L'altro Pop/ La rabbia degli Zen Circus non conosce mezze misure
| LA NUOVA RUBRICA 'L'ALTRO POP' Su Affaritaliani.it il meglio delle novità alternative dall'Italia e dal mondo. Ecco le precedenti puntate...
"Kumar Solarium" dei DID, quando il (post)punk è tropicale. LA RECENSIONE DI AFFARITALIANI.IT Dalla Calabria ecco il nuovo Rino Gaetano: Brunori Sas. IL PERSONAGGIO Tornano gli Air, con "Love 2". LA RECENSIONE DI AFFARITALIANI.IT |
di Antonio Prudenzano
"Andate tutti affanculo", il titolo scelto dagli Zen Circus per il loro ultimo disco, non dovrebbe prevedere troppe spiegazioni.
La band, giunta con l'album in questione alla piena maturità, si pone ai vertici del rock italiano di fine anni zero, e lo fa con dieci brani sfrontati nei testi (la maggior parte dei quali riusciti), ma che musicalmente non conoscono cali.
Se l'omonima "Andate tutti affanculo", posta all'inizio della seconda parte del disco, comincia con un attacco sottile "Al cinismo più bieco e posato / tipo quello da cantautorato...", accompagnato da una dolce e allegra melodia (compreso il coretto di sottofondo che fa 'la la la'), "L'egosista", il brano che d'apertura, è già tra le vette musicali del (concept?) album.
![]() Gli Zen Circus |
"Vecchi senza esperienza", che viene subito dopo, è uno dei momenti più rock, e di sicuro tra i più attesi dal vivo (ma anche il testo non scherza), mentre "It's paradise" e "We just wanna live" (entrambe cantate in italiano, nonostante il titolo in inglese) colpiscono per la loro cinica lucidità e per la varietà delle sonorità.
Un'ospite di lusso, Nada, e alla voce in "Vuoti a perdere", rock trascinante e perfetto per il live. Poi, la bellissima cavalcata di "Amico mio" precede la sottile"Ragazza eroina".
Gli Zen Circus sono bravi, niente da dire. Ma dedicare un brano alla "Gente di merda" (che musicalmente ricorda i Francesco C) è un rischio, e infatti all'inizio la canzone presenta qualche banalità di troppo, anche se poi si torna a salire in cattedra: "E' solo mia, questa ironia" e, poco dopo, "Un miliardo di artisti / e in fabbrica nessuno".
Il finale, "Canzone di Natale", è il saluto che non ti aspetti: chitarra acustica e melodia che abbraccia, ma parole di amarissima ironia.
Da ascoltare. E ripetere nella mente. Come pochi altri dischi italiani quest'anno. Zen Circus, o della giusta dose cattiveria che fa solo bene a quest'Italia...
Zen Circus "Andate tutti affanculo"



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



































