Milano/ Gay, dopo la garrota arriva l'espulsione
di Marco Volante
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Allora la cosa si fa seria se Piergianni Prosperini si agita e strepita per il vigile gay vincitore del concorso di bellezza americano! "Il mio collega De Corato dovrebbe radiarlo. Punto", non ha dubbi il centurione nordestro. E non è per omofobia, sia mai! Infatti questa volta la pena che propone non è la garrota indiana, ma la più "mite" radiazione dal corpo di Polizia Locale di Milano. Ora, che non ci sia un afflato di omofobia nelle dichiarazioni di Prosperini è un pochino incredibile. Stiamo parlando dello stesso simpatico personaggio che ha rischiato la cadrega regionale per aver consigliato la garrotta indiana (una benda bagnata stretta attorno alla testa, la quale asciugandosi si restringe causando l'esplosione del cranio) per gli omosessuali che osavano mettere in discussione le ragioni papaline, lo stesso che sempre in Regione Lombardia ha lottato strenuamente per cancellare il minimo contributo economico al Festival Internazionale di Cinema Gay e Lesbico (sostenuto da enti ed istituzioni internazionali ) perché "se ne hanno proprio bisogno gli stacco io l'assegno" ma mai dei soldi pubblici a chi vuol far passare per normale quella "pornografia" che magari mostrava addirittura serene storie d'amore familiare gay e lesbico!
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Ma a questo ci abbiamo purtroppo fatto il callo, oramai lo sappiamo che è così.
Ciò che questa volta stupisce (anche se appare stupido stupirsi delle uscite del nostro uomo) è il ragionamento secondo il quale Fabrizio Caiazza dovrebbe essere rimosso dal suo incarico. Prosperini dice: "mica può fare foto osé in divisa, con le chiappe al vento. E poi cosa fa? Viene da me e mi arresta?". A parte il fatto che la "colpa" di Fabrizio sarebbe stata quella di aver vinto un concorso di bellezza su internet avendo inviato una sua foto in divisa, e non "con le chiappe al vento". A parte il fatto che in tutto il mondo civile essere orgogliosi del proprio lavoro, ed eventualmente della propria divisa, è considerato un merito e non certo motivo di biasimo. La gravità delle dichiarazioni dell'Assessore alla sicurezza, tale è Piergianni Prosperini, sta tutta nel disconoscere l'autorità dell'agente di Polizia secondo criteri che nulla hanno a che fare con la legge ma solo con la considerazione personale della vita privata del pubblico ufficiale. Sarebbe come se un prete resistesse all'arresto di un poliziotto divorziato. Siamo davvero arrivati a tanto? E' questa la considerazione che l'Assessore alla sicurezza ha delle Forze dell'Ordine? E' questa la considerazione che chi ci governa deve avere delle Istituzioni?



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