Lettere allo psicologo/ Ho 45 e mia madre mi tratta come una bambina. Sono disperata
Problemi con i figli? Liti con le fidanzate? Difficoltà ad affrontare la vita? Per darvi una mano nasce su Affaritaliani.it "Lettere allo psicologo", la rubrica al servizio dei cittadini tenuta dal dottor Rolando Tavolieri, psicologo clinico e psicodiagnosta del “Centro di sostegno psicologico” di Roma. Per contattare il nostro specialista e avere consigli e aiuto scrivete a: lettereallopsicologo@affaritaliani.it
RICHIESTA
Buongiorno,
mi chiamo Roberta ho 45 anni e mia madre mi tratta come una bambina di 4 anni... Capisco che a quasi 70 anni una donna con problemi di salute (purtroppo non solo fisica) abbastanza seri, non riesca accettare che la figlia possa avere la propria vita, come lei invece ha fatto da quando aveva 21 anni.
E' una storia lunga, con la quale non voglio tediarla, ma è per cercare di trovare una soluzione ed evitare di "impazzire" io... Sono davvero molto vicina ad un esaurimento nervoso, che mia madre si trascina da anni... Fortunatamente ci sono "alti e bassi", ma quando va in crisi e si fissa su una "stupidaggine"
è veramente pesante ed insostenibile, con tutta la buona volontà e la comprensione che negli anni abbiamo avuto e continuiamo ad avere tutti in famiglia...
La mia è sempre stata una famiglia "modello", molto unita, non è mai mancato nulla nè a me nè a mio fratello, i miei si sono letteralmente sacrificati per noi, non si sono "goduti la vita" per niente: MAI una vacanza, se non durante le ferie ad agosto, tutti gli anni, dai nonni, lontani circa 1.000 Km da casa nostra... Il problema è che ora la "paghiamo" noi...
Io in parte me ne assumo la responsabilità e spesso ho dei sensi di colpa, ma a volte penso che forse sia questione di carattere e della qualità della vita vissuta finora: mia madre aveva tutte le responsabilità quando io e mio fratello eravamo piccoli, perchè mio padre ha sempre pensato più al lavoro che alla famiglia; è ovvio che lo faceva per noi, anche se forse un po' più di presenza non sarebbe "guastata"...
Mia madre è sempre stata troppo protettiva nei nostri confronti, ma anche "succube" di mio padre, militare molto rigido anche in casa: mia madre non ha mai potuto lavorare fuori casa, mio padre in casa non ha mai dato una mano, c'era (e c'è ancora oggi) la "serva"... Finchè si è giovani si sopporta e si ha anche la forza per fare tutto e al massimo... ma andando avanti con l'età è ovvio che non si può più, non fosse altro per la mancanza di forza fisica, e quindi iniziano le crisi di nervi, perchè si vorrebbe tutto come prima, ma si è anche stanchi, e non solo fisicamente..
Quando nel 1985 sono andata a studiare all'Università, a 150 Km di distanza da casa, è iniziata la "tragedia"; appena laureata sono tornata a casa ho iniziato a fare praticantato da commercialista (lavoro che mi è sempre piaciuto e che invece mia madre non ha mai voluto che facessi e che praticamente ogni giorno mi continua a rinfacciare... secondo lei avrei dovuto insegnare alle elementari: infatti ho il diploma di istituto magistrale, ma poi mi sono "impuntata" e ho deciso di frequentare all'università economia e commercio e mi sono laureata in 4 anni).
E' normale che studiando seriamente, e poi iniziando a lavorare, si faccia fatica ad uscire ed a crearsi un gruppo di amicizie, anche perchè fino a 18 anni non potevo assolutamente uscire la sera e quindi avevo come amiche solo compagne di scuola... rigorosamente "femmine", avendo studiato dalle suore dall'asilo alle superiori. Non posso lamentarmi assolutamente per l'educazione ricevuta, mi è servita tantissimo, anche se sono una "mosca bianca", ma i tempi cambiano... Alcune delle mie amiche le vedo e le sento ancora adesso, il problema è che loro subito dopo la maturità hanno iniziato a lavorare (non tutte sono insegnanti), e si sono sposate giovani (qualcuna si è anche separata), mentre io ho avuto esperienze di fidanzamento negative con 2 ragazzi (10 anni con il primo e 3 con il secondo), legati a me solo perchè pensavano fossi molto ricca; poi ho conosciuto un ragazzo con vari problemi, abbastanza ricco, che vedeva in me la "seconda mamma", ma dopo 2 anni ho capito che non era proprio giusto per me... Per me i soldi sono necessari, ma non sono la base su cui costruire una relazione... Aiutano, certo, soprattutto nei periodi di difficoltà (anche di salute), ma bisogna guadagnarseli onestamente e soprattutto saper dare il giusto valore alle cose e imparare a vivere secondo le proprie possibilità. Io non ho praticamente mai fatto vacanze al di fuori delle gite scolastiche, ma non per questo mi dispero e penso di essere "sfigata"... Non mi interessa nemmeno avere la Ferrari nè l'ultimo modello di cellulare (magari quello che deve uscire domani...), l'importante è stare bene e vivere in modo "dignitoso".
Il mio errore più grande è stato quello di portare in casa sia il primo che il secondo ragazzo, anche perchè nel frattempo sono avvenute diverse vicende "pesanti" nella mia famiglia e mia madre ovviamente ha accumulato tutto lo stress che ora stiamo "pagando" io e mio padre. Mio fratello infatti è rimasto nella città in cui si è laureato ed ha trovato lavoro e ragazza (convivono dal 2003). Anche lui quando viene a trovarci (1 volta al mese circa) vede la situazione, ma non sa nemmeno lui come risolverla... Qualunque cosa facciamo o diciamo io o mio fratello non va bene... Mio fratello telefona tutti i giorni e ancora stamattina è riuscito a mandarla in crisi... Pensa solo ed esclusivamente al cibo: al mattino si alza prestissimo, comincia a cucinare e pensa già a cosa preparare per la sera e quando sa che deve arrivare mio fratello (ha 40 anni) va in crisi e pensa solo a cosa preparare e a cosa fargli portare per le settimane successive in cui non lo vede. Una volta abbiamo provato a dirgli che arrivava all'ultimo momento: peggio ancora... non aveva avuto il tempo di "organizzarsi"... Ora va un po' meglio anche grazie alla ragazza di mio fratello che, fortunatamente, capisce la situazione ed è l'unica che riesce leggermente a farla "ragionare", dopo averla anche "minacciata" di non venire più a trovarci...
Nel 2004 mio nonno materno si è ammalato gravemente, e mia nonna materna qualche anno prima aveva avuto problemi con un tumore, superato bene, ma all'età di quasi 80 anni... Ora ne ha 88 ed è sola, perchè mio nonno è mancato nel 2007 (dopo circa 9 mesi è mancata anche mia nonna paterna). Dal 2004 al 2007 mia madre è stata praticamente una "trottola" tra casa nostra e quella dei miei nonni, percorrendo circa 2.000 Km ogni mese, e penso che la situazione abbia molto influito sul suo stato attuale... Ogni volta che doveva partire, una settimana prima erano "tragedie" sempre per il cibo... Iniziava a preparare come se fossi una bambina e non fossi in grado di gestirmi da sola, ma quando le dicevo che lei alla mia età aveva già 2 figli, cresciuti da sola, lontana da casa circa 1.000 Km, vedendo i suoi genitori e parenti una volta l'anno, in agosto, mi rispondeva che erano altri tempi e che lei non lavorava... Capisco, ma le mie amiche lavorano tutte e una ha anche 3 figli e senza parenti vicini...
Ora la goccia che ha fatto traboccare il vaso e per cui Le sto scrivendo è che qualche mese fa ho deciso di provare a frequentare un uomo di 50 anni (Marco) che si era appena separato dalla moglie e con una figlia di 9 anni. In effetti lo conosco da un po' e non avrei mai immaginato potesse separarsi; il problema è che lui è, come me, molto "remissivo" ed è stato preso in giro e "ramificato" dalla ex moglie per diversi anni, forse ancora prima che nascesse la figlia...
Non riesce a stare da solo, mi conosce ed ha pensato di provare a frequentarmi... A me non dispiace, è molto dolce e, pur essendo legatissimo alla figlia, ha per me una serie di "attenzioni" che non ho mai ricevuto da nessuno. Sono "piccolezze", che per lui sono normalissime, che evidentemente la ex moglie non apprezzava, anzi si sentiva "controllata" e soffocata... Solo ora Marco ha capito perchè... La sua "colpa" è solo quella di aver dato troppa fiducia in generale alle persone con cui si "relazionava", anche per lavoro, e soprattutto alla "signora" che se n'è ovviamente approfittata...
Il punto è che mia madre ha scoperto la cosa per puro caso, vedendoci una volta insieme, e mi ripete ogni giorno che io non le ho detto nulla prima di decidere, che si è separato per colpa mia (non è assolutamente vero) e in ogni caso non sopporta l'idea che io esca con una persona separata, anche se prima i "liberi" mi trattavano malissimo e invece ora mi sento una "regina" in tutti i sensi... Mi sarei aspettata una reazione simile più da mio padre che, al contrario, ha un ottimo rapporto con Marco, come prima, del resto... Non è cambiato, al massimo è migliorato... anche perchè certe esperienze negative, volenti o nolenti, ti cambiano il modo di affrontare la vita e di relazionarti con le persone...
Non so proprio come comportarmi, Marco dice di avere pazienza ancora un paio d'anni (il tempo di legge per ottenere il divorzio o addirittura l'annullamento, visto che i presupposti ci sono tutti...) e poi andremo a vivere insieme o ci sposeremo, ma nel frattempo? Non so se riuscirò resistere 2 anni così...
Ringraziandola anticipatamente per la sua gentile considerazione, spero che mi possa dare una risposta da far leggere a mia madre in modo da calmarla per i prossimi 2 anni...
Roberta.
RISPOSTA
Gentile Roberta,
lei esordisce nella sua email con questa frase:
"mia madre mi tratta come una bambina di 4 anni".
Probabilmente è questo che la turba in modo particolare, al di là della sua storia e del motivo della sua email, in pratica ciò che mi sta chiedendo è di cambiare le idee ed i modi di fare di una madre che avendo raggiunto l'età di 70 anni dovrebbe per il suo bene:
- Trattarla come una donna matura e capace
- Accettare tutto le sue scelte, lavorative, amorose, ecc
- Venirle incontro in qualsiasi maniera
Cara Roberta, ciò che tu chiedi anche se può essere comprensivo, auspicabile e fattibile, non credo sia possibile per una serie di motivi che ora ti espongo.
In primo luogo ad una certa età, una madre avendo avuto una cultura, un'educazione e delle credenze su ciò che vuol dire "avere una famiglia", "educare i figli", essere d'esempio, il ruolo che deve avere la donna nella società e nella casa, i valori morali che abbracciano naturalmente la famiglia come lei può intendere, sono tutti aspetti così profondi e radicati che è molto difficile cambiare in una persona, a maggior ragione in una madre di 70 anni.
Quello che lei mi chiede Roberta è di cambiare il modo di vedere le cose, i punti di vista, la percezione della realtà di una donna di una generazione molto diversa da quella in cui viviamo, in cui il ruolo della donna era basato appunto sull'accudire alla famiglia, sull'educare i figli ed in cui era difficile ribellarsi, ecc.
Oggi il ruolo della donna nella società e nella famiglia è completamente cambiato, a volte si è ribaltato, per alcuni aspetti in bene, per altri in modo negativo.
Il tuo modo di pensare Roberta è molto diverso da quello di tua mamma, le sue aspettative sono diverse, i tuoi obiettivi possono non combaciare con quelli di tua mamma, ma questo per te è un problema? E' un problema che se tua mamma non accetta le cose che fai tu ti senta a disagio o hai i sensi di colpa, e per superarli vuoi per forza convincerla, cambiarla, modificare il suo vissuto personale, i suoi modi di vedere la realtà? Quando la realtà non può essere cambiata, dobbiamo essere noi a cambiare.
Un grande saggio Swami Sri Yukteswarji disse al suo più grande discepolo Yogananda: "Vuoi che il mondo intero cambi per te? Cambia te stesso."
In questa Illuminante frase puoi cogliere il senso di ciò che sto cercando di trasmetterti Roberta, e cioè che le generazioni non sempre possono comprendersi l'una con l'altra.
Per riuscire a comprendere le nuove generazioni da parte di una persona di una certa età ci vuole un'apertura mentale notevole, ampia, un'elasticità interiore, una comprensione di sé stessi e del mondo che auguro a tutti di avere, ma che non molti hanno.
Per questo Roberta quello che ti consiglio di fare non è di cercare di cambiare tua mamma e tutto il suo bagaglio culturale per darti ragione e venirti incontro, ma è quello di Cambiare te stessa.
Quando non possiamo essere compresi dai nostri genitori, possiamo essere noi a comprenderli, a capirli, con la nostra giovane età, con la nostra apertura mentale, quando le cose esterne non cambiano possiamo cambiare noi stessi, ed è questo il primo passo che puoi fare.
La seconda cosa che volevo dirti è che forse "l'uccellino è rimasto troppo tempo nel nido", cioè forse ti sei mossa poco restando per troppo tempo nella casa tua materna con tutto quello che ne deriva, da una parte è encomiabile per l'aiuto che puoi dare ai tuoi che diventano anziani, ma se tu vuoi qualcosa di diverso, se vuoi vivere anche un altro tipo di vita, fatta di scelte con o senza l'approvazione dei tuoi genitori, fatta di decisioni, di obiettivi da raggiungere come donna, come madre e non solo come figlia, allora sai cosa devi fare.
Il fatto che tua madre non accetti le tue scelte è dovuto alla sua generazione distante tantissimo rispetto alla tua Roberta, non deve essere un problema per te, chiediti cosa hai imparato dal rapporto con lei, con la tua famiglia, ti senti libera o costretta? Quello che cerchi l'hai trovato? Quali sono i tuoi progetti futuri?
Rispondi a queste domande che ti Aiuteranno a chiarirti su cosa vuoi veramente nella vita.
Se cerchi sempre l'approvazione di tua mamma per ciò che fai, non spiccherai mai il volo, ricordati che tua mamma e tuo papà anche se non approveranno mai ciò che fai ti vorranno sempre bene, ed è questo quello che conta, è questa la base da cui partire per vivere la nostra vita in modo libero.
Un cordiale saluto a te e tua mamma.
Dott. Rolando Tavolieri
www.ti-aiuto.com



Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.
































