Alla Statale un racconto-analisi sulla città. Intervista a Dario Nepoti

Martedì, 25 ottobre 2011 - 09:50:51

 


Alla Statale il corso sulla città

Il programma del corso

Un racconto/analisi sulla città per cercare di comprendere il funzionamento del luogo nel quale viviamo, punto di partenza per immaginare nuove visioni più dinamiche, condivise e integrate. Alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Milano il corso sperimentale "Città: Visioni, Territorio, Politiche. Il progetto prevede 13 lezioni alle quali parteciperanno 24 fra docenti ed esperti. Dario Nepoti, Presidente di Susp, Student’s Union Scienze Politiche, e ideatore del progetto, spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it di che cosa si tratta.

Come è nato il progetto?

Sinceramente? Per caso. Con un mio collega siamo andati a trovare il Professore Matteo Bolocan al Politecnico di Milano, appesa sul muro una grande mappa ha attirato la nostra attenzione, era la raffigurazione del territorio attorno a Milano, uno strumento eccezionale per comprendere come funziona un territorio perché riesce a trasformare qualcosa di complesso in qualcosa di apparentemente semplice e leggibile. Tornati in Università lo abbiamo raccontato agli altri ragazzi dell’Associazione e così è nata l’idea di organizzare un corso sperimentale sullo studio del governo di una città.

Perché un progetto di questo tipo?

Per esprimerci, sentiamo l’esigenza di scorgere e provare quali possono essere dei modelli organizzativi diversi da quelli attuali. Abbiamo sentito l’esigenza di attivarci portando avanti l’idea che anche gli studenti possono contribuire all’elaborazione dell’offerta formativa. Mi piace pensare ad un’immagine che ben riassume quello che cerchiamo di fare, “L'Università è come un testo, e come tutti i testi va interpretato, noi siamo gli attori e gli interpreti della scena, a noi l’abilità di renderla attiva o passiva, interessante o noiosa”.

Quali sono gli obiettivi di questo progetto?

Sono tanti ed in continuo mutamento, con il nostro lavoro vorremmo riuscire a dare una continuità a questa esperienza e creare a Scienze Politiche un vero corso trimestrale che parli di città, di territorio e innovazione tecnologica. Se la città è una piattaforma ci devono essere da qualche parte anche i bacini che la alimentano. Ecco noi vorremmo creare a Scienze Politiche uno dei bacini dove la teoria si incontra con l’applicazione, dove mediante una continua relazione fra docenti, studenti, ricercatori, associazioni e assessorati possa nascere quel movimento capace di dar vita a grandi idee per Milano. L’obiettivo è quello di destrutturare e studiare la città integrando e sovrapponendo la visione territoriale, politica e quella economica\sociale. Noi siamo al tempo stesso organizzatori ma anche studenti del medesimo corso.

Altri progetti in cantiere?

Sì certo, più studenti arrivano più le idee proliferano. Ma le idee devono anche essere concretizzate, l’Università serve anche a questo, a imparare a tradurre le nostre intuizioni in scelte e quindi in progetti. In questi giorni abbiamo dato il via ad un piccolo progetto “la start-up delle idee Susp (Student’s Union Scienze Politiche) che rappresenta un po' un punto di arrivo e si spera anche una nuova partenza. Per la prima volta un’associazione studentesca raccoglie i progetti degli studenti per poi avviarne economicamente tre. Questo esperimento nasce dalle difficoltà che uno studente incontra quando vuole fare un’attività che non sia solo una conferenza, ma progetti culturali duraturi.

Cosa è Susp*?

Susp* è un’associazione studentesca nata 4 anni fa a Scienze Politiche, fin da subito si è distinta per la sua ricerca nello sperimentare attività non tanto legate al singolo evento ma al creare una narrazione e quindi un immaginario, come il corso sulla mafia organizzato due anni fa strutturato in 14 lezioni e che ha visto la partecipazione di circa 250 studenti. Fra gli obiettivi c’e l’intenzione di attivare il tessuto universitario, ricreare un immaginario politico e ridare senso allo studente. Noi vorremo trasmettere allo studente che l’Università è un luogo di libertà e formazione, e che a noi sta la scelta di pensare a come migliorarla. La nostra Facoltà ha un grosso problema di spazi, sarebbe auspicabile creare una situazione ideale per riuscire ad aprire L’Università di notte, permettendo agli studenti di studiare e rimanere in Università e a tutte le associazioni di fare attività culturali, come il possibile corso trimestrale sulla città.

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