Il Sociale/ La dieta mediterranea fa il verso a McDonald's
Siamo forse la migliore cucina del mondo, eppure siamo riusciti, come tutti gli altri paesi, ad americanizzarci e a mcdonaldizzarci. Mangiamo male, veloce, disordinato, e poco genuino. Ma, il dato più grave, è che diamo per scontato che tutto quello che ci viene venduto, anche e soprattutto nel supermarket, possa essere messo nel carrello della spesa senza precauzioni e alcun tipo di controllo. Eppure, non sarebbe proprio così automatico: non è tutto bene o buono ciò che mangiamo o ci viene offerto da mangiare. Lasciamo perdere per ora le micro-particelle metalliche presumibilmente nascoste in alcuni alimenti denunciate dalla campagna di Beppe Grillo, dato che esistono pericoli meno nascosti e più diffusi di cui siamo incoscienti, oppure a cui non facciamo più caso nella nostra smania di consumo sfrenato e low cost. Stiamo parlando di quella vasta gamma di additivi, conservanti, coloranti e ingredienti cosmetici contenuti in migliaia di prodotti che acquistiamo e consumiamo quotidianamente. 
Due libri, pubblicati da Terre di Mezzo, ci vengono in aiuto per conoscere i rischi che ne possono conseguire e capire cosa si dovrebbe assolutamente evitare e cosa, invece, non è dannoso alla nostra salute. Dolci, caramelle, bibite di cui sono golosi i nostri bambini, ad esempio, possono contenere coloranti responsabili di asma, eruzioni cutanee e iperattività. Mentre, i più comuni ingredienti dei prodotti per l'igiene personale come shampoo e dentifrici sono stati associati all'insorgenza di disturbi come irritazioni cutanee, difficoltà respiratorie e nausea. Bill Statham, esperto di educazione alimentare, con il suo “Cosa c’è davvero nel tuo carrello?” si districa in questo universo di ingredienti ed additivi dai nomi impronunciabili per metterci in guardia da alcuni rischi. Stessa cosa fa la giornalista Stefania Cecchetti con l’altro libro edito da Terre di Mezzo, “I Mostri nel mio frigorifero”, un vero e proprio viaggio nel cibo di tutti i giorni. Due libri utilissimi perché guide esperte e precise fra prodotti sconosciuti nella loro composizione, le cui etichette di confezionamento sono assolutamente incomprensibili perché piene di denominazioni scientifiche. Gli additivi alimentari sono sostanze senza alcun valore nutrizionale che vengono messe nei cibi per migliorarne le caratteristiche: per preservarne la freschezza (conservanti), per migliorarne l’aspetto (come i coloranti), per dare più gusto e migliorare il sapore (ad esempio dolcificanti come il famigerato aspartame).
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Il fortunatissimo libro di Statham ne è praticamente una enciclopedia. Le pagine, infatti, sono costituite da tabelle nelle quali ad ogni tipo di additivo viene associato funzione, potenziali utilizzi alimentari e, soprattutto, potenziali effetti nocivi. Scorrendo velocemente queste pagine è assolutamente comprensibile il senso d’angoscia che potrebbe assalirci: sono infatti tantissimi gli agenti di elevata pericolosità, facilmente distinguibili grazie al colore rosso di sfondo delle righe delle tabelle. Le sostanze classificate nel libro sono tutte approvate dall’Unione Europea, eppure molte di esse possono provocare crampi, cambiamenti di umore, asma, broncospasmo, nausea, depressione, disturbi epatici, renali, polmonari, gastrici e al sistema nervoso, tumori e addirittura mutazioni genetiche negli animali. Di tutto, di più… Il comunissimo Aspartame, utilizzato come dolcificante in bibite, camomilla, caffè e chewing-gum ma anche in alcuni medicinali, può, ad esempio, indurre mal di testa, ansia, asma, depressione, attacchi epilettici e insonnia. Anche alcune sostanze dal nome a noi più familiare possono risultare assai nocive. Nella lista nera tanti nomi che magari non ci aspetteremmo o che non ci aspetteremmo di trovare in qualità di additivo: oltre all’aspartame, acido borico, alluminio e argento (usati per decorazioni esterne dei dolci), caramello, gomma, saccarina, talco, ecc. E questo solo per i prodotti alimentari, poi ci sarebbe anche tutta la parte dedicata agli ingredienti cosmetici, non meno aggiornata ed esaustiva.
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Il lavoro della Cecchetti, invece, non si articola in schede o tabelle, ma è un vero libro. La Cecchetti ci racconta come e con cosa vengono preparati i sughi pronti, dei conservanti dei salumi utilizzati anche per migliorarne aroma e colore, di cosa son fatti i comuni wurstel, del tipo di genuinità dei surgelati, di pollo e derivati o trasformati, del pane industriale, dei pericoli del vino.
Un capitolo ampio e accurato è riservato alla “merenda”, poichè riguarda soprattutto i nostri ragazzi. Attenzione, allora, non solo alle bibite (ai loro coloranti e conservanti), ma anche ai succhi di frutta non così salutari come credono le mamme, ovviamente ai “terribili e temibili” snacks, ai gelati confezionati e anche a come sono preparati quelli artigianali. Ma attenzione anche agli yogurt, perché i produttori, per ottenere un prodotto più cremoso e meno acido rispetto allo yogurt bianco (il migliore come valore nutrizionale) aggiungono panna o addensanti, zucchero, preparati di frutta pieni di additivi e aromi e magari conservanti. Insomma, due guide indispensabili quelle lanciate da Terre di Mezzo, per chi proprio ha voglia di mangiare meglio e più sicuro.



Commenti
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Ma è solo un'opera d'arte...
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