Onlus, area C e... Le risposte dell'Europa
PER STARE MEGLIO E SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com
A domanda , risposta
Domanda: mi può spiegare meglio che cosa è la tessera professionale europea?
Flaminia Rosti
Risposta: la tessera professionale europea intende favorire la possibilità di lavorare ovunque nell'Unione Europea senza problemi burocratici di riconoscimento di titoli di studio e di qualifiche. Occorre specificare però che per ora è una proposta. Infatti la Commissione europea ha adottato una proposta di revisione della direttiva sulle qualifiche professionali per rendere rapido, semplice ed affidabile il riconoscimento delle qualifiche ottenute nell’Unione Europea. La proposta ha lo scopo di semplificare le regole per la mobilità dei professionisti all’interno dell’Unione e introduce una sorta di passaporto per tutte le professioni interessate. Il tutto nasce dalla concreta esigenza di poter disporre di un buon sistema di riconoscimento delle qualifiche per sostenere la mobilità dei professionisti di tutta Europa. In un momento in cui l’Europa sta affrontando numerose sfide, una di esse sarà l’aumento della domanda di personale altamente qualificato in tutta l’Unione europea e , in questo modo, sarà più facile trasferirsi e lavorare nei diversi Stati europei. L’idea di una tessera professionale europea, sotto forma di certificato elettronico, vuole semplificare ed accelerare le procedure di riconoscimento nel mondo del lavoro soprattutto per i professionisti. Per ora c’è il sistema Europass e il format di cv europeo per uniformare la modalità di stesura delle proprie competenze.
Domanda: a mio zio è stata diagnosticata una spondilite anchilosante. In Europa ci sono dei centri specializzati per caso per la cura di questa patologia?
Roberto Scamponi
Risposta: anche in Italia si cura bene tale patologia in quanto i centri specializzati in reumatologia lavorano in rete. Gli enormi progressi terapeutici compiuti in ambito reumatologico in quest’ultima decade hanno consentito di modificare il decorso naturale di molte affezioni e di ottenere un sensibile miglioramento della qualità di vita dei nostri pazienti. La terapia con farmaci biologici è efficace nel controllare la progressione del danno nell’artrite reumatoide , nell’artropatia psoriasica e nella spondilite anchilosante consente di ottenere risposte terapeutiche del tutto inaspettate fino a pochi anni fa. Questi progressi sono possibili a patto che il clinico segua strettamente le indicazioni alla terapia e organizzi un programma di attento monitoraggio terapeutico. Appare sempre più evidente il ruolo cruciale del reumatologo circa le indicazioni e la gestione delle terapie biologiche disponibili. Su queste tematiche si concentra un corso per medici che si tiene ad esempio a Milano presso l’Istituto Ortopedico Gaetano Pini nelle giornate del 6, 13, 20, 27 febbraio e 5 marzo. E’ previsto un incontro in reparto con i medici ed un focus sull’utilizzo dei farmaci biologici nelle patologie reumatologiche “Il corso,” spiega il dott. Sinigaglia, dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini” si propone di discutere le modalità di una corretta valutazione clinica, l’applicazione degli strumenti clinimetrici e la valutazione dei fattori di rischio che accompagnano l’artrite reumatoide in particolare e in generale tutte le altre patologie che possono avvantaggiarsi dell’utilizzo dei farmaci biologici. Al primo posto nella gerarchia delle indicazioni sono sicuramente i farmaci bloccanti il TNF-alfa che è oggi ritenuto un mediatore cruciale dell’infiammazione non solo nell’Artrite Reumatoide, ma anche nell’artropatia psoriasica e nella spondilite anchilosante”. La spondilite anchilosante è una patologia cronica che interessa, oltre alle articolazioni periferiche , la colonna vertebrale. Si tratta in questo caso di una patologia prevalentemente maschile e i soggetti che ne vengono colpiti hanno in generale un’età giovane. L’esordio può essere subdolo, sotto forma di un mal di schiena prevalentemente notturno e mattutino, sensibile agli anti-infiammatori, spesso con irradiazione ai glutei e alle cosce con topografia alterna. Questo quadro è solitamente espressione di un processo infiammatorio a carico delle articolazioni sacro-iliache, documentabile con le radiografie o con la risonanza magnetica. La diagnosi viene di solito posta con notevole ritardo e la sintomatologia scambiata per una semplice lombalgia. “La malattia,” dice il dott. Sinigaglia,” lasciata a sé, evolve verso una progressiva rigidità di tutta la colonna vertebrale e determina pertanto una progressiva invalidità. Pure in questa patologia l’impiego dei farmaci biologici inibitori del TNF-alfa ha rappresentato una vera e propria rivoluzione per la loro capacità di controllare con eccezionale efficacia l’infiammazione e il dolore. Anche se non è ancora scientificamente certo che questi farmaci possano inibire la progressione del danno, appare tuttavia ottimo il miglioramento della qualità della vita che si ottiene in questi pazienti con l’impiego di questi medicamenti”.
Domanda: lavoro per una onlus e mi piacerebbe trasferirmi in Senegal, ci sono dei programmi europei per progetti di cooperazione anche con questo paese?
Lidia Soffrin
Risposta: sì, c’è il programma europeo per la sicurezza alimentare e il programma DCI, strumento di sostegno alla cooperazione allo sviluppo attraverso il quale la Comunità Europea punta a contribuire all'eliminazione della povertà nei Paesi e nelle regioni partner in via di sviluppo. Inoltre ci sono diversi progetti europei di cooperazione anche già in atto ai quali può collaborare nel caso. Gliene segnalo ad esempio uno: il Ceses aiuta le donne del Senegal ad avviare iniziative imprenditoriali nel settore della pesca, a fare dei corsi di formazione in Italia e in Senegal per far loro acquisire le migliori tecniche utili ad una corretta conservazione del pescato e per favorire la loro crescita culturale e professionale (www.ceses.it). Inoltre sino al 2014 sempre in Senegal è attivo un progetto finanziato dal Ministero degli Affari esteri per installare presso il liceo di Limamoulaye una centrale fotovoltaica. Può anche fare domanda per far parte del Servizio Volontario Europeo (SVE) che è una delle più interessanti opportunità che la Commissione Europea dà ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 30 anni per fare un’ importante esperienza di vita in un altro paese , Senegal compreso, per un periodo di tempo limitato ed ha come obiettivo principale quello di permettere loro di vivere un’esperienza di apprendimento interculturale in vari contesti.
Domanda: sono una milanese di lunga data, che non ama l’Area C , e vorrei sapere se il mio Comune partecipa a dei progetti europei ad esempio sull’ambiente.
Elvira Chini
Risposta: il Comune di Milano partecipa ad alcuni progetti ad esempio uno si chiama Laika, è cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del bando LIFEPlus Ambiente, ed ha come obiettivo la sperimentazione da parte di alcuni enti locali di un approccio di definizione e pianificazione di una strategia ‘territoriale’ per la riduzione delle emissioni di gas serra. Il budget totale del progetto ammonta a 1.852.654 euro, il cofinanziamento europeo è di 926.327 euro . Gli altri partners sono il Comune di Bologna, il CE.Si.S.P. , il Comune di Torino e il Comune di Lucca. Il CE.Si.S.P. è il Centro per lo sviluppo della sostenibilità dei Prodotti – ed è un Centro interuniversitario per lo Sviluppo della Sostenibilità dei Prodotti nato nel 2006 dall’unione delle diverse competenze specialistiche di siti accademici e Centri di Ricerca avanzata. I membri costituenti il Centro sono il DICheP dell’Università di Genova, il Politecnico di Torino e la Scuola Superiore S. Anna di Studi Universitari e di Perfezionamento di Pisa. Gli obiettivi specifici del programma LAIKA consistono nello stabilire un inventario di base per i GES, fissare - a livello comunale - un obiettivo di emissione per tali gas nell'area alla quale si riferisce il progetto e definire azioni e misure per il conseguimento degli obiettivi a livello locale. E’ iniziato il primo ottobre 2010 e si conclude il 30 settembre 2013. Il progetto LAIKA in pratica si propone in particolare di valorizzare i contributi degli enti locali al raggiungimento degli obiettivi di riduzione fissati dal Protocollo di Kyoto e dal pacchetto Energia e Clima dell'Unione Europea, mediante la definizione di procedure di verifica e attribuzione dei crediti di emissione e la creazione di un registro nazionale; elaborare e verificare una metodologia per la stima, la valutazione e l’attribuzione di incentivi economici per la riduzione volontaria delle emissioni di gas serra, mediante la valorizzazione dei crediti di emissione nei bandi di assegnazione di finanziamenti a livello europeo, nazionale e locale; implementare e simulare un mercato volontario per i crediti di emissione generati durante le attività del progetto LAIKA. Si lavora per elaborare quattro schemi di Piano per il Clima (uno per ogni Comune coinvolto nel progetto) e, per ciascuno, un report di valutazione e un report di implementazione; è previsto anche uno strumento per il monitoraggio dell’implementazione delle misure di riduzione contenute nei Piani e delle relative linee guida; si implementa un Registro per i crediti delle emissioni di GHG e si elabora un manuale per la valorizzazione economica delle azioni di riduzione delle emissioni di GHG e la creazione di un sistema di incentivi . Inoltre si punta a sviluppare un mercato volontario dei crediti tramite la creazione di una piattaforma web per lo scambio dei crediti ed elaborazione di un manuale di utilizzo. Un altro progetto europeo si chiama Realsan ed è una- Rete di Autorità e Attori Locali per la Sicurezza Alimentare e Nutrizionale. Il Comune di Milano ha avviato in particolare il progetto intitolato "Il ruolo delle Autorità Locali nella costruzione di un'agenda comune sulla sicurezza alimentare: contributi dall'Europa e dall'America Centrale" . Tale progetto è cofinanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma EuropeAid/127765/C/ACT/Multi Non-State Actors and Local Authorities in Development - Public Awareness and Education for Development in EU. Durerà in totale 27 mesi (dal gennaio 2010 a marzo 2012). E’ capofila l’Ufficio Cooperazione e Solidarietà Internazionale del Comune di Milano, in collaborazione con enti, associazioni ed università capaci di garantire un approccio integrato, partecipativo e multisettoriale alla tematica della SAN - Sicurezza Alimentare e Nutrizionale. Si propone di valorizzare l’impegno delle autorità e degli attori locali a favore della sicurezza alimentare e nutrizionale, obiettivo prioritario per l’intera comunità internazionale, attraverso l’adozione di politiche coerenti e pratiche efficaci di cooperazione decentrata e di sviluppo sostenibile. Il budget complessivo del progetto è di Euro 973.903,00; il contributo dell’Unione Europea, pari al 75 per cento, ammonta a 730.427 euro. Gli obiettivi del progetto si inseriscono nel quadro del macro-obiettivo, comune a tutti i Paesi del mondo, di garantire l’accesso al cibo attraverso lo sradicamento della povertà e la creazione di un ambiente stabile e pacifico come condizione per il conseguimento di una sicurezza alimentare sostenibile. Il progetto è in linea con il PRESANCA (Programma Regionale per la Sicurezza Alimentare del Centro America), finanziato dalla Commissione Europea e realizzato dal SICA (Sistema di Integrazione Centro Americana).
Domanda: mi pare che siano aumentati i reati contro le donne. Ci sono interventi a livello europeo per tutelarci meglio?
Rosaria Melisi
Risposta: c’è in particolare il programma europeo denominato Daphne III; che cofinanzia progetti specifici transnazionali ed è in vigore sino al 2013. Vengono cofinanziati progetti a favore delle donne, per la protezione di vittime della violenza (Rif. Call for Proposals JUST/2011-2012/DAP/AG). Il programma è gestito dalla Direzione Generale Giustizia della Commissione europea. Possono essere richiesti contributi per progetti focalizzati sull’individuazione e l’analisi dei bisogni dei servizi specializzati di assistenza alle vittime (ad esempio, strutture di accoglienza, linee di assistenza telefonica, servizi di counselling, centri di riferimento per le vittime di violenza sessuale, progetti di sviluppo di best practices per la creazione e il funzionamento di tali servizi con una copertura nazionale). Inoltre vengono elargiti contributi per progetti volti a combattere e prevenire la violenza collegata a pratiche cosiddette dannose nei confronti delle donne, dei giovani e dei bambini (ad esempio, mutilazione genitale femminile, matrimoni combinati o relazioni sessuali forzate, delitti d’onore), in particolare attività che puntano sulla partecipazione diretta delle comunità, compreso attività di sensibilizzazione mirate, l’educazione, la formazione specialistica di professionisti, la promozione del dialogo all'interno della comunità che attuano tali pratiche. Aiuti finanziari vengono devoluti anche per progetti che affrontino le problematiche dei bambini maggiormente vulnerabili, come i minori non accompagnati, le vittime di sfruttamento sessuale, i bambini disabili, i bambini rom, i bambini vittime di violenza all’interno del nucleo familiare (perpetrata da fratelli, genitori o altri congiunti), le problematiche derivanti da bambini che sono autori di violenza (bullismo, violenza perpetrata all’interno della famiglia sui fratelli, sulla madre, sui familiari anziani). E’ aperto un bando anche per programmi e interventi di prevenzione (Ppal) allo scopo di individuare best practices e standard minimi di prevenzione (per la prevenzione primaria, secondaria e terziaria). Si intende finanziare anche progetti volti a sviluppare e implementare nuovi programmi e a ideare nuovi interventi, tra cui programmi specifici per coloro che abusano dei bambini e che fanno uso di immagini pedopornografiche. Fondi sono destinati anche alla formazione per i professionisti che operino a contatto con le vittime (Tpfp); e per progetti riguardanti la preparazione e la messa a punto di programmi di formazione, incluso la realizzazione di manuali e protocolli destinati ai professionisti in contatto con le vittime (polizia, giudici, assistenti sociali, personale sanitario) o alle persone che lavorano nel campo dell’assistenza specializzata alle vittime. Sono anche cofinanziati progetti per la realizzazione di programmi educativi mirati e attività volte ad accrescere la comprensione dei bambini, dei giovani e/o delle donne degli effetti potenzialmente negativi delle nuove tecnologie e ad educarli sui rischi e sulle possibili soluzioni, con l'obiettivo di garantire il loro benessere e la loro sicurezza. Il contributo comunitario può coprire fino all’80 per cento dei costi totali ammissibili per ogni progetto approvato. Non vengono presi in considerazione progetti che chiedano una sovvenzione inferiore a 75mila euro. Sono stati stanziati in totale oltre 25 milioni di euro.


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