Energia e ambiente, i consigli dall'Europa

Martedì, 11 ottobre 2011 - 13:41:02

PER STARE MEGLIO E SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com

 

A domanda , risposta

Domanda:  mi piace studiare le lingue e ho 17 anni, c’è qualche concorso europeo a cui può consigliarmi di partecipare?
Paolina Salisi

Risposta: potresti partecipare al concorso europeo per giovani traduttori delle scuole medie. E’ stato di recente lanciato dalla Commissione europea ed è aperto alla partecipazione di tutte le scuole secondarie superiori dei 27 Paesi, che  possono iscrivere i propri allievi sul sito: http://ec.europa.eu/translatores. Il tema scelto quest'anno è quello del volontariato, celebrato in modo ufficiale dall'UE nel 2011 con l'Anno europeo in corso. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 ottobre e il modulo online è disponibili in tutte le lingue ufficiali della UE. Il concorso, giunto ora alla sua quinta edizione è aperto agli alunni nati nel 1994, si terrà contemporaneamente in tutte le scuole scelte, il 24 novembre. L'obiettivo della Commissione è quello di avere più di 750 scuole partecipanti. Gli alunni tradurranno un testo di una pagina a loro scelta tra le 506 possibili combinazioni linguistiche delle 23 lingue ufficiali dell’UE.  Ogni scuola può iscrivere fino a 5 alunni di qualsiasi nazionalità, purché siano iscritti a una scuola in uno Stato membro della UE. L’anno scorso hanno partecipato al concorso 2.800 alunni. L'Italia dovrebbe avere più di 70 scuole partecipanti. Ulteriori informazioni sul concorso si trovano su Facebook (JuvenesTranslatores) e Twitter: @translatores.

 

Domanda: cercavo delle lampadine da 60 watt, ma nei negozi dove mi sono recata mi hanno detto che non si vendono più dal 1 settembre per disposizioni europee. E’ vero?  come mai?
Giuseppa Scalarini

Risposta: è vero. Dal primo settembre le lampadine da 60 watt iniziano a sparire gradualmente dagli scaffali dei negozi, visto che questo tipo di lampadina sarà vietato dalla legislazione dell'Unione Europea. Per quale ragione? La lampadina di Edison, che ha prodotto luce per più di 100 anni, consuma troppa energia per la luce che produce. Le nuove lampadine — che fanno una luce analoga — (sia che si tratti delle lampadine a risparmio energetico che le lampadine fluorescenti compatte — CFL) consentono di risparmiare fino all'80% di energia e durano 10 volte più a lungo. Cambiando tutte le lampadine una famiglia media può tranquillamente risparmiare fino a 50 euro l'anno di elettricità e l'insieme dell'UE può risparmiare l'equivalente della produzione annuale di 10 centrali elettriche e 15 tonnellate l'anno di emissioni di CO2, il che equivale a ritirare dalla circolazione 7 milioni di automobili (tutte le automobili dei Paesi Bassi, ad esempio). Si tratta di cifre importanti e di un contributo significativo alla nostra strategia per ridurre il nostro consumo energetico e le emissioni di gas serra. Già nel 2007 i capi di Stato si erano prefissati un obiettivo ambizioso in termini di efficienza energetica: entro il 2020, una riduzione del consumo energetico dell'Unione europea pari al 20%. Alla Rappresentanza a Milano della Commissione europea sottolineano che l'eliminazione graduale delle lampadine è solo un elemento di questa strategia. Per altri prodotti presenti nelle nostre case e poco efficienti dal punto di vista energetico, sono state introdotte le etichette energetiche con le quali si informano i consumatori se il prodotto è efficiente dal punto di vista energetico o no. Grazie ai progressi tecnologici innescati dall'introduzione di queste etichette, il 90% dei frigoriferi, delle lavatrici e delle lavapiatti oggi rientra nella classe "A" che è la classe più elevata del vecchio sistema di etichettatura. Questa strategia dà i suoi frutti in termini di energia e denaro: una lavatrice media fabbricata 15-20 anni fa consumava 1,5 kWh e 100 litri di acqua. Oggi una lavatrice moderna consuma 0,85 kWh e 40 litri di acqua. Una lavatrice nuova consente pertanto di risparmiare circa 80 euro l'anno. Tornando alle lampadine anche gli Stati Uniti le hanno bandite, come hanno fatto l'Australia, il Canada, la Corea del Sud. La Cina, l'India e la Russia intendono seguire le loro orme.

 

Domanda: seguo con apprensione la situazione dei marinai italiani vittime dei pirati. Mi chiedo tre cose:  l’Unione Europea intenda sostiene soluzioni intelligenti per sistemi informativi marittimi che possano consentire di integrare meglio le comunicazioni e di monitorare meglio il traffico navale? Cosa si fa per la sicurezza in mare in Europa? Esiste una eventuale mappatura delle zone marittime pericolose in cui si rischia di incontrare i pirati del mare e un ente che aiuti chi naviga e li allerta ? 

Pierluigi Vicini

Risposta: per quanto riguarda la tua prima risposta   segnalo che c’è  un progetto europeo sull’attuazione di una piattaforma comune interoperabile di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per la catena logistica marittima in Italia, Spagna, Cipro, Germania e Portogallo. Il progetto riceverà un cofinanziamento di quasi 8 milioni di euro dal bilancio che l'Unione Europea  destina alle reti infrastrutturali tra i Paesi dell'Unione (http://ec.europa.eu/tentea), nel quadro dell'azione sulle cosiddette “Autostrade del mare”. Per quanto concerne la seconda domanda sulla sicurezza marittima, ci sono  nuove norme comunitarie per individuare e rendere note le società di navigazione che offrono bassi standard di sicurezza delle navi.  A partire dal primo gennaio 2011 poi è in vigore un nuovo registro online che permette di individuare e rendere note le società di navigazione che registrano prestazioni inadeguate nelle ispezioni di sicurezza essenziali (controlli da parte dello Stato di approdo), dando invece grande visibilità alle società che hanno dimostrato di offrire standard di sicurezza elevati. I controlli dello Stato di approdo sono determinanti per prevenire catastrofi marittime che possono provocare terribili perdite umane e ingenti danni ambientali. Le società e gli Stati meno performanti saranno oggetto di un'attività di ispezione rafforzata e coordinata nei porti dell'Unione. Disponendo delle necessarie informazioni, produttori e industriali potranno scegliere con cognizione di causa le società di navigazione di cui si avvalgono per il trasporto merci o passeggeri. Inoltre dal primo gennaio 2011 il regime dei controlli condotti dallo Stato di approdo (le ispezioni tecniche di sicurezza realizzate in porto) nell'Unione europea è cambiato in misura significativa in applicazione della direttiva 2009/16/CE relativa al controllo da parte dello Stato di approdo. Oltre ad armonizzare su scala europea le norme applicabili alle ispezioni di controllo realizzate dallo Stato di approdo, come già avviene attualmente, il nuovo regime istituisce per la prima volta un sistema pienamente coordinato per tutte le ispezioni di sicurezza condotte nell'UE dagli Stati di approdo.

Il nuovo sistema comunitario si avvale di uno strumento informatico avanzato denominato "THETIS", che è gestito dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA). THETIS consente di tenere traccia di tutte le ispezioni condotte su navi ancorate nei porti dell'Unione Europea e fornisce un'analisi di rischio in base alla quale saranno stabilite la frequenza e le priorità delle ispezioni a carico delle autorità competenti degli Stati membri. Attualmente oltre 80mila navi transitano ogni anno nei porti europei. Le ispezioni di sicurezza condotte in porto (controllo da parte dello Stato di approdo) sono di importanza vitale per la prevenzione degli incidenti marittimi. La normativa attuale dell'UE prevede standard armonizzati per le ispezioni e impone agli Stati membri l'obbligo di controllare il 25% delle navi che fanno scalo nei loro porti. In virtù di tali norme, le navi che presentano carenze gravi o che vengono poste in stato di fermo possono essere incluse in una black list ed essere bandite dalle acque dell'Unione. Tuttavia il sistema attuale opera con una "logica nazionale", nel senso che sono le autorità nazionali a selezionare il 25% di navi da sottoporre ad ispezione in porto. Esiste un coordinamento a livello europeo tra le varie autorità nazionali, ma in misura limitata, per cui l'esito dei controlli condotti nei singoli Stati non è oggetto di un'analisi sistematica a livello paneuropeo, né i dati sono pubblicati per tutta l'UE. Esiste poi l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) : è un'agenzia dell'Unione europea che si occupa della riduzione del rischio di incidenti marittimi, dell'inquinamento marittimo causato dalle navi e della perdita di vite umane in mare aiutando a far rispettare le pertinenti leggi della Comunità europea. La sua sede è a Lisbona. Era stata fondata nel 2002 dopo che si verificarono i più grandi disastri navali nelle acque europee, come quelli che coinvolsero il traghetto Estonia e le petroliere Erika e Prestige. Ha un personale di circa 120 persone e gestisce una piccola flotta di imbarcazioni. Mentre per quanto riguarda la tua terza domanda sul problema dei pirati, esiste un centro anti-pirati dell’International Maritime Bureau, (sito Internet http://www.icc-ccs.org/index.php) e una  Maritime Security Hotline che può essere contattata  24 ore su 24 (e-mail: imbsecurity@icc-ccs.org) e sul sito vengono visualizzate con delle apposite mappe le zone in cui i pirati sono più attivi (IMB Live Piracy Map 2011). Solo nel 2010 gli attacchi alle navi mercantili in tutto il mondo sono stati 445 e oltre mille i membri degli equipaggi presi in ostaggio.

 

Domanda: cosa si fa in Europa per tutelare l’ambiente? Sono stato in Sardegna è ho visto che alcune zone (es. vicino a Cagliari) sono state tutelate grazie a fondi europei (ci sono i cartelli che menzionano anche i programmi europei da cui hanno attinto i fondi es. Life o Fesr) eppure c'è ancora molto da fare per l'ambiente in Europa. Ci sono dei fondi o dei bandi aperti?

Domenico Liparso

Risposta: segnalo il programma europeo  LIFEPlus che cofinanzia progetti che contribuiscano allo sviluppo e all'attuazione della politica e del diritto in materia ambientale. cofinanzia progetti a favore dell'ambiente nell'Unione europea (UE) e in taluni paesi terzi (paesi candidati all'adesione all'UE, paesi dell'EFTA membri dell'Agenzia europea dell'ambiente, paesi dei Balcani occidentali interessati dal processo di stabilizzazione e associazione). I progetti possono essere proposti da operatori, organismi o istituti pubblici e privati. Il programma strategico è pluriennale e la sua dotazione finanziaria ammonta a  2 143,409 milioni di euro per il periodo che va sino al 31 dicembre 2013. Il finanziamento comunitario può avvenire tramite sovvenzioni (accordi quadro di partenariato, partecipazione a meccanismi finanziari o a fondi, cofinanziamento di sovvenzioni di funzionamento o per azioni);appalti pubblici (acquisizione di servizi e beni). Sinora almeno il 78  per cento delle risorse di bilancio per LIFEplus è usato per sovvenzioni di azioni per progetti. Il cofinanziamento delle sovvenzioni per azioni ammonta al massimo al 50 per cento dei costi ammissibili; per i progetti di protezione di habitat o di specie prioritarie, tuttavia, LIFEPlus può finanziare fino al 75 per cento di questi costi. Almeno il 50per cento dei fondi stanziati per interventi concreti nei progetti sono destinati alla conservazione della natura e della biodiversità. Il 15 per cento dei fondi sono riservati a progetti transnazionali. La tutela ambientale ha costituito una delle priorità d'azione dell'Unione europea nell'ultimo decennio, ma molto resta ancora da fare per raggiungere gli obiettivi fissati. Questo dato emerge dalla valutazione finale del Sesto programma d'azione per l'ambiente (2002-2012) adottata nei giorni scorsi dalla Commissione europea (http://ec.europa.eu/environment/newprg/final.htm). Tra le principali realizzazioni della politica ambientale negli ultimi dieci anni ci sono l'estensione della rete di territori protetti per il loro alto valore ambientale, Natura 2000 (che comprende oggi quasi il 18% del territorio dell'Unione europea), l'adozione di una politica globale sulle sostanze chimiche e gli interventi strategici in materia di cambiamenti climatici. Resta tuttavia molto da fare, soprattutto a livello nazionale, per quanto riguarda il conseguimento degli obiettivi e delle norme concordati a livello di Unione europea e il miglioramento della protezione della biodiversità e della qualità dei suoli e delle acque.  Le sette strategie tematiche del programma europeo d'azione per l'ambiente sono:  aria, pesticidi, prevenzione e riciclaggio dei rifiuti, risorse naturali, suolo, ambiente marino, ambiente urbano.

 

Sono una ragazza laureata in lingue; in passato ho insegnato lingue presso degli istituti scolastici ed ora vorrei, come libera professionista, insegnare le lingue nonchè fare delle traduzioni, aprendo magari la partita Iva. Vivo in Liguria. C’è per caso un’agevolazione di cui potrei beneficiare?

Céline

 

Risposta: Gentma Buona giornata. A livello europeo ci sono dei bandi che però non sono aperti ora, ma su cui ti terrò informata quando si apriranno, e che danno dei fondi per chi traduce opere letterarie (es. bandi del programma europeo denominato Cultura oppure bandi per premi per traduzioni letterarie).

Per la Regione Liguria trovo sia molto utile se consulti il sito  http://www.iolavoroliguria.it

Come insegnante potrai in futuro partecipare se vorrai ai bandi Comenius tramite le scuole dove lavorerai.

Per metterti in proprio puoi consultare http://www.iolavoroliguria.it/lirgw/iolavoro/channelView.do?regola=lavoro dove trovi tutti i dettagli per la tua Regione (agevolazioni per i giovani etc.) Mentre se vuoi provare a trovare qualche opportunità di lavoro in Europa puoi consultare la rete EURES ec.europa.eu/eures/home.jsp

 

Domanda: Sono laureata da diversi anni ed esercito la professione sia in ambito civile, anche diritto minorile e penale. Sarei interessata e disponibile ad andare all'estero. Ci sono enti a cui posso rivolgermi e programmi europei nel settore del diritto?

Cristina Maraschi

Risposta: Gentma ci sono dei programmi europei per il settore legale. Ad esempio  c’è un programma  su " DIRITTI FONDAMENTALI E GIUSTIZIA CIVILE" che cofinanzia progetti per la formazione dei giudici nazionali sul diritto europeo della concorrenza, ivi comprese le norme sugli aiuti di Stato e privati . La formazione è una delle azioni previste nel programma specifico Giustizia civile del Programma Diritti fondamentali e giustizia  istituito con decisione n. 1149/2007/CE. Vengono attivati progetti volti a promuovere la formazione di giudici nazionali e la cooperazione giudiziaria tra i giudici attraverso l'applicazione delle regole di concorrenza europee, per aiutare lo sviluppo e l'attuazione della politica di concorrenza europea e le azioni di cooperazione dell'UE, ma non c’è un bando aperto a breve. Inoltre c’è anche un programma europeo « Giustizia penale » che si prefigge di creare uno spazio giudiziario europeo. Esso persegue quattro obiettivi generali:  promuovere la cooperazione giudiziaria in materia penale; ravvicinare i sistemi giudiziari degli Stati membri fra di loro, nonché fra questi e quello dell'Unione europea; migliorare i contatti e lo scambio di informazioni e di buone pratiche fra le autorità giudiziarie, amministrative e le professioni giuridiche, nonché promuovere la formazione degli esperti di diritto; migliorare la fiducia fra le autorità giudiziarie. può inviare il suo cv in inglese a e-mail  a EUROJUST Unità di cooperazione giudiziaria dell'Unione europea (EUROJUST). Eurojust è un organo istituito nel 2002 allo scopo di promuovere il coordinamento di indagini e procedimenti giudiziari fra gli Stati membri dell’UE nella loro azione contro le forme gravi di criminalità organizzata e transfrontaliera (http://www.eurojust.europa.eu/rec r_vacancies.htm - applications@eurojust.europa.eu

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