La Turchia e il Kosovo nell'Ue? La Padania saluta e se ne va

Venerdì, 14 agosto 2009 - 18:00:00


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Sono in commercio in Padania, e probabilmente in altri luoghi dell'Unione, frutti denominati "bananito" che, come si può desumere dal sito www.baby-banana.com indicato sulla confezione, non superano i 10 centimetri di lunghezza. Sono tali frutti tra quelli sottoposti al Regolamento CE 2257/94 oppure no? Era il 30 ottobre del 2003 e la Padania, usando il cavallo di Troia dei "bananitos", compariva ancora una volta nei documenti ufficiali dell'Unione Europea, nonostante qualcuno dalle parti di Roma si ostini a negarne l'esistenza, se non ancora istituzionale, sicuramente nei secoli dal punto di vista storico, sociale, economico e culturale.

Per la cronaca, il 19 novembre dello stesso anno il Commissario Fischler rispondeva che "le banane di lunghezza compresa fra gli 8 e i 12 centimetri appartenenti ai sottogruppi Fico-zucchero, Fico-mela e Prata, non sono soggette alle norme del regolamento di cui sopra che si applicano unicamente alle varietà Musa, sottogruppi Cavendish e Gros Michel". Bene, appreso che non tutte le babane sono uguali a cospetto di Dio e della Commissione Europea, fornitevi di metro quando andate al mercato e, se si sforano i 12 centimetri, pretendete che il frutto si attenga al Regolamento!

Salvini
Matteo Salvini
Tornando ad altro, scorrendo gli archivi dell'Unione degli ultimi anni si può capire come l'Europa dei Popoli, delle Regioni, delle Autonomie e delle Indipendenze esista e si faccia sentire. Solo fra le interrogazioni scritte troviamo infatti quella sulla "Linea elettrica nella Catalogna del Nord" dell'on. Mayol i Raynal e addirittura quella sulla "Grande importanza numerica del catalano quale prima lingua e momento della parità di trattamento come lingua ufficiale dell'UE" dell'on. Meijer. Le avete presenti, cari amici dei Cavolini, le folli polemiche di questi giorni sull'uso, sul rispetto e sulla tutela dei dialetti in Italia? Bene, allora sappiate che oltre alle 22 lingue già ufficialmente riconosciute (e quindi tradotte nei documenti) dall'Unione, ultima quali il Gaelico, ci sono forti pressioni perchè a queste se ne aggiungano altre oggi "non riconosciute".

Il Catalano ad esempio, parlato da circa 10 milioni di cittadini dell'Unione sul cui riconoscimento europeo si era impegnato in primisi addirittura il premier Zapatero. E poi il Basco, il Bretone e le varie lingue ufficiali in Belgio e in Finlandia. Perché quello che è normale, bello e naturale altrove in Europa diventa scandalo in Italia? Quale patrimonio storico e culturale rappresentano ad esempio la lingua veneta e quella sarda, quella friulana e quella lombarda, quella siciliana e quella piemontese, quella emiliana e quella ligure? Deciso, chiarito il rebus sulla lunghezza delle banane preparerò un documento da depositare a Bruxelles per il riconoscimento ufficiale ed il rilancio delle diverse lingue tuttora parlate in Padania e nella penisola italica.

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