Domenech, il crollo dell'astrologo antipatico. Una storia di ko
Il regno dell'antipatico sta per crollare del tutto. Ancora qualche ora e la Francia metterà in soffitta tutto ciò che riguarda Raymond Domenech, il c.t. più controverso della storia transalpina. A fine Mondiale andrà via, c'è già il sostituto designato (Laurent Blanc) per la ricostruzione, ma il mister che si diletta di astrologia e in gioventù aveva fatto pure l'attore teatrale lascia un oceano di macerie e polemiche. Nel dopo partita ha detto di sperare ancora nel miracolo, impegnandosi a riscattare l'onore della squadra. Ma non gli crede ormai più nessuno. A partire da sua maestà Zizou Zidane. Giorni fa era stato lapidario: "Domenech non è un allenatore, è un selezionatore e basta". Dopo il ko fatale ha rinnovato le sue critiche, non capendo tra l'altro il perché della bocciatura a Yohann Gourcuff (che a dire il vero ci ha messo del suo nel farsi bocciare da c.t. e gruppo). Tralasciando la carriera di calciatore in cui ha vinto due campionati (nella difesa di Strasburgo e Bordeaux a cavallo tra fine anni '70 e inizio anni '80) e indossato per otto volte la maglia della nazionale, è proprio la sua carriera da tecnico della selezione transalpina che gli ha procurato più sperenze che gloria. 
Raymond Domenech
In undici anni alla guida dell'Under 21 è arrivato solo una volta a un soffio dal titolo europeo (nel 2002: sconfitta in finale per 1-3 ai calci di rigore dalla Repubblica Ceca). Dal 12 luglio 2004 è diventato commissario tecnico della nazionale maggiore. Sotto la sua direzione, i bleus sono arrivati alla finalissima dei Mondiali di Germania 2006, persa contro l'Italia, dopo un inizio stentatissimo in cui hanno seriamente rischiato di uscire già dalla fase a gironi. Per un rigore Domenech perse la Coppa e il confine tra trionfo e disastro a volte è labile. Da quel giorno sono iniziati i suoi guai: una vittoria lo avrebbe consacrato, dandogli un peso nazionale e internazionale importante per la sua carriera. La sconfitta lo ha costretto a rimettersi in gioco. Deludente la partecipazione ad Euro 2008, dove la Francia è uscita al primo turno senza vincere nemmeno una partita. E ora questo Mondiale 2010 (raggiunto grazie al famoso fallo di mano di Henry nello spareggio con l'Ilranda di Trapattoni).
L'unica soddisfazione di Domenech sarà forse quella di essere il secondo ct francese ad aver guidato la selezione transalpina in due edizioni delle fasi finali dei Mondiali, eguagliando il primato detenuto da Michel Hidalgo. Un po' poco per le sue ambizioni e quelle di un popolo calcistico che lo aveva già scaricato da tempo. La federazione però si è rifiutata di esonerarlo nei mesi di preparazione al torneo iridato concedendogli l'ultima chance in carriera. Fallita. A meno di miracoli.



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