A Tu x Tv/ Raccontando? Il solito, noioso, monologo di Maurizio Costanzo
Da Caterina Balivo a Fiorello... Tutte le stroncature di A tu x tv
Di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it
Altro che Silvio, meno male che Sky c’è… La tv di Mr. Murdoch sta diventando il refugium peccatorum di tutti quelli che per colpa dell’anagrafe o dello scarso gradimento del pubblico sulle reti generaliste chiedono asilo politico sul satellite. La Cuccarini, Mike Bongiorno e Maurizio Costanzo che per SkyUno toglie le ragnatele al suo “Raccontando” (mercoledì alle 0.15).
Lo sforzo creativo vero lo fa lo scenografo dell’anchorman coi-baffi-buon-talk-show-a-tutti. Il conduttore si agita tanto, riesce persino a stravolgere i titoli dei suoi programmi (“MCShow”, “Tutte le mattine”, “Buon pomeriggio”, “Raccontando”), il concetto rimane però quello: chiacchiere in libertà. La differenza reale tra i format la fa l’allestimento scenografico dello studio, che tra l’altro è immancabilmente al teatro Parioli. Si dice che i giornalisti di razza si riconoscano dalle suole delle scarpe consumate… Ebbene, fermo come un semaforo, Costanzo dal Parioli presidia la factory che in catena di montaggio produce uno via l’altro talk per diverse reti e piattaforme; e riesce addirittura a spostarsi dal palcoscenico al celeberrimo camerino, mentre lo scenografo (di solito Francesco Priori) monta e smonta le scene.
![]() Maurizio Costanzo |
In un’imperdibile puntata sulla fantasia al potere l’ospite unico è una sconosciuta poetessa da metropolitana, che ha per musa una gattina investita da un’auto, Costanzo ne biascica le liriche. Infervorato. Completano l’agape i giovani collaboratori di redazione. Si disquisisce di fantasia e creatività: meno male che Costanzo fuga ogni rovello, “La fantasia è come il pan di spagna, la creatività è la ciliegina, non tutti ce l’hanno…”. Alte elucubrazioni, come potete intuire. A spezzare l’amabile e dotto conversare, arrivano ogni tanto servizi degni degli studenti secchioni delle scuole di giornalismo. Quello sul design italiano – l’invenzione del bottone, l’evoluzione del rubinetto, la metamorfosi della seggiola… - sembra speakerato da uno dei Cesaroni. A quando una bella inchiesta sulle anse del tortello di zucca o le fantasmagorie dei diversi nodi alla cravatta? Aspettiamo con trepidazione, rinunceremo con piacere ad ore di sonno per abbeverarci. “Raccontando” di fantasia bisogna tenere alta la guardia, dimostrarsi fantasiosi in primis. Appunto. Registriamo oltretutto un rassicurante scivolare di Costanzo verso il turpiloquio, fantasia lessicale irresistibile.



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