Domenech, l'agonia è finita. Con un'involontaria buona azione...
Finisce come tutti ormai avevano capito da giorni il gruppo A: la Francia è stata mestamente eliminata dal campionato Mondiale. La buona notizia per i galletti è che l'agonia è finita. Possono tornare a casa. A testa bassissima, ma almeno lontano dagli sguardi di tutti... 
Raymond Domenech
E' andata come a Euro 2008... peggio di Euro 2008.
Perché due anni fa, i blues vice-campioni del mondo (reduci da una splendida finale, ben giocata e persa solo ai rigori contro l'Italia) incassarano una semplice Caporetto sul campo - ridimensionati pesantamente, in un girone di ferro che li vedeva opposti a Italia, Romania e Olanda. Questa volta hanno rimediato una figuraccia planetaria, che va molto al di là dei ridicoli risultati non ottenuti sul terreno di gioco. Qua si parla di bufere, intrighi, cospirazioni con sospetti talpe e via dicendo. Tutto creato rigorosamente made in France: dal caso Anelka, alla successiva rissa tra Evra e il preparatore fisico, passando per il clima di insoburdinazione-insofferenza ai danni di Domenech e chiudendo con le critiche pesanti di Zizou Zidane nei confronti del c.t. Il tutto mentre persino i ministri del governo transalpino hanno preso parola per richiamare i calciatori all'ordine, censurando il comportamento dell'intero gruppo. Una situazione da diventare rossi di vergogna, sotto gli occhi attoniti del mondo (non solo) calcistico. Eccoci dunque a commentare la sconfitta finale, che azzera il c.t. astrologo dal torneo sudafricano e dalla nazionale (aspettando l'insediamento di Laurent Blanc, chiamato a ricostruire tra le macerie). Una disfatta che conduce al capolinea questo gruppo, in preda a una guerra di nervi: il 2-1 rimediato contro i (modesti) padroni di casa del Sudafrica era persino pronosticabile e va al di là dei valori tecnici. Le cronache calcistiche riporteranno ai posteri che l'incontro è stato deciso dai gol di Khumalo al 20' e Mphela al 38' del primo tempo. La Francia, in 10 uomini dal 25' della prima frazione di gioco per l'espulsione di Gourcuff, ha accorciato le distanze con Malouda al 25' della ripresa. Spiccioli di umiliazione. Nel momento più amaro della storia calcistica transalpina. In fondo qualcosa di buono questa squadra però l'ha fatto: ha concesso ai poveri Bafana Bafana la gioia di mettere nel salvadanaio dei ricordi tre punti tutti insieme. Già, i padroni di casa festeggiano perlomeno un successo davanti alla loro gente e si prendono un premio di consolazione, visto che il passaggio del turno per loro era quasi una chimera. Tale gioia tocca al più meritevole Messico, seppur solo per differenza reti (+1 contro -2), malgrado la sconfitta rimediata nel match finale contro l'Uruguay di Oscar Washington Tabarez (il professore si gode la vittoria del girone) grazie a un lampo del lanciere Luis Suarez.



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