A Tu x Tv/ I Cesaroni? Un esempio di televisione scadente
di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it
Quello dei “Cesaroni”, alla terza edizione su Canale 5, suggerisce un fenomeno di isteria collettiva. Le vicende della famiglia di romani de Roma più che portare agli onori delle cronache il quartiere capitolino della Garbatella non ha fatto. “Prima era Alex che non voleva Eva, adesso è Eva che non vole Alex…”, sintetizza papà Cesaroni ed è un po’ la tragedia della fiction, inchiodata sullo schema “lui vuole lei, o viceversa, ma…”. Il Lui in questione, dopo aver scoperto che la sua Lei è incinta, si dà alla fuga per mesi, lasciandola nel più cupo sconforto. Quando Lui si rende conto che lo spavento dell’imminente paternità va scemando e che il cuore mozzica – come diceva Francesca Antonellli in “Mignon è partita” – cerca di ricucire ma a questo punto è Lei che si ritrae… Un diuturno gioco a rimpiattino con estroversioni vernacolari. Potrebbe durare altri vent’anni.
![]() Claudio Amendola sul set della fiction 'I Cesaroni' |
Al di là della trimurti Max Tortora, Antonello Fassari, Claudio Amendola, una caterva di adolescenti o poco più e qualche bimbo geneticamente modificato per ammiccare al pubblico più sensibile alla pubblicità e alle battute scontate. Dialoghi ai limiti dello stato vegetativo, svolte improvvise (poco credibili) della trama, personaggi-macchietta… Ci vuole coraggio, e una buona dose di faccia di tolla, per paragonare – come ha fatto Amendola – “I Cesaroni” a “Tutti pazzi per amore”. L’ironia e la leggerezza contro la comicità involontaria del generone romano. Lo sforzo nel’individuare nuovi schemi e linguaggi, contrapposto all’appiattimento sui soliti tipi del cinepattonismo. I fan dei “Cesaroni” parlano con il cellulare al cinema (infatti Fassari chiama la figliola a scuola, e quella risponde pure!), si nutrono di pajata e trippa, vanno al mare a Fregene e Ostia per arrivare cotti come una cotoletta all’estate, pagano tutto a rate, vanno a messa la domenica e bestemmiano regolarmente… Esagerato? Facilone? Sì, come i “Cesaroni”, il cui successo appare davvero sproporzionato.



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