Vi racconto le famiglie sostenibili: insieme imparano a non sprecare acqua, luce, gas e cibo. E quando possono rinunciano alla macchina…

Sabato, 8 ottobre 2011 - 10:00:00

 

antonio galdo
Antonio Galdo

Ecco la nuova rubrica di Affaritaliani.it in collaborazione con www.nonsprecare.it
Vuoi non sprecare? Scrivi e chiedi consiglio ad Antonio Galdo: angaldo@gmail.com

Le bollette della luce e del gas ridotte di un terzo. La spesa alimentare a chilometro zero, con un taglio dei prezzi anche del cinquanta per cento. L’acqua del rubinetto, opportunamente filtrata, per sostituire le ingombranti e costose confezioni di minerale in bottiglie di plastica. L’auto solo quando è indispensabile, sostituita, specie per i percorsi brevi, dai mezzi pubblici, dalla bicicletta, oppure da una salutare passeggiata.

Basta poco, veramente poco, per cambiare gli stili di vita in modo radicale e afferrare al volo la Grande Crisi come un’opportunità, e non sentirla più soltanto come una ferita quotidiana, un deprimente impoverimento. L’esperimento di 124 famiglie, sparse nei sette comuni brianzoli soci dell’Agenzia InnovA21, è un caso unico in Italia di una rete di cittadini e amministratori pubblici che stanno provando, insieme, a tradurre la sostenibilità in pratiche concrete, piccole e nuove abitudini, con enormi vantaggi individuali e collettivi. «Da nove mesi, e fino alla prossima estate, dimostriamo come sia possibile un cambiamento che significa, per tutti, più risparmi e meno inquinamento, più benessere e meno sprechi. Una piccola, pacifica e benefica rivoluzione….» spiega Serena Bellinzona, responsabile del progetto La Famiglia sostenibile.

Il meccanismo dell’esperimento è molto semplice.

 

 

non sprecare

 

 

Le famiglie, selezionate sul territorio dall’Agenzia InnovA21 con  un finanziamento della Fondazione Cariplo, partecipano a dei corsi, tenuti da docenti esperti nei diversi settori, dove vengono fornite e scambiate tutte le informazioni utili per ridurre i consumi energetici domestici (elettricità, gas e acqua), migliorare la raccolta differenziata (che in questa zona è già attorno al 60-70 per cento), risparmiare negli acquisti, modificare la mobilità locale. Gli effetti del cambiamento degli stili di vita vengono poi misurati, con verifiche a tappe, da un gruppo di ricercatori dell’università Bicocca di Milano, e trasferiti a sindaci e assessori per suggerire possibili provvedimenti delle amministrazioni comunali. La sostituzione dell’acqua minerale con quella erogata dall’azienda municipale, per esempio, è stata incentivata con la costruzione di alcune “casette dell’acqua”, aperte 24 ore su 24. Arrivi con le tue bottiglie di vetro, inserisci i soldi nella macchina self-service (cinque centesimi al litro, e puoi avere anche l’acqua frizzante), e torni a casa con un rifornimento settimanale.

Il circolo virtuoso del cambiamento all’insegna della sostenibilità ha sempre il suo punto di partenza, la sua leva, nei comportamenti e nelle autonome decisioni della famiglia.. Così Andrea Maiocchi, ex funzionario dell’Olivetti, e sua moglie Donatella, che arrotonda la pensione del marito vendendo a domicilio prodotti per la casa, hanno scoperto i benefici della filiera corta per la spesa. Acquistano frutta e verdura nello spaccio di un’azienda agricola di Bollate: l’uva costa un euro al chilo, come l’insalata che non appassisce dopo un giorno. Nel loro appartamento, Andrea e Donatella hanno imparato a usare lavatrice e lavastoviglie dopo le sette di sera, e con delle semplici ciabatte hanno eliminato lo spreco dello stand-by che da solo vale più del 10 per cento della bolletta elettrica. Quanto alle automobili, in casa Maiocchi sono quattro, comprese quelle dei due figli trentenni, Simone e Lorenzo, che vivono con i genitori, ma una è già stata messa in vendita: tutti in famiglia pensano di usare più spesso la bici, specie se i comuni soci dell’Agenzia Innova21 si decideranno a migliorare la sicurezza e le connessioni delle piste ciclabili, utilizzate anche dai pedoni. I percorsi protetti già esistono, ma finora ogni comune ha pensato soltanto a quelli sul proprio territorio, e quindi per passare da una paese all’altro, e da una pista all’altra, si devono attraversare strade molto trafficate e pericolose per i ciclisti.

Anche Nicola e Federica Musto, giovani sposini con una bambina di qualche mese, pensano di rinunciare all’automobile e sperano che migliori l’offerta dei treni locali che dalla Brianza in mezz’ora ti portano a Milano, ma non hanno collegamenti altrettanto efficaci tra i diversi comuni della zona. Intanto, grazie alle informazioni della rete della Famiglia sostenibile, Nicola e Federica hanno montato nella nuova casa i pavimenti in sughero naturale, che costa la metà del parquet ed è un materiale isolante termico; utilizzano pannolini lavabili per la piccola Anita; e si divertono a mettere in tavola i prodotti dell’orto che dividono con i loro vicini. Il loro obiettivo è molto ambizioso: tagliare di almeno il trenta per cento le uscite previste dal budget familiare e concentrante nei consumi energetici e negli acquisti di generi alimentari e di prodotti per l’infanzia. La modifica della spesa, in tempi in cui bisogna proteggere redditi e risparmi, è uno dei punti di forza delle famiglie sostenibili brianzole. E non si traduce in una secca riduzione dei consumi, ma semmai in una sforbiciata agli sprechi, in un accorciamento della catena di distribuzione e nella domanda di nuovi prodotti sul mercato e di nuove opportunità per le aziende più innovative e più attente al rapporto tra la qualità e il prezzo.

Tiziano Grassi, con la moglie Veronica e con la figlia sedicenne, Camilla, è un libero professionista, membro del popolo della partita Iva. Appassionato di cibo biologico e conoscitore, innanzitutto attraverso le informazioni raccolte sul web, dell’industria dei marchi ecologici e  del riciclo, Tiziano ha convinto la sua famiglia a utilizzare, per buona parte delle spese domestiche, il circuito del Gas, Gruppo di acquisto solidale, al quale è iscritto. Con delle semplici mail, i Grassi comprano una serie di prodotti locali: dalla pasta biologica alla carta fabbricata con materiale riciclato, dai detersivi a base di aceto alla maglieria intima in fibre naturali.

I nuovi stili di vita, diffusi nel microcosmo della Brianza attraverso il progetto La Famiglia sostenibile, indicano come accanto ai tagli dei costi si possono mettere in moto nuovi investimenti, con ricadute a cascata sull’intera economia locale. La crescita, insomma. Case, appartamenti, villini multifamiliari, qui si costruiscono o si ristrutturano soltanto in classi energetiche superiori, ad alta efficienza. Questo significa lo sviluppo di un’edilizia di qualità, sul piano dei materiali, degli impianti e della progettazione, e un mercato immobiliare che soffre meno per la recessione, ed anzi è in piena crescita nella fascia del residenziale eco-sostenibile.

Salvatore Mangia e Sabrina Colombo sono una coppia di fatto in tutti i sensi: lui ha un’impresa di costruzione, lei è un agente immobiliare, e insieme, senza mai sposarsi, hanno avuto due figli, Eduardo e Filippo, di 3 e 5 anni. La casa dove vivono è stata attrezzata con il riscaldamento a pavimento, i pannelli solari, gli infissi coibentati: il suo valore, a metro quadro, è più del doppio rispetto a una normale abitazione costruita negli anni Ottanta e Novanta. Salvatore e Sabrina hanno spiegato alle altre famiglie reclutate dall’Agenzia InnovA21 come e quanto siano convenienti le loro scelte residenziali e hanno mostrato il progetto della prossima casa che pensano di costruire al più presto. Sarà un’abitazione completamente autosufficiente sul piani energetico e innanzitutto senza condizionatori elettrici, rinfrescata da un impianto naturale studiato con “l’effetto-cantina”: l’aria esterna verrà raccolta e spinta a un paio di metri sottoterra per raffreddarsi prima di entrare in circolazione, attraverso delle griglie interne, nelle varie stanze della casa. Il racconto è stato accolto con molta curiosità, perché le famiglie sostenibili fanno circolare le loro idee, come la scelta dei coniugi Savio e Luisa Bugatti che, con  naturalezza, hanno insegnato alle loro quattro figlie adolescenti a ridurre i rifiuti prima ancora di migliorare la raccolta differenziata. Come? Per esempio con un  cestello, agganciato alle scrivanie delle ragazze, che contiene i fogli di carta che si possono riutilizzare. Oppure con il ritorno al piacere del ricamo, per non buttare con troppa fretta indumenti ancora in ottime condizioni. E con una piccola lezione da lessico familiare: per migliorare il mondo non servono grandi annunci, ma possono bastare tanti, piccoli e semplici gesti quotidiani.

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