I "lanciatori di statuette" rischiano di moltiplicarsi
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Premessa n. 1: non era questa mattina che dovevo metter giù il mio Cavolino Padano.
Premessa n. 2: dovevo parlare di Europa, di etichette e di economia, non di statuette lanciate.
Premessa n. 3: con Berlusconi ieri, dopo i due gol beccati in casa dal Palermo, ero un pochino risentito anch'io.
Ultima premessa, altrimenti vi stufate: ascoltando questa mattina le telefonate in onda su una delle principali, nonché migliori, radio di sinistra, non ci ho visto più.
Per un'ora gli ascoltatori di Radio Popolare hanno dato fondo, da novelli Dan Brown, ad ogni più fantasiosa idea di complotto. L'attacco di ieri contro Silvio Berlusconi è stato organizzato dalle destre. Quando è salito in macchina sanguinava poco e quando ne è sceso sanguinava molto, chissà cosa si sono inventati su quella macchina. Non solo se l'è andata a cercare, ma secondo me se l'è pure organizzata. E adesso Berlusconi per quel "colpetto" vorrà pure passare per vittima. Quanto è accaduto è colpa del clima di odio alimentato dalle destre e dalla Lega. Un'altra pessima immagine dell'Italia nel mondo. Chi semina vento raccoglie tempesta. Questa è la risposta alle leggi ad personam. E via delirando.
Ora anche io da giornalista so che quando si aprono i microfoni alle telefonate in diretta e senza filtro, come si farà per tutta la giornata di oggi su Radio Padania Libera, può venir fuori di tutto, so bene che qualche "parola in libertà" ci può scappare e questo non può coinvolgere come corresponsabili né i conduttori né l'area politica di riferimento.
Purtroppo è vero però che se le "parole in libertà" rappresentano il 90% del totale, che se alla violenza si cerca di dare o trovare giustificazione, che se nel campo di certa opposizione forcaiola e di certa stampa complice non si danno una regolata, i "lanciatori di statuette" rischiano di moltiplicarsi e di trovare anche qualche "cattivo maestro" che magari li rimprovera bonariamente non per la violenza che hanno provocato, ma per il "vantaggio politico" che hanno regalato all'avversario.
Perché, per chiuderla con un ascoltatore "pacifista" di quelli di Radio Popolare, "adesso purtroppo il Governo dei razzisti è più forte". E se c'è un naso rotto e qualche punto di sutura, fa niente. Quello che mi aspetto a questo punto sono le voci potenti dei Santoro, dei Lerner, dei Travaglio, dei Fo e compagnia che, a differenza della premiata ditta Di Pietro-Bindi dicano qualcosa di democratico, se non addirittura di intelligente. L'ultima dedica la rivolgo al "popolo della rete" che molti hanno osannato fino a settimana scorsa come portavoce delle migliori istanze civili: farsi una passeggiata virtuale oggi in Facebook, dove spopolano migliaia di pirla che osannano il lanciatore, di civile ha ben poco.



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