A Tu x Tv/ La fiction 'Butta la luna'? E' un polpettone...

Venerdì, 15 maggio 2009 - 16:40:00

Da Caterina Balivo a Fiorello... Tutte le stroncature di A tu x tv

Di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it

Lo dice pure Nino Frassica, portiere factotum del condominio di “Butta la luna 2” su Raiuno: “In questo palazzo ne succedono di cotte e di crude”. E mette il dito nella ferita aperta nella fiction italiana. Nei giorni scorsi se n’è occupato persino il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, attribuendo la responsabilità delle violenze metropolitane a serial come “Romanzo criminale” su Sky Cinema. In questo caso, sebbene il lavoro in questione porti firme illustri (le scrittrici Maria Venturi e Patrizia Carrano), la colpa è quella di immettere nelle testoline dei telespettatori – soprattutto di sesso femminile, immagino – l’idea che tutto possa accadere: svolte improvvise, avventure, epiloghi da fiaba. La fiction, come “Butta la luna” per intenderci, è ben lontana dal realismo del cinema; alla faccia dei temi (integrazione razziale, affidamento di minori problematici, differenze religiose…) che, si illude, possano piegarla alla quotidianità della gente.


Nino Frassica

Nera, ricca e ben inserita nell’alta società del nostro Paese, l’ex atleta Fiona May offre il suo bellissimo volto ad Alyssa, donna buona, ostinata, che trae la forza per affrontare le difficoltà della convivenza civile tra diverse etnie dai colloqui con una defunta, pronta a manifestarsi a richiesta. Il conflitto israelo-palestinese, che provoca fiumi di sangue, viene sintetizzato negli accapigliamenti di due padri (un venditore di kebab, musulmano,  e un altro negoziante, ebreo) e nella “fuitina” dei loro figlioli innamorati l’uno dell’altra. Ma siccome “le donne hanno sempre una marcia in più”, lo dice Fiona May, tutto si risolverà grazie al suo intervento salvifico.


Fiona May

La soluzione, guarda un po’, è “Chi l’ha visto?”:  Alyssa va da Federica Sciarelli a lanciare un appello. I due ragazzi si commuovono e tornano a casetta. I genitori si confrontano davanti a un prete cattolico, in omaggio alle gioie dell’incontro ecumenico. Tutto accelerato, sistemato a parole, nel cinema di qualità si chiamano “spiegoni”: tanti predicozzi e poca azione. “Ogni tanto si ha diritto a sognare una fuga”, dice Alyssa. Sì, da polpettoni simili.

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