Affari Mondiali/ Sfiducia 'provinciale' sull'Ital-Lippi
Finalmente si gioca! E' finito il tempo di pronostici e illazioni, per lasciare campo libero alle risultanze del terreno verde, dove spesso si contraddice ciò che il giorno prima pareva una verità certa e indiscutibile. 
La vigilia del mondiale sudafricano è stata caratterizzata da una notevole freddezza dei media italiani, evidentemente scoraggiati dallo scetticismo nei confronti di una nazionale che - pur essendo campione in carica - è reduce da due pessime figure in altrettanti tornei internazionali (Euro 2008 e la Confederations Cup 2009), è priva di fantasisti in grado di accendere l'entusiasmo dei tifosi ed è guidata da un commissario tecnico che, nonostante il trionfo di Berlino, suscita antipatie personali in gran parte dei critici.
Avendo diretto per molti anni l'unico mensile di calcio internazionale nel nostro paese, ho un punto di vista necessariamente differente. Trovo infatti gravemente provinciale snobbare un'edizione della coppa del mondo nella quale vedremo all'opera grandissime squadre e formidabili individualità. Brasile e Argentina, per la quantità di elementi di talento nelle loro fila, partono sempre in pole-position, anche quando sussistono perplessità sulle effettive capacità dei loro tecnici, come nel caso di Dunga e Maradona. Agli ordini di Capello, l'Inghilterra ha la grande occasione di sfatare una maledizione che dura dal fatidico 1966, capitalizzando al massimo il talento di Rooney, Gerrard e Lampard. Pur avendo cambiato allenatore, la Spagna non si discosta granchè dalla scintillante formazione che due anni fa ha incantato l'Europa. La Francia ha il vantaggio di partire "a fari spenti", ma con un motore degno della Formula 1. L'Olanda è come sempre molto simile ad un circolo di giovani artisti inquieti, i quali possono con le medesime probabilità produrre qualcosa di sublime o di tragico. E poi c'è la Germania, dalla quale non si può mai prescindere quando si parla di calcio internazionale.
Alle spalle delle grandi più quotate, sulle quali in queste ore imperversano le scommesse degli appassionati, ci sono possibili sorprese come il Messico, l'Uruguay, la Serbia e, in generale, le numerose squadre africane, che di certo sfrutteranno al meglio l'epocale occasione rappresentata dal debutto della massima competizione mondiale nel Continente Nero. Nonostante alcune assenze dovute a cause di forza maggiore, come quelle di Drogba e Ballack, quasi tutti i più grandi nomi del calcio internazionale sono presenti al cospetto di Mandela, per contendersi un posto nella storia.
Non c'è davvero motivo per pensare ad un mondiale in tono minore, ma noi italiani siamo fatti così: siamo glacialmente freddi verso le vicende della nostra nazionale, ma quando si entra nel vivo le cose cambiano radicalmente.
Il resto dipende tutto da Buffon e compagni.
Lorenzo Zacchetti
*Publisher di Acacia Edizioni, casa editrice che pubblica 35 periodici di successo, tra i quali Hurrà Juventus, Superbasket e American Superbasket.



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