Il chirurgo estetico Walter Chiara ad Affaritaliani.it: “Il mio segreto? Trattare il corpo come un’opera d’arte”

Sabato, 27 marzo 2010 - 16:02:00

Walter Chiara

Walter Chiara

Walter Chiara, 55 anni, chirurgo estetico, è uno dei milanesi che viaggiano di più nel mondo. Sorride: “Un po’ come gli artisti itineranti del Rinascimento: loro andavano da corte a corte, io da città a città”. Ha uno studio a Milano, uno a Lugano, uno a Mosca, uno a Dubai… sempre in giro, dove c’è da operare. Da operare? “Da ristabilire le giuste proporzioni” corregge.
Da ragazzo Chiara ha due grandi passioni: la medicina e la pittura. Per un po’ non sa se da grande farà il medico o il pittore. Sceglie la prima strada. Diventa chirurgo e coltiva la pittura come hobby. Ma la ricerca dell’armonia, della bellezza, delle proporzioni perfette – come nelle sculture dell’antica Grecia – è un pensiero costante.  Dopo un po’ di anni come chirurgo generale inizia a occuparsi di inestetismi gravi. “Mi erano capitate persone con orribili cicatrici al viso, erano psicologicamente distrutte – ricorda. – Cancellarle è stato restituire loro la voglia di vivere: le ho viste trasformate, con le lacrime agli occhi, incredule”. E lui scopre la sua vera vocazione professionale: quella di restituire la bellezza, l’armonia a chi l’ha persa. O di portarla a chi non l’ha mai avuta. Si butta a capofitto nel settore. Gira il mondo, ansioso di imparare le tecniche migliori.

Oggi, dopo trent’anni di esperienza nel settore,  viene riconosciuto come uno dei migliori chirurghi estetici al mondo. E’ stato il primo, nel 2005, a portare in Europa la tecnica giapponese per modellare il seno con le cellule staminali del paziente, eliminando per sempre le protesi al silicone. E’ ancora il primo, nel 2006, a introdurre nel continente dagli Usa il laser Fraxel 1500, che cancella cicatrici, inestetismi, macchie e rughe in poche sedute, e in assoluta sicurezza. E nel 2007 è il primo a portare da oltreoceano il Vaser, che fa sembrare la liposuzione un reperto del passato: “Perché si passa dalla liposuzione alla liposcultura: si risucchiano le cellule di grasso senza danneggiare le altre, quindi il risultato è migliore e il recupero più breve”.
“Ma non basta essere i primi ad applicare le innovazioni: ci vogliono soprattutto due doti fondamentali, che non tutti hanno” continua.

Quali? “Il senso delle proporzioni.
E la manualità. Se non vedi nel corpo umano un’opera d’arte da salvaguardare rischi di deturparlo esteticamente, anche se l’intervento è riuscito alla perfezione: basti pensare a certe labbrone, a certi seni, a certi visi tirati in modo innaturale…”
E la manualità? “Puoi avere i migliori macchinari del mondo, ma se non hai la mano attenta e precisa rischi di fare danni. Siamo come orafi di precisione, dobbiamo creare opere d’arte”.

Walter Chiara è spesso ospite di programmi televisivi. In Russia, nei Paesi arabi, in Oriente. E in Italia: Rai3 ha mandato in onda un servizio su di lui, uno dei milanesi più apprezzati nel mondo. Anche se a Milano, ormai, ci sta ben poco. “Ma quando ci torno mi sento a casa – dice. – Le mie radici sono qui, in questa città. E’ qui che ho imparato il senso del bello, che mi ha fatto crescere. Come medico. E come uomo”.

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