Sorella e fratello, si odiano da quando sono nati
Sabato, 23 aprile 2011 - 15:00:00
Problemi con i figli? Liti con le fidanzate? Difficoltà ad affrontare la vita? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Lettere allo psicologo", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dal dottor Rolando Tavolieri, psicologo clinico e psicodiagnosta del “Centro di sostegno psicologico” di Roma. Per contattare il nostro specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallopsicologo@affaritaliani.it
Salve e mi scuso per il disturbo. Ho visto questo indirizzo su Libero e non credevo ai miei occhi perchè sto vivendo una situazione che mi fa molto soffrire. Ho 57 anni e tre figli, insegno, mentre mio marito è in pensione, una persona molto attiva, che fa molto per la famiglia, in sostanza siamo una famiglia serena. Ho la figlia grande che è sposata e nessun problema. Ora invece ho dei problemi consistenti con i miei figli di 24 (la femmina) e 20 (un maschio). Hanno litigato da quando sono nati, la femmina ha avuto degli "abbandoni" (uno zio giocherellone che poi è morto di tumore e del quale approfittavo un pò per comodo), un'amica che l'ha abbandonata per altre amiche. Questa mia figlia si è innervosita molto, ha passato le superiori gridando in casa (a scuola è andata molto bene e ora sta finendo l'università, allo stesso tempo lavora in un centro disabili) e, altra particolarità: non si tiene, nasconde il seno, si veste malissimo, solo scarpe da ginnastica, vestiti che la ingoffano, poco curata (ma pulita). Il maschio ha finito ragioneria senza tanti problemi, solo era deriso e chiamato "finocchio" a scuola, ha sofferto molto, è un tipo sensibile al quale piace il canto.
Dopo la scuola si è isolato, passa molto tempo in internet e cosa bestiale si è "innamorato di un altro ragazzo al quale fa credere di essere femmina". Ad una interruzione della relazione mi ha raccontato di aver tentato il suicidio. Ora si vergogna di me, ma quando si aprì mi disse che aveva avuto "molta soddisfazione a interpretare" questa parte. Ora mi sembra che la storia continui. Va all'università, ma con scarso impegno.>La sua vita è solo su Internet, e tutte le notti fa molto tardi.>Io sono disperata, non voglio credere che lo sia veramente, forse mio marito ha suggerito un modello sbagliato, ma le assicuro che mi sembra inverosimile. Ho paura di portarlo da uno psicologo perchè questi potrebbe prendere il fatto dell'essere gay una cosa ormai scontata, mentre ancora spero (non avendo mio figlio relazioni reali ed essendo stato anche con donne) che ci ripensi e che crescendo possa valutarsi in modo diverso. La storia è vera, piango tutti i giorni.
Mi dispiace di averla disturbata, gradirei un suo parere, un saluto cordiale, Manu
LA RISPOSTA
Gentile Manu,
la sua storia è simile a quella di tante altre famiglie che hanno difficoltà con i propri figli perché le loro scelte sono diverse da quelle dei genitori. Da una parte lei dice che la sua famiglia è serena fin quando le sue aspettative sono accolte (figlia sposata, marito che fa tanto per la famiglia, ecc) ma quando gli altri due figli agiscono in modo diverso da come lei vorrebbe allora nascono i problemi. Quindi per lei la cosa più importante è che ogni cosa vada per il verso giusto e che i figli facciano ciò che per lei è giusto e conveniente fare? Riguardo a sua figlia il problema nascerebbe dal fatto che lei si trascura un poco nel vestire e nel non mostrare la sua femminilità, penso che questo sia una libera scelta di sua figlia, avendo l’età della ragione penso sia giusto che scelga lei come vestirsi e se ostentare o meno la sua femminilità. Riguardo a suo figlio la questione è delicata, perché lei ha paura che suo figlio sia gay o bisessuale in modo irreversibile a quanto ho capito, e la cosa che vorrebbe a tutti i costi è quella di aiutarlo a tornare indietro sui suoi passi per tornare ad essere eterosessuale se è vero che ha avuto esperienze con alcune donne. La domanda che deve porsi secondo me è questa: per lei è più importante avere un figlio che si convinca di essere o di diventare eterosessuale anche se lui non lo vuole solo per fare la volontà di sua mamma, o è meglio lasciarlo libero di scegliere con chi vuole avere una relazione pur di vederlo felice? A volte Manu ciò che noi genitori vogliamo non combacia con la volontà dei nostri figli, quindi quello che possiamo fare è dialogare, parlare assieme in modo approfondito di una situazione che state vivendo e di come volete affrontare questa situazione. Nel tuo caso particolare che cosa ti da più fastidio del fatto che tuo figlio sia o possa essere gay? Il fatto che tutti lo vengano a sapere e quindi le difficoltà che lui avrà nella società, nel lavoro, nel rapporto con gli altri? O non sopporti il fatto che tu stessa non riesci ad accettarlo perché non rientra nei parametri e nei modelli culturali, religiosi ed educativi che hai vissuto? >Per risolvere il tuo dolore prova a metterti nei panni di tuo figlio, immagina di essere lui, di avere la sua età e di vivere la vita che sta vivendo lui, con le sue difficoltà, con i suoi conflitti interiori e con le sue scelte sessuali, se ti immedesimi in lui che cosa vorresti da sua mamma? Che cosa le chiederesti? Probabilmente accettazione, sostegno, comprensione, aiuto ed altro ancora. A prescindere da cosa lui sceglierà di fare e con chi vorrà avere una storia, il suo amore per lui cambierebbe? Lo accetteresti lo stesso, con le sue difficoltà e con una storia diversa da come tu avevi immaginato per lui? Non sempre i nostri figli vedono il mondo come noi lo vediamo, o credono ciò in cui noi crediamo o si comportano come noi vorremmo, è possibile che alcuni figli scelgano una religione diversa, un lavoro diverso da quello che i genitori vorrebbero per loro, o che cambino città, che frequentino altre facoltà che ai genitori non interessa, ma la domanda è sempre questa: cosa è più importante dar loro il libero arbitrio lasciandoli fare le loro esperienze che li aiutano a crescere e diventare sicuri di sé, autonomi, maturi o obbligarli a fare ciò che i genitori ritengono giusto ma a spese della loro libertà e felicità? Per rispondere a questa domanda provi a proiettarsi in un futuro lontano e provi a vedere dapprima una scena in cui lei ha spinto suo figlio verso una bella ragazza ma della quale lui non è innamorato e lo vede dunque insoddisfatto come uno che ha fatto una scelta forzata, poi provi ad immaginarlo di lasciarlo libero di fare ciò che vuole, in questo caso, sia che lui scelga una donna o un uomo, sarà libero e felice di fare le sue esperienze in modo responsabile, e se dovesse preferire una storia con un uomo provi ad iniziare ad accettare la sua decisione ricordando che è suo figlio ed accogliendolo sempre col sorriso facendogli capire che lei sarà sempre presente e pronta ad essergli di aiuto quando avrà bisogno di lei. E’ disposta a provarci? Quando non possiamo cambiare il mondo, possiamo cambiare noi stessi, provaci Manu, per la felicità e la serenità di tuo figlio e di te stessa.



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