Gli italiani si sono finalmente liberati dalla plastica. E non vogliono tornare indietro
![]() Antonio Galdo |
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Gli italiani hanno già dimenticato la plastica. Ad appena otto mesi dall’entrata in vigore della legge che vieta la vendita e l’uso in tutti i negozi, a partire dalla grande distribuzione degli shopper, l’83 per cento dei cittadini ritiene “indispensabile” non tornare indietro e il 90 per cento è soddisfatto per il cambiamento di un’abitudine che “migliora l’ambiente e riduce la spazzatura”. Il sondaggio realizzato dalla società Ispo di Renato Mannheimer conferma il fatto che, quando si tratta di questioni ecologiche, gli italiani sanno informarsi e adeguarsi con altrettanta rapidità. E in poco tempo sono felici per l’innovazione introdotta. Pensate che fino al 1° gennaio del 2011 eravamo proprio noi i consumatori numero uno in Europa di sacchetti di plastica: ne acquistavamo quasi 400 l’anno a testa, uno al giorno.

E contribuivamo a mettere in circolazione 260mila tonnellate di plastica che contaminavano acqua e suoli, facendo perfino lievitare i costi per la separazione e lo smaltimento del compost. Insomma: da eccezionali inquinatori ci siamo trasformati in cittadini green, utilizzando la leva del buon senso e senza particolari sforzi, e con un significativo risparmio dei costi della spesa, visto che gli shopper dove infilavamo pane e pasta li pagavamo in denaro contante. Una vera e gradita conversione negli stili di vita e nelle consuetudini dei consumatori. Ma non basta. Il cambiamento a 180 gradi presenta anche un altro risvolto, di natura industriale. Ricordate le polemiche da parte degli industriali del settore della plastica? Annunciavano crolli dei fatturati, licenziamenti e crisi delle imprese. Una catastrofe. Invece l’industria degli shopper si è riconvertita in modo molto veloce, venendo incontro ai consumatori e creando una nuova offerta di prodotti: i bio-shopper, cioè i sacchetti biodegradabili, e le tante versioni delle sporte, in carta riciclabile o in stoffa. L’innovazione ha vinto e oggi il 75 per cento dei cittadini, sempre secondo la ricerca dell’Ispo, ha riscoperto l’uso della vecchia busta della nonna, quella che non si cambia ogni giorno. Mentre il 53 per cento degli intervistati annuncia di preferire proprio i bio-shopper, considerandoli comodi, pratici, e innanzitutto non inquinanti. La lezione delle buste di plastica e degli effetti che ha determinato la loro eliminazione, è molto istruttiva. Significa, per esempio, che il cambiamento, declinato attorno all’obiettivo di Non sprecare, all’inizio spaventa, ma poi, una volta individuato l’interesse individuale e collettivo, diventa condiviso, e nessuno intende più rinunciarci. Cambiare, talvolta, è molto più semplice di quanto sembra, e basta solo un piccolo sforzo per modificare le cattive abitudini.



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