ICTLaw/ Un decreto di Berlusconi apre finalmente la strada alla posta elettronica certificata. Più sicura (ed ecologica) della raccomandata
di Luca Maria de Grazia
Tranquilli, non si tratta di rebus o cose simili.
Partiamo dalla prima sigla: P.E.C. sta per “posta elettronica certificata”, il sistema (tutto italiano) attraverso il quale si fornisce alle email il medesimo valore delle “raccomandate con avviso di ricevimento”.
In realtà il sistema ha garanzie superiori rispetto alla raccomandata; cercherò di spiegarmi con un esempio.
Anna spedisce a Marco una raccomandata con la quale gli intima una determinata cosa; se Marco contesta che la busta contenente la raccomandata contenesse davvero qualcosa, in un giudizio dovrà essere Anna a dimostrare che, al contrario, (a) la busta contenesse un determinato testo e (b) quel testo fosse quello che Anna aveva scritto.
Se il tutto viene inoltrato a mezzo della PEC, questa contestazione non può tecnicamente esistere, e quindi neppure giuridicamente, perché il “sistema PEC” garantisce che non vi sia stata alterazione del contenuto; pertanto, semplicemente controllando il contenuto della email certificata, si potrà constatare se la medesima fosse “vuota” oppure contenesse l’intimazione di Anna.
Inoltre la spedizione di una email certificata bypassa il problema della c.d. “data certa”, ovvero l’apposizione di una data da parte di un terzo soggetto fidato al documento informatico che viene spedito.
Questo accade perché i sistemi di “firma elettronica avanzata” e di “firma digitale” previsti dal nostro ordinamento utilizzano le tecniche di crittografia per garantire che il contenuto di un “file” non sia alterato.
Se vogliamo essere precisi l’email della quale abbiamo appena parlato dovrebbe essere sottoscritta (è il termine esatto da un punto di vista giuridico, generalmente la conosciamo come firma) con, appunto, con “firma elettronica avanzata” o con “firma digitale” (che sono le due tipologie di firma elettronica che la legge riconosce come parificabili alla “sottoscrizione autografa”, ossia alla firma che normalmente si appone in calce ai documenti, alle lettere, ai contratti, ecc. ecc.



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