Lettere allo psicologo/ Mio marito mi tradisce... con il computer
Problemi con i figli? Liti con le fidanzate? Difficoltà ad affrontare la vita? A darvi una mano su Affaritaliani.it "Lettere allo psicologo", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dal dottor Rolando Tavolieri, psicologo clinico e psicodiagnosta del “Centro di sostegno psicologico” di Roma. Per contattare il nostro specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallopsicologo@affaritaliani.it
Salve,
sono una mamma e soprattutto moglie disperata,ho 36 anni, sono dinamica e allegra, già divorziata da un precedente matrimonio; mi sono risposata lo scorso anno dopo 8 anni di convivenza. Mio marito, 44 anni, sta tutto il giorno al computer, in piccola parte per lavoro, in gran parte per giocare su facebook e per aggiornare un suo sito sindacale (creato da lui). Io ne sono innamorata,lui mi vuole abbastanza bene … credo !!!Lavora come infermiere al 118 , in una centrale operativa dove sta al computer (ha un turnetto di 7 ore: mattina, pomeriggio,notte) e si porta il suo computer portatile!Quando sta a casa si sveglia la mattina e accende i suoi 2 computer (portatile e fisso) poi fa colazione... poi torna al computer e alterna le sue cure igieniche tra una cliccata e l’altra, così arriviamo a pranzo,mentre mangia si alza di continuo per cliccare,nel pom dorme a seconda del turno lavorativo e poi torna al computer…cosi’ fino a cena dove mentre mangia clicca e il computer rimane acceso fino a tardi quando decide di andare a dormire la sera.Sono quasi sicura che non mi tradisce chattando con qualcuna/o, ma non ha più attenzioni per me (anche se sono 9 anni che è così,ma ora è peggiorato notevolmente),non ha attenzioni nemmeno per nostra figlia di 5 anni!! Non esce mai con me, se non perchè costretto. Io ho sempre cercato di coinvolgerlo, senza ottenere risultati, allora ho chiesto dei limiti di orario per lui di stare al computer, ovvero spengerlo durante le ore pasti e la notte ( a volte lo ha lasciato acceso per scaricare programmi).
Mi sono resa ridicola, vorrei spaccarlo il computer ma lui andrebbe subito a ricomprarlo,a spese della famiglia. Anche i rapporti sessuali si sono ridotti notevolmente (ci sono stati anche episodi di disfunzione erettile). C’e’ una soluzione? Io ci discuto continuamente,l’ultima litigata di sabato scorso mi ha costretta ad andare via di casa con mia figlia per 4 giorni (ci siamo tirati anche oggetti davanti alla bimba )e lui non ci ha cercate, quando sono tornata per parlarci, stava al computer e non voleva parlare, se gli avessi staccato la luce mi ha detto che mi picchiava (sono incinta all’ottavo mese ).Non e’ un cattivo uomo,ma arido ,e’ un ottimo amante,dipende in tutto da me (non mi aiuta in casa, ne’ paga bollette, ne’ fa’ la spesa… faccio tutto io e io pure lavoro,faccio l’infermiera ma ora sto in maternita’). Gli ho detto di allontanarci,ma ha detto che non se ne va’.Ora sto a casa con lui ma non ci parliamo,e’ dura!!!!
LA RISPOSTA DELLO PSICOLOGO
Gentile lettrice,
da quello che mi scrivi penso che tuo marito sia preda da "Dipendenza da internet", o "Internet dipendenza", che è un disturbo degli ultimi anni, visto l'avvento che ha avuto l'uso del computer a livello planetario, questo disturbo è comparabile al gioco d'azzardo patologico.
Molti critici affermano che la dipendenza da Internet può essere considerata un sintomo psicologico che può connettersi a differenti quadri diagnostici e clinici.
Sicuramente nel caso di tuo marito, da quello che mi racconti ne esce un quadro particolare, in cui c'è da parte sua un eccessivo uso del computer, addirittura lasciandolo acceso anche la notte , e quindi una dipendenza esagerata che non può essere giustificata dal fatto che ci lavora, inoltre se la vostra comunicazione e vicinanza viene a mancare, se la vostra intimità sessuale tende a diminuire, sicuramente questo suo comportamento ne è una causa.
Ricordati che l'uso eccessivo di internet è come un rifugio per chi ne è dipendente, che gli dà più sicurezza, per sentirsi in compagnia, per sentirsi più libero di dire, di comunicare, di esprimersi, ecc.
Ma se si spegne il computer tutto si spegne e l’astinenza dal computer si presenta esattamente come l’astinenza da gioco d’azzardo o da una droga.
Alcune persone si aggrappano ad Internet per compensare dei Bisogni insoddisfatti, che possono essere: bisogno di comunicare, di potere, di trasgredire, di compagnia, di varietà quando le giornate sono troppo ripetitive e monotone, e quindi pensano erroneamente di compensare un vuoto interiore attraverso l'uso del computer.
Per questi motivi ti consiglio di far presente al tuo compagno questa situazione, è importante che lui si renda conto che trascorrere troppo tempo su internet lo stà allontanando da te, e forse dalla famiglia, quindi fagli alcune
domande:
Cosa vuole fare? Vuole continuare così allontanandosi sempre più da te o cercare di salvare il vostro rapporto soprattutto per il bene di vostra figlia e del figlio/a che sta per arrivare?
Chiedigli se è giusto rischiare di mettere in crisi il vostro rapporto per qualcosa che lo sta rendendo dipendente sempre di più.
Devi cercare di aiutarlo e di "Motivarlo" per iniziare una richiesta di aiuto con un esperto, la motivazione la puoi cercare nel fargli capire che non sei felice, che sta trascurando la sua piccola, che la famiglia può entrare in crisi, in pratica se riesci a trovare una motivazione valida che lo farà star male a livello interiore se continuerà così, e che gli dia una speranza, una serenità al fatto di cambiare, di riuscire a trovare una via, un percorso tramite un professionista, allora avrai fatto un grosso passo avanti.
In questo caso, se trovi la via d'uscita che lo motiva, se riesci in questo, basterà fare una ricerca dei Centri di cura da dipendenza da internet, ad esempio a Roma ne hanno aperto uno all’università Cattolica-Policlinico Gemelli, è un ambulatorio all’interno del Day hospital in Psichiatria con la collaborazione dell’associazione “La promessa”, se ti trovi in un'altra città basta fare una ricerca o chiedere al tuo medico di famiglia.
La cura può essere attivata tramite alcuni colloqui con uno psicologo e l’
entrata all'interno di un gruppo di persone con lo stesso problema per contenere quel malessere che, per molti durante l’astinenza, si trasforma in ansia, sudorazione, paura di perdere il controllo, nervosismo, ecc.
Ricordati quindi di stimolarlo a trovare una forte Motivazione a Cambiare, e la Motivazione la trovi attraverso la leva "piacere - dolore", aiutandolo cioè a trasformare o associare piacere, serenità, benessere al fatto di essere Libero da questa dipendenza, e associando dolore, fastidio e malessere al fatto di continuare in questo modo.
Ad esempio il dolore associato a questa dipendenza può essere dato dal poter mettere in crisi la famiglia, dal non farti più felice, dal non avere più progetti assieme, dal non comunicare, dal non concentrarsi più sulle cose importanti ed utili del vostro rapporto.
Il piacere e la Serenità associato al cambiamento può trovarsi nella Libertà che lui riacquisterebbe, nel condividere di nuovo i progetti con te, nel ritrovare un'intesa sessuale con te, nell'essere Felici assieme, nel dedicare più tempo coi figli, ed altro ancora.
Conoscendolo bene puoi attivare questa leva "piacere - dolore" per convincerlo a cercare aiuto ad un professionista.
Un cordiale saluto
dott. Rolando Tavolieri
www.ti-aiuto.com



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