Bauscia e Casciavit, un occhio fazioso sulla 23esima di A

Il Milan rimonta il gol di Totò Di Natale e va in testa alla classifica. Ma la Juve ha due partite in meno. Incredibile tonfo casalingo dell'Inter contro il Novara fanalino di coda. I tifosi contestano, l'Europa si allontana. La 23esima giornata di Serie A vista, in modo rigorosamente fazioso, da un bauscia interista e da un casciavit milanista

Dicesi bauscia: sbruffone, borghese, milanese, interista

Dicesi casciavit (cacciavite): appartenente al ceto popolare, milanese, milanista

Martedì, 14 febbraio 2012 - 06:30:00
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VISTO DALL'INTER

di Lorenzo Lamperti

Beh, alla fine è andata come previsto. Un grande successo della Vecchia Inter, quella di Orrico, Ottavio Bianchi, Hodgson, Lucescu, di nuovo Hodgson, Tardelli, eccetera eccetera. Una tradizione piena di successi rinverdita dal sempre ottimo Claudio Ranieri, che riesce nell'impresa di emulare l'inavvicinabile Gasperini. Da una legnata dal Novara a un'altra legnata dal Novara. Una per tutte le stagioni. C'era stata quella in maniche corte a settembre. Ora pure quella al freddo e al gelo. In mezzo, stantio nella sua figura da caporale di Colleferro, ecco stagliarsi lui, il Ranierone. Intendiamoci, non tutte le colpe sono sue. Per esempio la neve: non è che i fiocchi su tutta Italia siano da attribuire a lui. E poi Chivu: si sa che le calamità naturali avvengono per volere divino, non per quello umano. Un weekend davvero esecrabile, che si era aperto con l'immeritata vittoria del Milan a Udine (a proposito, il gol di El Shaarawy profuma di scudetto) e concluso degnamente con le contestazioni a Moratti. Dopo il gol dell'Airone Caracciolo (l'ultimo suo gol contro una squadra di tarabusi), il pubblico interista si sente catapultato indietro di 15 anni, ai bei tempi delle imprese contro il Lugano in Coppa Uefa. Va beh, tiriamoci su: almeno c'è Thiago Motta che tra poco rientrerà dall'infortunio. Come dite? Ah già, lo abbiamo venduto al Psg e lo abbiamo sostituito con Palombo... Va beh, però c'è anche Guarin. Che cosa? E' infortunato fino a metà marzo e in Champions non può giocare? Okay, allora per fortuna che c'è Sneijder che è il nostro vero fuoriclasse. Spalletti, non rompere please. Non è che a San Pietroburgo ci può andare Zarate? E' anche vero che qualcuno dice che senza l'olandese si gioca meglio (vedi Roma, giusto?). Beh d'altra parte il Mondo(nico) è bello perché è vario... In conclusione, spazio a una, anzi due, ottimistiche preveggenze: la prossima stagione l'Inter non incontrerà il Novara. E neppure Ranieri.


maxi lopez el shaarawy mexes

VISTO DAL MILAN

di Giordano Brega

Riflessioni a mente fredda sulla vittoria nel gelo di Udine tramite quesito. Via di quizzone: Allegri ha ribaltato la partita con il cambio Maxi Lopez-Nocerino al 21' del secondo tempo o ha rischiato di perdere la partita giocando per 66' senza una vera punta? Dipende da come si vuol vedere il bicchiere. Mezzo pieno o mezzo vuoto. Vien da pensare che gli Dei del calcio hanno voluto che andasse così: sofferenza per due terzi di match, sensazione di aver perso tutto (partita, guerra per lo scudetto con la Juve) e poi rinascita dalle proprie ceneri nella migliore storia dell'Araba Fenice colorata di rosso e nero. Però se vogliamo fare una breve disamina tecnico-tattica è doveroso sottolineare che il Milan con El Shaarawy-Robinho come tandem offensivo, non stava in piedi. In 45' zero tiri in porta e zero pericoli o giù di lì (salvo proprio un inserimento del Faraone a pochi secondi dalla fine del primo tempo). Un filo meglio a inizio ripresa (con Nocerino che gira male di testa dentro l'area di rigore), ma resta poca roba. Il piano partita del Conte Max lascia perplessi, come aveva lasciato perplessi la settimana prima il fatto che avesse aspettato oltre venti minuti a cambiare Maxi con Robinho contro il Napoli dopo l'espulsione di Ibra. Chi racconta che il calcio del terzo millennio si gioca senza punte d'area e che basta guardare il Barça per capirlo, dimentica che in blaugrana gioca gente come Messi-Sanchez-Xavi-Iniesta. Mica giocatori normali. Extraterrestri. Il Milan che perde un leader come Ibra ha un assoluto bisogno di un punto di riferimento offensivo, senza il quale i vari fantasisti girano a vuoto.

Per il resto, di Udine sottolineiamo la maestosa prestazione di Ambrosini in mezzo al campo. Ci ha messo l'anima come solo un vecchio cuore rossonero poteva fare. Ha recuperato palloni in stile Arsenio Lupin e soprattutto ha cercato di scuotere la squadra quando era sotto di un gol e pareva incapace di reagire. Una scarica di adrenalina da gran capitano. Down a Clarence Seedorf: da lui ci si aspettava una prova da leader come quella di Ambro, con l'aggiunta della qualità che sta nei suoi piedi e nel suo cervello fino. Invece il nulla. Rimandato Mesbah: un'altra prova volitiva, abbastanza attenta e generosa, ma quando arriva a crossare spesso dà la sensazione di sparare un po' a salve.

Il presente prossimo. Insieme a Nesta-Abbiati (e quasi anche Pato), torna Boateng. La speranza è che che venga rimesso nel suo ruolo preferito di trequartista 2.0. Perché le ultime esibizioni da interno destro di centrocampo (e casomai lui preferisce partire da sinistra) non erano state all'altezza. Vedi derby (con Emanuelson che fungeva da n°10: ma non si poteva invertirli?). Il Milan ha bisogno di ritrovare la marcia giusta e un Prince al meglio può dargliela.



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