ICTLaw/ Un decreto di Berlusconi apre finalmente la strada alla posta elettronica certificata. Più sicura (ed ecologica) della raccomandata
Senza scendere in particolari troppo specifici, si può affermare che queste due “firme” non differiscono se non per essere le seconde rilasciate da soggetti accreditati in uno specifico albo, mentre le prime sono rilasciate da soggetti che non necessariamente possano essere iscritti a tale albo.
In realtà poi giuridicamente in un processo cambia l’onere della prova a carico di chi intenda utilizzare tali “firme” in presenza di un eventuale disconoscimento della firma medesima (in sostanza quando il soggetto “contro cui” viene prodotta la “firma” neghi di aver firmato il documento), ma tratteremo questo aspetto un’altra volta.
Ebbene, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 maggio 2009 “Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella di posta elettronica certificata assegnata ai cittadini”, pubblicato alcuni giorni fa in Gazzetta Ufficiale, vengono emanate le “ultime” norme che consentiranno a tutti i cittadini di poter utilizzare questo strumento.
L’art.3, per esempio, chiarisce che “La volontà del cittadino espressa ai sensi dell'art. 2, comma 1, rappresenta la esplicita accettazione dell'invio, tramite PEC, da parte delle pubbliche amministrazioni di tutti i provvedimenti e gli atti che lo riguardano.”, il che vuole dire che ogni comunicazione ufficiale verso e dalla P.A. in generale potrà (dovrà se scelta come modalità di comunicazione) passare per la PEC.
L’art.9 stabilisce che “Le pubbliche amministrazioni ovvero altri soggetti pubblici da loro delegati o le loro associazioni rappresentative, mediante convenzione stipulata direttamente con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie o con l'affidatario del servizio, definiscono le modalita', nel rispetto della normativa vigente, con le quali viene attribuita la casella di PEC ai propri dipendenti”, il che porterà alla utilizzazione di tale modalità di trasmissione dei documenti anche nei rapporti tra la P.A. ed i propri dipendenti (sempre in senso bidirezionale).
Come ho accennato in apertura, è stata anche emanata una Direttiva da parte del Ministro della Funzione Pubblica, con la quale vengono stabilite le regole per l’utilizzazione di internet, della posta elettronica, e degli strumenti collegati, da parte dei dipendenti della P.A.
Nella sostanza assolutamente nulla di nuovo, si tratta di concetti che per gli addetti ai lavori sono noti, anzi scontati, ma probabilmente è interessante la “forma” dell’emanazione del provvedimento, appunto una Direttiva Ministeriale (che, tra parentesi, rientra espressamente nei poteri/doveri attribuiti allo specifico Ministero.
Che dire, “fosse che fosse la volta buona?”; in pratica, riusciamo a passare alla fase di totale informatizzazione dei documenti, salvando così anche tanti alberi?



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