A Tu x Tv/ In televisione, il crimine paga bene
Da Caterina Balivo a Fiorello... Tutte le stroncature di A tu x tv
Di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it
Il crimine paga, eccome se paga. Almeno in televisione. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, giorni fa ha stabilito una relazione immediata tra la violenza nelle grandi città e la fiction tv, in particolare la serie di “Romanzo criminale” su Sky Cinema (tratta dall’omonimo best seller di Giancarlo De Cataldo). Sebbene si tratti nella fattispecie di un prodotto tra i più pregevoli, ottimamente recitato, magnificamente ambientato e diretto, anzi proprio per questo motivo, si può ipotizzare che “frequentare” tutti i giorni storie di sopraffazioni, omicidi, malversazioni possa ingenerare più di qualche bug in certe menti già preda di se stesse. La televisione arriva anche nelle case di malavitosi, mafiosi, camorristi, del resto: dall’esaltazione del crimine (reso epico da musiche, sapienza registica, luci, battute ad effetto…), questi possono trarre motivi, giustificazioni per proseguire sulla via del Male.
![]() Alessandro Roja star di Romanzo Criminale |
Il realismo di cui si nutre “Donne assassine” (su FoxCrime e SkyUno) – tra le interpreti, le bravissime Sabrina Impacciatore, Caterina Murino e Violante Placido - si insinua in un periodo storico in cui cambia il crimine al femminile. Spingendo in avanti la barra, possiamo anche malignare che una serie come questa si lasci istigare da clamorosi e dolorosi episodi della cronaca recente.
![]() La bellissima Violante Placido GUARDA LA GALLERY |
La strage di Erba o l’infanticidio di Cogne ci dicono come il ruolo delle donne vada modificandosi: non più solo vittime ma protagoniste di delitti, omicidi, soprusi; protagonisti in “Donne assassine”. Di sicuro la sovrabbondanza di offerta di fiction a sfondo giallo non favorisce concordia e serenità d’animo. Per il piccolo schermo, quando non si tratti di telesantini di Papi e frati miracolanti, gli sceneggiatori approntano quasi solo storie di sangue. Vedi la vicenda di Marta Amadei che uccise Veronica Chiaretti con oltre cento coltellate e fu giudicata incapace di intendere e volere. La pigrizia dei creativi e dei compilatori dei palinsesti induce un affollamento preoccupante. Chi proprio non riesce a farsi invitare in tv, potrebbe pensare all’omicidio come estrema forma d’arte per ottenere più del famoso quarto d’ora di notorietà teorizzato da Andy Warhol. Diamoci una regolata, dunque.



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