E' Gattuso la nuova icona della Lega
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Ciumbia, hai capito el professur? Che nei giorni seguenti ha pure insistito, polemizzando con buonisti e benpensanti dal portafoglio pieno, soddisfatto delle centinaia di mail e commenti di supporto giunti dai lettori. Oggi invece tocca ad un’altra illustre penna di via Solferino dar fuoco alle polveri. Scrive infatti Angelo Panebianco “...in Europa ci sono anche (gli islamici) tradizionalisti militanti, rumorosi e assai numerosi, più interessati ad occupare spazi territoriali che a qualsiasi forma di integrazione... ci sono educatori (è inappropriato definirli diseducatori?) che hanno scelto di abolire il presepe e gli altri simboli natalizi, lasciando così agli immigrati non cristiani (ma anche ai piccoli italiani) il messaggio che siamo un popolo senza tradizioni... quegli educatori contribuiscono a preparare il terreno per futuri, probabilmente feroci, scontri di civiltà”.
Riciumbia, t’è capì l’alter professur? Voci isolate? Non proprio, andando a curiosare anche in altri ambienti. “Se l’Islam sarà maggioranza saranno problemi per tutti... l’islamizzazione avanza anche tramite le nascite e la demografia... si dovrebbe favorire l’immigrazione da paesi cristiani”: così parlò monsignor Biffi, vescovo emerito di Bologna. “C’è una regia occulta che favorisce l’immigrazione islamica per distruggere la nostra identità”: così monsignor Ruppi, vescovo di Lecce. “La sovrapposizione fra religione e politica è una costante del mondo islamico... è evidente nel matrimonio islamico che ha uno statuto molto squilibrato per la donna”: così perfino monsignor Carlo Maria Martini, nell‘anno 2000. E mentre monsignor Antonelli invitava i parroci a “non concedere spazi della Chiesa per il culto islamico”, monsignor Maggiolini (grande vescovo di Como ma soprattutto grande uomo) denunciava esplicitamente il rischio di una “invasione della cultura islamica” e invitava a distinguere fra “libertà di religione e libertà di invasione”.



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