La differenza tra Vallanzasca e Battisti
Di Mario Furlan
Ho visto il film su Vallanzasca. Temevo potesse mitizzare un efferato bandito: per fortuna non lo fa affatto. Anzi: mette in risalto il lato oscuro, la follia, l’umana fragilità di un criminale. Che ha giustamente pagato, e sta giustamente pagando, per i suoi terribili delitti. Senza cercare giustificazioni. Senza scaricare le sue colpe su altri. Ha fatto cose orrende, lo ha ammesso e sta espiando.
L’opposto di ciò Cesare Battisti. Anche lui ha fatto cose orrende, ma al contrario di Vallanzasca non ha riconosciuto le sue colpe. Anzi. Gioca a fare il prigioniero politico, il partigiano che ha combattuto uno Stato fascista (l’Italia). Mentre è soltanto un assassino.
Ecco la differenza tra Vallanzasca e Battisti. Due persone che si sono macchiate del sangue di innocenti. Ma l’uno negli anni è cambiato. Si è pentito. E non è più il delinquente di una volta. Mentre l’altro sembra esserlo rimasto. Sorride spavaldo davanti alle telecamere, accampa pretese assurde. Nemmeno fosse un vero martire, come il Cesare Battisti eroe della prima Guerra mondiale di cui è indegnamente omonimo. Credo che chiunque possa essere perdonato. Qualunque sia la colpa di cui si è macchiato. A patto che si assuma la responsabilità delle sue azioni. Che capisca fino in fondo il suo errore. E che si impegni a non commetterlo mai più. Questo fa la differenza tra Vallanzasca e Battisti. Tra un uomo e un pagliaccio.



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