New Rodhes, l'indie-pop inglese che piace ai giapponesi (e non solo...). LA RECENSIONE DI AFFARITALIANI.IT
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di Antonio Prudenzano
I giapponesi vanno pazzi per loro. Ma presto potrebbe accadere anche con gli italiani... I New Rhodes, indie-pop band inglese nata a Bristol nel 2001, saranno in tour nel nostro Paese all'inizio del 2010, a portare il loro ultimo disco, "Everybody loves a scene" . Diciamolo subito, per chiarezza: non saranno originalissimi, ma nel loro genere, a parte che è quasi impossibile imventare qualcosa di nuovo, l'originalità non conta. Contano, al contrario, energia, ispirazione, varietà e ritmo. E da questi punti di vista i New Rodhes hanno poco da invidiare alla miriade di band che si inseriscono nello stesso (fino troppo abusato, a dir la verità..., filone).
LA BAND - Ma facciamo un po' di storia. Ancora senza contratto, il gruppo di trasferisce a Londra e realizza 3 singoli per Moshi Moshi (etichetta già di Bloc Party, Hot Chip, Architecture in Helsinki e Tom Vek). Il singolo di debutto "I wish I was you" (Moshi Moshi 2004) raggiunge il 63° posto nella classifica ufficiale UK e il numero 7 della classifica indie; il singolo successivo "You've given me something that i can't give back" si stabilisce al 38° della classifica ufficiale UK . Intensa anche l'attività live della band. Suonano con band del calibro di Bloc Party, Killers, Oasis, Razorlight ed Hope of the States e partecipano a numerosi festival europei e inglesi (fra cui Glastonbury, TheWireless Festival @ Hyde Park, The Camden Crawl etc.). Alla fine del 2006 vincono il premio VODAFONE come Best UK Live Unsigned Act, successivamente all'uscita del primo full length "Songs from the Lodge" accolto con entusiasmo dalla critica internazionale. Nel 2008 i New Rhodes tornano in studio per la realizzazione del loro secondo album "Everybody loves a scene".
New Rodhes "Everybody loves a scene"
IL DISCO - E allora parliamo di questo disco, pieno di chicche, dinamico, piacevolmente leggero, dolcemente pop, ma anche duro quanto basta. Insomma, "Everybody loves a scene" non pretende di essere considerato il disco del secolo, neanche quello dell'anno se è per questo, ma si pone umilmente come un onestissimo album di belle canzoni pop-rock, immediate, che dal vivo suonano ancora meglio, ed è per questo che attendiamo di scoprire i New Rodhes sui palchi italiani a gennaio. In mezzo a centinaia di gruppi che si credono i Beatles o i Pink Loyd, finalmente ce n'è uno bravo, che trasmette grande passione per la musica, e che per fortuna ci risparmia la consueta spocchiosità delle centinaia di "next big band" che settimanalmente arrivano dall'Inghilterra...



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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