I must di Affari/ L'amarone della Valpolicella fa impazzire le tavole

Mercoledì, 7 aprile 2010 - 13:39:00

L’Amarone, simbolo esclusivo ed irripetibile della Valpolicella, è diventato negli anni una vera e propria “passione mondiale”. Allegrini, tra i principali interpreti e attori di questo successo, ha scelto Vinitaly 2010 per dare inizio ai festeggiamenti per il 60 anni della prima bottiglia dell’Amarone.

Sarà Giorgio Soave, cuoco e patron del Groto de Corgnan, che possiamo definire “l’anima più vera della Valpolicella”, a dare inizio alle celebrazioni con il piatto “Faraona all’Amarone”. In questa occasione, Giancarlo Mastella ripercorrerà per aneddoti, insieme a Soave, il viaggio dell’Amarone Allegrini, da Fumane ai 61 Paesi dove viene distribuito, dalle innovazioni di Giovanni Allegrini al passaggio di testimone ai figli Walter, Marilisa e Franco, nel dialogo continuo tra tradizione e modernità.

amarone

 

Marilisa Allegrini annuncerà un calendario di degustazioni – una in Italia, le altre all’estero – delle migliori annate dell’Amarone. I festeggiamenti si concluderanno con la pubblicazione di un libro dove cuochi italiani, Giorgio Soave per primo, e internazionali interpreteranno con piatti e testimonianze questo vino unico.

60 ANNI DI AMARONE- Per l’Amarone Allegrini non poteva esserci occasione migliore del sessantesimo compleanno per regalarsi una campagna pubblicitaria che ne celebrasse i successi e l’eccellenza. Un’eccellenza che l’agenzia Itaca Comunicaizone ha pensato di evidenziare nel senso più letterale, colorando di rosso le ultime tre lettere del nome sulla prestigiosa etichetta: One. Un primato intrinseco, sottolineato dal gioco del claim - A wine like no One -portato alla luce in modo semplice quanto immediato. I visitatori di Vinitaly in arrivo negli aeroporti veneti, verranno accolti da questa campagna, pianificata anche sulle testate trade del settore enogastronomico

 L'AMARONE- Vino di grande struttura, complesso, elegante, vellutato. Frutto dell’unione di tre vitigni: 80% Corvina Veronese, 15% Rondinella, 5% Oseleta, ha colore rosso rubino intenso, bouquet caldo e speziato ed aroma di frutta appassita. Produzione annua di circa 125.000 bottiglie. La tecnica d’appassimento dell’Amarone prevede che le uve, dopo la raccolta, vengano lasciate riposare per un periodo che varia da 3-4 mesi. L’Amarone è un vino estremamente importante nel panorama enologico italiano, simbolo esclusivo ed irripetibile della Valpolicella. Nel corso del tempo Allegrini, che ne ha perfezionato la produzione mirando a mantenere l’integrità del frutto, si è posto come uno fra i più autentici interpreti della sua unicità.

 

 L’ANIMA INNOVATIVA DELLA VALPOLICELLA CLASSICA- Allegrini è il produttore leader della Valpolicella Classica e una delle aziende vinicole italiane più premiate e riconosciute in Italia e nel mondo. Condotta dalla omonima famiglia, radicata in Valpolicella dal XVI secolo, Allegrini possiede oltre 100 ettari di vigneti sulle colline dell’aerea Classica. I vini a marchio Allegrini sono frutto esclusivamente delle uve coltivate nei vigneti di proprietà. Negli anni Allegrini, attraverso ricerche e sperimentazioni nel vigneto e in cantina, ha saputo introdurre radicali innovazioni nella viticoltura, nella tecnica di appassimento delle uve e nelle pratiche enologiche con l’obiettivo di esaltare la qualità dei grandi vini frutto di questo territorio. Da anni Allegrini si propone come punto di riferimento dell’eccellenza italiana nel mondo.

Volgendo lo sguardo oltre i confini della propria zona di produzione, Allegriniha scelto di misurarsi con una delle regioni viticole più importanti d’Italia: la toscana. Oggi Allegrini è presente a Bolgheri con Poggio al Tesoro, acquisita nel 2001. La personalità dei vini di Poggio al Tesoro è valorizzata dalla scelta di coltivare nei 50 ettari di vigneto di proprietà, oltre ai tradizionali Cabernet Sauvignon e Merlot, anche varietà meno usuali nel bolgherese, come Cabernet Franc, Syrah e Vermentino. Forte dell’esperienza di Bogheri, Allegrini nel 2006 ha acquisito la proprietà di San Polo a Montalcino. I 22 ettari di proprietà, di cui 8 iscritti alla denominazione Brunello, sono collocati ad una delle massimi altitudini del comprensorio di Montalcino, sul versante Sud-Ovest e coltivati secondo i principi dell’agricoltura sostenibile.

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