Africa Unite, il reggae italiano contro l'omofobia
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di Antonio Prudenzano
La scorsa puntata questa rubrica ha raccontato la 'svolta reggae' dei Tre allegri ragazzi morti (per i particolari vedi il box a destra, in basso, ndr). Questa settimana tocca a una band italianissima che reggae lo è in tutto e per tutto dai lontani inizi, e cioè dal 1981, e che prende il nome, non a caso, da un 'mitico' brano del papà del genere, Bob Marley. E' appena uscito "Rootz", il nuovo disco degli Africa Unite, storico gruppo alfiere in Italia dei ritmi in levare jamaicani. E a prima vista potrebbe sembrare un album che nulla aggiunge e nulla toglie alla carriera dai nostri.
![]() Bunna (a sinistra) e Madaski (a destra) |
Trent'anni di vita (e concerti) sono tanti per un gruppo che sin dall'inizio ha scelto un genere per nulla italiano e in cui in ogni caso non è facile innovare. Il rischio di ripetersi è sempre stato inevitabilmente alto. Ma gli Africa Unite dei due leader Bunna e Madaski finora hanno cercato di metterci ogni volta il loro tocco personale. In "Rootz" ci riescono in parte. Sicuramente dicono qualcosa di nuovo nei testi: in "Così sia", infatti, polemizzano duramente con le posizioni omofobiche di molti artisti giamaicani, in un inno alla diversità che sta già facendo discutere. Negli altri brani, impegnati come sempre, è la questione ambientale a farla da padrone. Dal punto di vista musicale, invece, di spunti innovativi ce ne sono un po' meno. Il reggae delle origini si ibrida sempre meglio con il dub, ma rispetto ai due precedenti dischi, "Controlli" (2006) e "Mentre fuori piove" (2003), le cose non sembrano essere troppo cambiate.
Tanti gli ospiti in "Rootz": tra questi, il fenomeno emergente Alborosie, l’italo-giamaicano nome emergente della scena reggae europea, i nostrani Franziska e Mama Marjas, in rappresentanza della scena tarantina. Forse si poteva rischiare di più e coinvolgere anche qualche musicista lontano dai ritmi in levare...
Detto questo, il reggae, si sa, è molto meglio goderselo dal vivo. E certamente i 13 nuovi brani degli Africa nella dimensione live renderanno molto più che su disco. Dove, sia chiaro, non sfigurano (stiamo parlando pur sempre di una delle migliori reggae band europee), ma neppure fanno gridare al miracolo.
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DISCOGRAFIA
Dischi in studio
1988 Llaka
1988 Mjekrari
1991 People Pie
1993 Babilonia e poesia
1995 Un sole che brucia
1997 Il gioco
2000 Vibra
2001 20 (tributo a Bob Marley)
2003 Mentre fuori piove
2006 Controlli
2010 Rootz
Dischi dal vivo
1996 In diretta dal sole
2004 Un'altra ora
Raccolte e compilations
1995 Materiale resistente (compilation)
1997 Torino Boys OST (compilation)
2002 Reggae Vibrations (compilation)
2005 In dub (raccolta remix)
2007 4 Riddims 4 Unity ("compilation con ospiti")
2008 BiogrAfica Unite (doppio cd + dvd)
IL TOUR (queste le prossime tappe in programma)
sabato 20 marzo 2010: La Nave di Harlock, BRESCIA
venerdì 26 marzo 2010: Fuori Orario, TANETO DI GATTATICO (RE)
venerdì 02 aprile 2010: Auditorium Flog, FIRENZE
sabato 10 aprile 2010: Demodè @ Cube Night, MODUGNO (BA)
venerdì 16 aprile 2010: Leocavallo spa, MILANO
sabato 17 aprile 2010: Hiroshima Mon Amour, TORINO
venerdì 23 aprile 2010: Estragon, BOLOGNA
sabato 24 aprile 2010: Blue Note, CAMPOBASSO
venerdì 30 aprile 2010: Koko Club, CASTELLETTO CERVO (BI)
venerdì 14 maggio 2010: New Age Club, RONCADE (TV)
sabato 15 maggio 2010: Sonar, COLLE VAL D’ELSA (SI)
"Cosa resta", il primo singolo del nuovo disco



Commenti
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