati membri. Il Parlamento europeo, a schiacciante maggioranza (615 a favore, 16 contrari, 21 astenuti), ha adottato di recente una direttiva sui diritti dei consumatori ; la proposta eliminerà spese e costi nascosti in Internet. I consumatori saranno protetti contro le "trappole dei costi". Si tratta dei casi in cui i truffatori si fanno pagare con l'inganno per servizi cosiddetti "gratuiti", quali oroscopi o ricette on line. I venditori dovranno indicare chiaramente il costo totale del prodotto o servizio, incluso qualunque addebito supplementare. Gli acquirenti on-line non dovranno pagare addebiti o altri costi se non ne sono stati adeguatamente informati prima dell'effettuazione dell'ordine. Quando acquistate on-line, ad esempio un biglietto aereo, è possibile che vi vengano offerte opzioni supplementari, quali assicurazioni viaggio o noleggi auto. Tali servizi supplementari possono essere offerti mediante caselle preselezionate. Attualmente i consumatori sono spesso costretti a deselezionare queste caselle se non desiderano i servizi supplementari. Con la nuova direttiva, le caselle preselezionate saranno vietate in tutta l'Unione europea. Il periodo durante il quale i consumatori possono recedere dal contratto di acquisto verrà portato a 14 giorni di calendario (rispetto ai sette attualmente prescritti dalla normativa dell'Unione Europea). Ciò significa che i consumatori potranno restituire le merci per qualunque ragione se cambiano parere. I commercianti saranno tenuti, dall'entrata in vigore della direttiva,  a corrispondere un rimborso ai consumatori per il prodotto entro 14 giorni dal recesso. Il rimborso dovrà coprire anche le spese di consegna. In generale, il commerciante assume su di sé il rischio di eventuali danni alle merci che si verificano durante il trasporto fino al momento in cui l'acquirente ne prende possesso. I consumatori disporranno di un formulario di recesso standard che potranno usare (senza essere obbligati a farlo) se, cambiato parere, desidereranno recedere da un contratto concluso a distanza o a domicilio. Ciò renderà più facile e rapido il recesso se il contratto sarà stato concluso nell'Unione Europea. I commercianti non potranno più addebitare ai consumatori costi supplementari per i pagamenti con carta di credito (o altri mezzi di pagamento), se non i costi effettivamente sostenuti per offrire tale opzione di pagamento. I commercianti che mettono a disposizione linee telefoniche dirette su cui i clienti possono contattarli relativamente al contratto non potranno addebitare per le telefonate più dei normali costi telefonici. Se i commercianti desiderano che siano i clienti a sostenere i costi di resa delle merci in caso di ripensamento, essi dovranno informarne chiaramente e preventivamente i consumatori, altrimenti dovranno sostenere essi stessi tali costi. Prima della vendita, il commerciante deve fornire almeno una chiara stima dei costi massimi di resa di merci ingombranti, ad esempio un divano, acquistate via Internet o per corrispondenza, così che il consumatore possa decidere in modo informato da chi acquistare. Anche le informazioni sui contenuti digitali, con la nuova direttiva,  dovranno essere più chiare, comprese quelle relative alla compatibilità con hardware e software e all'applicazione di eventuali sistemi tecnici di protezione, che ad esempio limitino il diritto del consumatore di fare copie del contenuto. I consumatori avranno il diritto di recedere dagli acquisti di contenuti digitali, come i download di musica o di video, ma solo fino al momento di inizio dell'effettivo processo di download.

Domanda:  E' vero che in Europa aumentano le frodi sui fondi europei? Si sta facendo qualcosa per combatterle uniti tra Stati o questa Unione europea esiste solo sulla carta? Marco Bresta
Risposta:
  In effetti  si stanno  intensificano gli sforzi nella lotta contro le frodi a danno del bilancio europeo e si sta collaborando con un lavoro coordinato tra i diversi Stati dell'Unione. Nel solo 2009 gli Stati dell'Unione Europa  hanno dichiarato sospetti casi di frode su fondi comunitari per un valore di 280 milioni di euro. Anche se questo dato rappresenta meno dello 0,2 per cento  del bilancio complessivo dell'Unione Europea, la Commissione europea ha adottato una nuova strategia antifrode, che aggiorna e ammoderna gli strumenti a disposizione. La strategia propone una serie di misure per garantire che la Commissione vigili sui fondi comunitari, a tutti i livelli e in tutti i settori, con i migliori strumenti possibili per prevenire e individuare le frodi a danno del bilancio europeo. La nuova strategia coprirà l'intero "ciclo della lotta antifrode", dalla prevenzione e individuazione delle frodi sia in fase di indagini, sia di sanzioni e di recupero dei fondi impropriamente utilizzati. Le misure interverranno sia sul lato delle entrate che su quello delle spese del bilancio comunitario, compreso il bilancio gestito in parte dagli Stati dell'Unione, o dalle Regioni. Un piano d'azione comunitario di lotta contro il contrabbando di sigarette e alcolici lungo il confine orientale dell'Unione Europea accompagna la strategia appena presentata dalla Commissione. Un primo risultato di questo nuovo approccio è il piano d'azione di lotta contro il contrabbando di sigarette e di alcolici lungo il confine orientale dell'UE. Gli Stati membri e l'UE perdono ogni anno miliardi di euro di entrate doganali e fiscali a causa del commercio illegale di sigarette ad esempio. Grazie ai nuovi strumenti informatici che consentono di migliorare le capacità di audit e di controllo della Commissione europea, nella lotta contro la frode a danno del bilancio UE verrà adottata un'impostazione più sistematica, che potrebbe essere estesa oltre i servizi esistenti. La strategia di lotta antifrode si inserisce in un approccio complessivo di lotta contro le frodi e la corruzione ed integra le recenti iniziative lanciate dalla Commissione, quali la riforma dell'OLAF, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, la comunicazione sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea attraverso il diritto penale e le indagini amministrative e la comunicazione sulla lotta contro la corruzione nell'UE.

Domanda: sono un agricoltore e vorrei capire che cosa intendono fare i nostri politici europei per il nostro settore. Rimango dell'idea che uno Stato che non tutela la sua agricoltura sia uno Stato destinato a scomparire! Patrizio Cotri
Risposta:
  l'agricoltura merita molto rispetto ed attenzione. La cementificazione sta riducendo la capacità produttiva degli Stati europei. Per l'agricoltura c'è al cosiddetta PAC ovvero la Politica Agricola Comune  che è una delle politiche comunitarie di maggiore importanza,  ed impegna circa il 34 per cento del bilancio dell'Unione Europea. È prevista dal Trattato istitutivo delle Comunità.  I parlamentari europei desiderano mantenere invariato fino al 2020 il bilancio europeo per il settore agricolo, per far sì che agli agricoltori siano garantiti gli incentivi per fornire scorte di prodotti alimentari sicuri, per la protezione dell'ambiente, per creare nuovi posti di lavoro e per assicurare la competitività del settore agricolo comunitario. In reazione a voci sul taglio degli aiuti al secondo pilastro della PAC, i deputati del Parlamento europeo hanno di recente riconfermato il loro sostegno per assicurare adeguate risorse finanziarie anche per lo sviluppo rurale. La politica agricola dell'Unione Europea mira a fornire prodotti alimentari sicuri e di alta qualità e cofinanzia ad esempio progetti per una migliore protezione dell'ambiente e l'utilizzo di energie rinnovabili, tale politica deve essere finanziata adeguatamente, secondo gli eurodeputati, in modo da fornire agli agricoltori un incentivo all'utilizzo di tecniche moderne ed ecocompatibili. In futuro i pagamenti diretti agli agricoltori saranno  più legati alle cosiddette "misure verdi" (basse emissioni di carbonio, basso consumo energetico). Un ampio sistema europeo di incentivi, finanziato dall'UE al 100%, dovrebbe essere istituito per sostenere gli agricoltori che appoggino lo sviluppo sostenibile. I finanziamenti agricoli dovrebbero essere distribuiti più equamente tra gli Stati UE e tra le diverse categorie di agricoltori. Il Parlamento europeo propone che ogni paese dell'Unione Europea dovrebbe in futuro ricevere una percentuale minima della media comunitaria dei pagamenti diretti. I deputati sono d'accordo con l'introduzione di un massimale per i pagamenti diretti per agricoltore, ma sottolineano che le nuove regole devono tener conto delle dimensioni delle aziende agricole e dei criteri oggettivi di occupazione nonché delle pratiche sostenibili. Per evitare un uso improprio del denaro pubblico, i pagamenti diretti dovrebbero essere riservati agli "agricoltori attivi", cioè a coloro che effettivamente utilizzano la loro terra per la produzione. Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di prodotti lattiero-caseari, i deputati hanno chiesto alla Commissione di monitorare il mercato lattiero-caseario per il periodo successivo al 2015. Il sistema attuale delle quote sarà soppresso nel 2014.

Domanda: sono laureata in architettura ed ho una passione per la tutela dell'ambiente, ma mi sono resa conto che manca un'informazione univoca in Europa sull'ambiente che consenta di prevenire grossi danni ambientali. Ci sono interventi concreti per collaborare meglio a livello comunitario tra cittadini, associazioni, governi? Ludovica Trapi  
Risposta: organizzare un salvataggio di emergenza transfrontaliero, prevenire grossi danni ambientali o paragonare i consumi di energia degli edifici in diversi paesi diventerà presto più rapido e più facile grazie al miglioramento dello scambio di informazioni nell'Unione Europea. E' stata realizzata Inspire una nuova infrastruttura per l'informazione territoriale in Europa (sito Internet http://inspire.ec.europa.eu ). Si sta creando nell'Unione europea uno standard comune per rendere l'informazione ambientale di facile e rapido accesso. Ciò si tradurrà in evidenti benefici per i cittadini europei, che spazieranno dai servizi di emergenza ad un ambiente quotidiano più sano. Gli standard comuni aiuteranno a ridurre i costi e a migliorare le basi per i processi decisionali a tutti i livelli. In questo momento è in corso un sondaggio di opinioni sull'adeguatezza degli standard proposti (sul link http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/) a cui puoi partecipare on line se vuoi. Standard comuni contribuiranno ad aumentare la percentuale di successi nei casi in cui l'accesso a informazioni corrette è essenziale. Ciò aiuterà a prevenire gravi incidenti come quello verificatosi nel sud della Francia dove l'intervento dei vigili del fuoco è stato ritardato dalla mancanza di accesso a dati aggiornati e completi. Centinaia di esperti in Europa hanno lavorato insieme diversi anni per stabilire definizioni comuni in importanti settori come l'energia, il cambiamento climatico, la biodiversità, l'ambiente marino e la salute umana. Gli standard proposti sono adesso consultabili e testabili dal pubblico al fine di valutare la loro funzionalità in diverse discipline e nazioni. Janez Poto?nik, commissario responsabile per l'Ambiente, ha dichiarato: "Gli standard Inspire ci aiuteranno a migliorare l'ambiente. Maggiore è la nostra comprensione comune degli argomenti di cui si parla in Europa, migliore sarà il nostro lavoro comune a beneficio dell'ambiente. Spero che molti cittadini comunichino la propria opinione". Secondo la commissaria alla ricerca Ma?ire Geoghegan-Quinn, commissario europeo per la ricerca e responsabile del Centro comune di ricerca che si occupa della coordinazione tecnica di Inspire: "Grazie a materiali e competenze messi a disposizione da parte di oltre 650 organizzazioni pubbliche e private, Inspire costituisce una base di conoscenze dal potenziale altissimo." Le specifiche dei dati che riguardano 25 argomenti tra i quali la copertura del suolo, edifici, suolo, utilizzazione dei territori, energia, salute e sicurezza. La consultazione è aperta fino a ottobre. Ognuno potrà dire la sua sugli standard che armonizzeranno l'approccio dell'Unione Europea ai dati relativi a zone a rischio naturale, condizioni atmosferiche, caratteristiche geo-metereologiche, caratteristiche geo-oceanografiche, regioni marine, habitat e biotopi, distribuzione delle specie e risorse energetiche e minerali. Una volta adottati, gli standard faciliteranno l'integrazione transfrontaliera e l'analisi dei dati ambientali, modellando e prevedendo attività in diversi settori. La direttiva Inspire è entrata in vigore il 15 maggio 2007 e verrà attuata in varie fasi. L'attuazione completa avverrà entro il 2019.

Domanda: Ho sentito parlare del programma Erasmus per neoimprenditori, come funziona?
Enrica Fortini
Risposta
: si tratta di beneficiare dei finanziamenti europei per i soggiorni formativi all'estero riservati ai neo-imprenditori. E' un programma transfrontaliero di scambio che dà nuovi imprenditori o aspiranti tali la possibilità di imparare da imprenditori esperti in esecuzione piccole imprese in altri paesi dell'Unione europea.  Lo scambio di esperienze si svolge durante un soggiorno con l'imprenditore esperto, che aiuta i nuovi imprenditori ad acquisire le competenze necessarie per eseguire una piccola impresa.  Il processo prevede quattro fasi. Una fase è la candidatura ovvero i neoimprenditori e imprenditori ospitanti si candidano entrando in contratto con l'organizzazione intermediaria locale, responsabile di valutare le richieste. Quando si presenta la domanda, il candidato è chiamato a redigere un dettagliato business plan nella lingua in cui opera l'organizzazione di supporto, con gli obiettivi finanziari e operativi dell'impresa e le stategie per raggiungerli. Le organizzazioni intermediarie sono a disposizione per fornire informazioni e assistenza al fine di facilitarne la stesura. Poi c'è l'incontro, ovvero l'organizzazione cerca di abbinare neo imprenditori e imprenditori ospitanti, ma i candidati possono anche cercare partner appropriati attraverso il database del programma e suggerire le proprie preferenze. A seguire si prepara e stipula un contratto in cui le parti coinvolte (neo-imprenditore, imprenditore ospitante e organizzazione intermediaria) siglano un accordo contenente informazioni relative al business plan, al piano di formazione e di lavoro, i compiti, le responsabilità, le condizioni finanziarie e le eventuali implicazioni legali relative al soggiorno. Dopo l'approvazione della Commissione europea, si partecipa alle attività preparatorie organizzate dall'organizzazione di sostegno. L'obiettivo del sostegno finanziario è quello di contribuire ai costi di viaggio, soggiorno e al mantenimento fuori sede del nuovo imprenditore, chiamato a fornire evidenza delle spese effettuate. Il massimo importo concedibile ammonta a  1.100 euro al mese e l'organizzazione intermediaria ha il compito di consigliare l'imprenditore su fonti finanziarie alternative esistenti, per coprire i costi qualora essi superino tale cifra. Di contro, l'Erasmus non prevede nessun rimborso per l'imprenditore ospitante che ha già la possibilità di avere a disposizione un imprenditore serio e in grado di contribuire allo sviluppo del business apportando idee, capacità, esperienze e conoscenze dei mercati esteri. Neoimprenditore e imprenditore ospitante realizzano le attività in una o più fasi (nell'arco di sei mesi) e riportano su di esse alla organizzazione intermediaria, che valuterà i risultati raggiunti. Fino ad oggi, oltre 1.800 neo o potenziali imprenditori europei hanno fatto domanda di partecipazione al programma. Più di 1.300 domande sono state approvate, con 60 soggiorni già completati ed altri 500 che sono stati portati a termine entro giugno 2011. Italia e Spagna insieme contano per quasi la metà delle richieste (46%), mentre il Regno Unito risulta la destinazione più richiesta. I settori Pubblicità e Media assorbono il grosso delle richieste (16%), seguiti da ICT (10%), istruzione e formazione (9%), servizi di consulenza e turistici. Mediamente, il soggiorno dura 2/3 mesi. Trovi tutti i dati al sito www.erasmus-entrepreneurs.eu

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