Finanza chiara/ Pct? Occhio al sottostante. Parte su Affari la nuova rubrica al servizio dei risparmiatori
Parte su Affaritaliani.it Finanza chiara, la rubrica dedicata ai risparmiatori. Chi ha bisogno di una consulenza o vuole chiarirsi dei dubbi oppure cerca solo un consiglio disinteressato in questo periodo di crisi dei mercati, potrà rivolgere le sue domande sugli investimenti finanziari all'ufficio studi della Free&Partners che risponderà su Affari ogni settimana.
Per orientarvi nel difficile mondo della finanza e dei mercati scrivete a:
finanzachiara@affaritaliani.it
PRIMO QUESITO
Ho sottoscritto un pronti contro termine con Banca Intesa. Secondo voi, ho fatto bene? E’ un’operazione sicura? Mario Guerra, Milano
Gentile signor Guerra,
la sua domanda è frequente poiché chi ha operato con i pronti contro termine ha sempre pensato di sottoscrivere un’operazione di tutta tranquillità. Oggi che le vecchie certezze vacillano, anche in questo caso, scatta il dubbio.
La sicurezza del “pronti contro termine” dipende dal “sottostante” ovvero dall’obbligazione su cui l’operazione è costruita e dalla solidità della controparte. Pertanto, verifichi, prima di tutto, la qualità dell’emittente obbligazionario sul quale la sua operazione è stata costruita. Se, per esempio, si trattasse di un’obbligazione emessa dalla stessa banca con la quale ha sottoscritto il pct, lei avrebbe concentrato il rischio su un solo soggetto: 1° il rischio emittente, 2° il rischio contraente. Se, si trattasse di un sottostante – titolo di stato (di norma Italia) – lei avrebbe, su questo, la garanzia dello stato italiano.
SECONDO QUESITO
Ho deciso di liquidare tutti gli investimenti finanziari e con il ricavato desidero comprare oro perché penso sia il bene rifugio per eccellenza. Non sopporto più le oscillazioni dei titoli e sono spaventato dal futuro. Qual è il vostro parere? Pensate che la mia decisione sia corretta? Alessandro Bonello, Torino
Gentile signor Bonello, nel gennaio del 1980, la quotazione dell’oro era pari a 847,00$ per oncia, la quotazione crollò a 253,00$ nell’agosto del 1999. Ha toccato i 1.000,00$ per oncia nella prima parte del 2008. Oggi la quotazione è pari a ca 714$. Dal 1980 ad oggi, il rendimento medio annuo dell’oro si è avvicinato allo zero. L’inflazione americana, nello stesso periodo, è stata pari al 4 % l’anno. Secondo lei, si può definire “bene rifugio” un bene che impiega circa 28 anni per recuperare il suo valore massimo? Noi abbiamo molti dubbi.
TERZO QUESITO
Ho sottoscritto con Banca Intesa- Sanpaolo diversi titoli azionari diversificati:
- Eurizon Italia
- Soluzione 4
- Paesi emergenti ed altri fondi azionari, di cui al momento non ricordo i nomi precisi.
Sarei intenzionato a vendere e a cercare recuperare quanto più possibile. Vorrei sapere se faccio bene oppure è meglio aspettare. Saluti, Giovanni
Signor Giovanni, "vendere tutto", come lei dice, non è opportuno perché sarebbe adottare una decisione non razionale, non tecnica, non conveniente per lei. Sarebbe, invece, utile, nel suo interesse, verificare, tecnicamente, cosa sia opportuno vendere e cosa sia opportuno tenere valutando bene i costi, le perdite e le eventuali opportunità.
Per fare questo tipo di verifica lei avrebbe bisogno di un professionista che operi fuori dai conflitti di interesse.



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