Santoro & company? Se ne vadano a Teheran

Giovedì, 8 ottobre 2009 - 11:45:00


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13 gradi e pioggerellina. Una corsa in taxi di quindici minuti non costa più di 10 euro, per un appartamento in buone condizioni con 2.500 euro al metro quadro compri bene, il piatto più tipico (cozze e patate fritte, moules frites) te lo servono con una birra a 20 euro. Tutti i cartelli della città più internazionale d'Europa sono bilingue, francese e fiammingo, alla faccia di chi snobba le lingue cosiddette "minori". Siamo a Bruxelles, il ministro Zaia é da queste parti per cercare di aiutare allevatori e agricoltori ma l'Europarlamento oggi ha cose ben più importanti di cui occuparsi: l'Italia non é democratica. Lodo Alfano, Lodo Mondadori, chisilodasimbroda. "I nostri Paesi saranno migliori se l'Europa sarà più forte... l'Italia é un grande Paese democratico... ieri per noi Italiani é stato un giorno molto importante... noi siamo un Parlamento e non un museo dove conservare oggetti ammuffiti".

Appunto. Oggetti, o soggetti, ammuffiti. Chi parla per conto del Piddì di libertà di stampa a rischio in Italia? Chi denuncia il rischio del bavaglio ai giornalisti? Un giornalista, e che giornalista! David Sassoli da Firenze, classe 1956, già volto noto del Tg1 delle ore 20 (di cui fu addirittura vicedirettore!) e oggi eurodeputato del Piddì. Con simpatie giovanili democristiane ai tempi di De Mita, poi veltroniano e oggi franceschiniano, l'ex giornalista Sassoli (che esordì guarda caso al Tg3) dopo aver preso 400mila preferenze nell'Italia centrale lo scorso giugno ha confessato (o forse minacciato) il suo volere: "Dedicherò alla politica il resto della mia vita". Ciumbia, lunga vita al Re. E prima del giornalista Rai Sassoli, ve li ricordate i Badaloni, i Santoro e gli Augias? I Marrazzo e le Gruber? Tutti giornalisti stranoti del servizio pubblico, pagati da italiani e padani, tutti politicamente schierati (ed eletti) a sinistra, pronti a gridare che "la democrazia é a rischio" ma solo con un microfono di tiggì davanti al naso... Robb de matt, chissà a proposito di libertà di stampa cosa si dovrebbe dire di quello che accade a Teheran, in Corea del Nord, in Cina o a Cuba, che regimi lo sono davvero. Vabbé, ma a Cuba non c'é Berlusconi, chissenefrega.

E quindi oggi il Parlamento Europeo non parla dei problemi del lavoro e di disoccupazione, di immigrazione clandestina, di autostrade o ferrovie: oggi si parla, su iniziativa dei gruppi italiani di opposizione, della libertà di stampa a rischio. Gli eurodeputati stranieri sbadigliano, si guardano in giro, penseranno sicuramente che a Roma e dintorni non hanno di meglio da fare che "esportare" presunti problemi caserecci nella aule europee. Da alcuni organismi internazionali l'Italia, insieme a Romania e Bulgaria, é considerato un Paese solo "parzialmente libero". Mi ghe credi minga. Amici dei Cavolini (cavolini che peraltro a tavola non sopporto) pensate davvero che l'Italia sia un Paese a rischio? Giuro che fra le opinioni in merito che avrete voglia di inviarmi a matteo.salvini@libero.it non censurerò nulla e nessuno, se non eventuali insulti.

E se alla stessa mail avete voglia di segnalare anche qualche bel posticino, tipico e padano, dove ben mangiare e meglio bere, e magari anche riposare, fatevi avanti! In cambio di queste soffiate io magari settimana prossima vi accompagnerò a fare due passi, almeno via cavolini, nella nuovissima Sede di Rappresentanza a Bruxelles della Regione Puglia, che verrà solennemente inaugurata dal Presidente Nichi Vendola domani pomeriggio in Rue du Trone 62. Mica pizza e fichi. Ora scusatemi ma in Aula, dopo l'interessantissimo dibattito fanta-sassoliano, si vota sulla quisquilia dei fondi per il terremoto in Abruzzo...

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