A Tu x Tv/ La "Scossa al cuore" di Bruno Vespa?Insopportabile...

Giovedì, 7 maggio 2009 - 18:00:00

di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it

Fin dal titolo, “Una scossa al cuore”, lo special di “Porta a porta” in prima serata su Raiuno lascia parecchio perplessi. Se un anchorman del peso di Bruno Vespa decide di suscitare soprattutto emozioni, anziché riflessioni, dubbi, domande, c’è qualcosa che non va. Proprio per niente. E dopo la sortita di Susanna Petruni (candidata a dirigere il Tg2 o, in subordine, la rete due) sui record di ascolti del Tg1 durante le telecronache per il terremoto, è difficile credere alle buone intenzioni di chiunque appaia in tivù vociando sul disastro abruzzese. Fosse pure Rita Levi Montalcini verrà guardato, comprensibilmente, con sospetto. 


Bruno Vespa

"Questa trasmissione di  'Porta a porta' si chiama 'Una scossa a cuore', al nostro, al vostro cuore… - ha detto meglio di Albertazzi, il Vespa. - Sappiamo quanto gli italiani siano generosi n situazioni di questo genere, vi chiediamo di contribuire per costruire un asilo a Onna, un centro anziani, un poliambulatorio…". E chi più ne ha, più ne metta. Non c’è trasmissione che non tenti di infilare le mani nelle tasche della gente. Scusate – sarà un discorso impopolare - ma ne abbiamo piene le scatole di questa televisione degli appelli. Signore e signori, buona sera, tra poco frizzi, lazzi e tricchebballacche… ma prima un pensiero per Onna e gli sfollati. Un minuto di silenzio. Un sms. Un versamento, piccolo o grande non ha importanza… Tanto conta l’intenzione, la buona volontà. E naturalmente lo share. Non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo credere alla buona fede dei conduttori-autori-dirigenti. Dietro certe scelte di palinsesto si intuisce il tornaconto, economico o d’immagine. O entrambi, che è megli, e fa quadrare i bilanci pubblicitari disastrati; in questi mesi di buio dovuto alla crisi globale. 

Vespa è un volpone, nessuno meglio di lui sa usare la tv. Ogni suo gesto è televisione. Per questo merita la nostra malizia. Come scrive http://carotelevip.splinder.com:80/ dopo la sentenza di Cogne, Vespa non è più lui… Però s’impegna. La commozione per le campane che suonano all’Aquila fa il paio con quella per la telefonata di Papa Wojtyla. Un balsamo per gli ascolti. Come il patetismo dell’orsetto di peluche abbrancato tra le macerie e mostrato agli italiani generosi, durante le prime telecronache dopo il disastro. Gli italiani sono generosi, sì, ma dovrebbero esserlo senza l’incalzare dei capipopolo mediatici. Vespa è un aquilano doc, non dimentichiamolo. Infatti il tono che usa con la studentessa universitaria ricorda quello di un promoter turistico. “Torni a studiare all’Aquila, ce la riporto io”, dice. Torna, torna, ‘sta casa aspetta a te. Ci manca poco che si metta a cantare.

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