Perché ci ricordiamo sempre il male
A fare del bene puoi finire male. Come è successo a Vittorio Arrigoni. Assurdo. Ma è così. Succede quando si arriva all'assurdità massima: uccidere in nome di una fede. Politica o religiosa che sia. Arrigoni è stato trucidato dai fanatici salafiti. Integralisti che dividono il mondo in due categorie: amici e nemici. Gli amici sono quelli che la vedono come me. I nemici sono tutti gli altri. Accade lo stesso in politica: a Roma Andrea Antonini, leader di Casa Pound, centro sociale di estrema destra, è stato probabilmente gambizzato da avversari politici. Che anziché parlare, discutere, confrontarsi preferiscono sparare.
E' evidente a tutti l'assurdità di odiare chi tifa per un'altra squadra di calcio: roba da pazzi, da imbecilli. Eppure è egualmente assurdo odiare chi tifa per un altro partito. O chi prega un altro dio. Tanto lo sport quanto la politica devono insegnare il rispetto dell'avversario. Che è un concorrente. Non un rivale, né tantomeno un nemico. Ed è ancora più assurdo odiare, e uccidere, in nome di Dio. Tutte le grandi religioni predicano l'amore, il rispetto, la fratellanza. Chi trasforma il loro amore in odio è un bestemmiatore.
E' più facile trovare ciò che ci divide rispetto a ciò che ci unisce. Perché siamo più bravi a trovare il male piuttosto che il bene. Negli altri. E in noi stessi. Una persona ci fa mille favori e un unico sgarbo: cosa ci ricorderemo per tutta la vita? Lo sgarbo. Dimenticando i favori. Oggi abbiamo fatto tante cose giuste e una sola sbagliata: cosa ci ricorderemo al momento di addormentarci? Probabilmente quell'unica sbagliata. Che ci toglierà il sonno.
Chi cerca trova. Chi cerca il male, negli altri e in se stesso, lo troverà. Cosi come chi cerca il bene lo troverà. Chi cerca punti di contatto tra individui li trova. Così come chi cerca le discordanze le trova. Per vivere meglio, in modo costruttivo e collaborativo, è bene cercare ciò che ci unisce.
Non ciò che ci divide. Per questo la vigilia di Pasqua noi City Angels organizziamo una preghiera multi religiosa. Davanti alla Stazione Centrale di Milano, in mezzo a una folla di senzatetto provenienti da tutto il mondo. Un prete cattolico, un imam musulmano, un rabbino ebreo, un vescovo ortodosso, un pastore protestante pregheranno insieme l'unico Dio. Cosa importa se io sono cristiano e tu musulmano, se io sono italiano e tu sei straniero, se io la vedo in un modo e tu nell'altro? Cerchiamo non ciò che ci divide, ma ciò che ci unisce. Nel nome del valore che ci unisce più di qualunque altro, e che tanto spesso viene dimenticato: la nostra comune umanità.



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