Affari Mondiali - La scelta sbagliata
- Nel 1897 il “New York Journal” incorse in un grave errore pubblicando il necrologio di Mark Twain. Ad avvisare il giornale della gaffe fu lo stesso scrittore, che, denotando un brillante senso dell’umorismo, inviò alla redazione un telegramma con scritto: “La notizia della mia morte è decisamente esagerata”.
IL PRESIDENTE DELLE LEGA, MAURIZIO BERETTA, "ABETE RIPENSACI" "Non si possono cambiare le regole in corsa, perche' questo fa male all'immagine e anche all'economia del nostro calcio. Mi auguro un ripensamento, anche se e' difficile. E'il parere del presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, a proposito della decisione del Consiglio Federale di ridurre da subito da due a uno il numero degli extracomunitari tesserabili dai club italiani. "C'e' stata una riunione l'altro giorno tra noi e la Figc, non e' stato a mio modo di vedere un modello di lavoro - aggiunge a Radio Anch'io lo Sport su Radiouno -. Si e' parlato per ora in maniera molto generica di progetti futuri che speriamo di approfondire insieme e si e' invece voluto forzare con l'introduzione di una nora heno nn onivdimo per come e' stata fatta, senza un percorso di avvicinamento. Si e' decisa a mercato aperto, creando difficolta' a molti club". Come si vede dalle reazioni delle societa', secondo Beretta "l'unico risultato vero che si otterra', se non si rivede il meccanismo della norma, e' quello di perdere l'opportunita' di vedere qualche campione, qualche talento in piu' nel nostro campionato, che possa far crescere i nostri talenti stando vicino ai giovani".
Il celebre aneddoto mi è tornato alla mente apprendendo della clamorosa limitazione al tesseramento degli extracomunitari decisa dalla Figc sulla scia del tracollo azzurro in Sudafrica. Il provvedimento assomiglia tanto ad un segnale mandato al mondo per dimostrare di essere ancora vivi, cosa della quale sarebbe in effetti lecito dubitare, visti i risultati.
Quattro anni fa, la nostra federazione era stata completamente azzerata dallo scandalo di “Calciopoli” e messa nelle mani di un commissario. Eppure la nazionale seppe sorprendere tutti e conquistare il titolo iridato anche per mettere a tacere chi pensava che il calcio italico fosse unicamente “una cosa sporca”, priva di valori positivi in senso morale e tecnico.
![]() Abete e Lippi, in due per un disastro mondiale |
Una volta restaurata la nomenklatura che ha occupato ogni posizione dirigenziale, l’Italia non si è limitata a rimediare figuracce a Euro 2008 e al mondiale in corso, ma è stata anche regolarmente presa a sberle ogni volta che ha osato candidarsi per l’organizzazione di qualche torneo internazionale, facendosi irridere sia dai francesi che da polacchi e ucraini.
Annaspando tra le critiche, Abete ha pensato bene di ripetere quanto accadde nel 1966, quando, a seguito della disastrosa eliminazione dal mondiale inglese, la federazione bloccò il tesseramento degli stranieri per favorire il rilancio dei talenti nostrani. Nel frattempo, però, il mondo è cambiato e oggi un provvedimento del genere sarebbe impensabile, anche perché nella Comunità Europea vige il principio della libera circolazione dei lavoratori. Potendosela prendere solo con gli extracomunitari, quindi, la Figc ha pensato bene di limitarne il tesseramento dei nuovi acquisti a uno per squadra. Prendere una decisione del genere con il mercato entrato nel vivo della sessione estiva significa creare degli ovvi problemi a diversi club, costretti a ritirarsi dalle trattative aperte. “Scusate, abbiamo scherzato”.
In questo modo, oltretutto, si impedisce l’ingresso in Italia a diversi giocatori messisi in mostra nel corso del mondiale come quelli di Uruguay, Ghana e Stati Uniti, ma qualche sacrificio sarebbe anche tollerabile, se il provvedimento avesse veramente una qualche utilità per il rilancio della nazionale. In realtà, nessuno impedirà all’Inter di continuare a schierare una squadra fatta tutti di stranieri e, restando nel caso nerazzurro, nemmeno l’eventuale acquisto di Mascherano sarebbe messo in discussione. Il centrocampista argentino ha il passaporto italiano e, in virtù dei discutibilissimi regolamenti in essere, può essere tesserato come comunitario, sebbene sia il capitano della “Selecciòn” biancoceleste.
Il confronto con gli altri grandi paesi europei è impietoso, perché Spagna, Inghilterra e Germania vantano campionati più ricchi e nazionali sulla cresta dell’onda (o almeno che non danno la colpa agli stranieri quando falliscono), eppure in nessuna di queste nazioni ci sono regole altrettanto restrittive. Hanno dei manager migliori, ma questo purtroppo non è più una notizia.
Lorenzo Zacchetti
*Publisher di Acacia Edizioni, casa editrice che pubblica 35 periodici di successo, tra cui “Hurrà Juventus”, “Superbasket” e “American Superbasket”



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