Gay non trovano casa, ridicole e drammatiche discriminazioni

Mercoledì, 19 novembre 2008 - 14:38:00


Marco Volante
Di Marco Volante

L'inchiesta di Francesco Palese su Retesole svela un sottofondo di omofobia ancora molto radicato in una certa parte di popolazione. Si tratta di un'omofobia strisciante, non ideologica, quasi una resa dei conti con l'inconscio. Infatti l'ipocrisia sembra essere il leit-motiv di tutte le risposte riportate dal  giornalista. La maggior parte delle persone intervistate dichiara che per sé l'omosessualità dei candidati non è un problema, ma potrebbe esserlo, o lo è sicuramente per i coinquilini o addirittura per i vicini di casa. Queste risposte ricordano vagamente le inchieste statistiche nelle quali si chiede prima se esista un problema sicurezza, e la maggior parte delle persone rispondono affermativamente, salvo, pochi minuti dopo, alla domanda se si sia quindi stati oggetto di violenza, rispondere candidamente: mai!

Questa inchiesta va nella stessa direzione, spiega che le persone intervistate un po' si vergognano della propria omofobia, infatti balbettano, sussurrano, farfugliano, non dicono mai "non mi piacciono i gay" ma nella migliore delle ipotesi si accertano che il candidato non vorrà utilizzare la stanza in affitto come boudoir per incontri a luci rosse o chissà che altro, nella più estrema dichiarano con fermezza di non aver nulla contro i gay ma che d'altra parte i coinquilini o addirittura i condomini non la pensano alla stessa maniera.

E' lo spaccato di un residuo omofobo che si risveglia soprattutto davanti alla dichiarazione "palese" di un'omosessualità conclamata. Il giornalista in effetti provoca l'interlocutore. Si presenta dicendo "buongiorno avete una stanza matrimoniale per una coppia gay", mettendo l'intervistato davanti a una scelta politica, se essere gay-friendly o meno, nei fatti, non a parole. Una coppia di omosessuali della porta accanto non porrebbe mai la questione in quei termini, anche perché essendo quella la trattativa per un alloggio, piuttosto sono altre le caratteristiche che vanno considerate, come il reddito fisso, la capacità di gestire l'alloggio senza farlo cadere a pezzi, l'educazione nei confronti dei vicini, eccetera.

Per la verità un anno esatto fa un ragazzo napoletano mi ha scritto per denunciare di essere stato rifiutato come inquilino perché gay e poco dopo, a fine Marzo, fece scandalo a Milano la storia del nipote di Coveri che si è visto rifiutare una casa in affitto perché gay. Alle proteste del giovane, che oltretutto non è gay, il padrone di casa ha addotto la motivazione che chi è stilista è sicuramente anche gay!

C'è evidentemente moltissima strada da fare prima che la "questione omosessuale" si normalizzi fino a veder scomparire ridicole, e allo stesso tempo drammatiche, discriminazioni.
marco.volante@affaritaliani.it

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