L'altro Pop/ Flying Sebadas, quando nel 1967 il rock era psichedelico... e oggi di nuovo
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Signori e signori, a Cagliari è tornato il 1967, l'anno d'oro del rock psichedelico. Quello, per intenderci, di "The Piper at the Gates of Dawn" dei Pink Floyd e "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles, tanto per citare due tra le decine di folli dischi leggendari usciti in quegli irripetibili dodici mesi.

La copertina del disco
Sia chiaro: il (pop)rock psichedelico dei cagliaritani Flying Sebadas, in uscita per l'etichetta sarda ZAHRecord con le sette tracce di "Vol.1", non raggiunge quelle magiche vette, e questo è ovvio, ma chi ha amato gli originali apprezzerà l'onesta e il coraggio di questa giovane band, brava tecnicamente, e non solo.
Sette canzoni in inglese (non fatevi tradire da titoli autoironici come "Anvedi chi c'è" e "Cha cha cha"), che tornano alle atmosfere di quegli anni, ma in cui si sentoni anche influenze più recenti (vedi tutto quel rock britannico che negli Anni Zero è tornato agli anni '60 spesso con poca originalità).
![]() I Flying Sebadas |
Un'operazione, quella dei Flying Sebadas, che non può non ispirare simpatia. "Vol.1" è un disco piacevolmente leggero e leggiadro, e si percepisce una purezza di fondo che raramente si avverte nella musica contemporanea. Insomma, si capisce al primo ascolto che a questi ragazzi sardi del grande successo non importa nulla. Lo sanno che, soprattutto da noi, è tempo di altri sound (purtroppo). Piuttosto, per loro conta giocare con quelle vibrazioni allucinate, quelle chitarre inconfondibili e con certi intermezzi strumentali... Trovatelo voi un divertimento migliore...
La band dal vivo



Commenti
Silvio Berlusconi è morto
Ma è solo un'opera d'arte...
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