Festival di Sanremo/ Povia non rende pubblico il testo di "Luca era gay"
di Marco Volante
Sono state settimane infuocate, cari amici, e la passione di tutti nell'organizzare il Controfestival ci ha ripagati con una gran bella festa, piena di gente attenta, artisti motivati e contenuti pirotecnici, puntualmente seguita e raccontata da Affaritaliani con articoli, video, immagini e interviste. Ma il controfestival continua, qui su Affari, prima di tutto, e tutti i giovedì, a partire dal 19 febbraio, sul palcoscenico del Quaranta40 di Milano. Abbiamo pensato di consolidare questo gemellaggio fortunato perché l'arte e la musica, in particolare, sono i veicoli più efficaci per amplificare i messaggi che quotidianamente lanciamo dal nostro giornale.
![]() Povia |
In tanti mi avete chiesto se valesse la pena di rincorrere Povia e le sue sparate e se non rischiassimo di fargli un regalo, dandogli così tanta attenzione. A tutti ho risposto privatamente, ma qui voglio ribadire che al di là dell'evidente operazione mediatico-commerciale, che magari meritava un atteggiamento di sufficienza e disinteresse, tutta questa operazione ha anche una più celata, subdola valenza politica, che un media come Affari non poteva non evidenziare al suo pubblico. Non ci stiamo a farci prendere in giro da chi pensa di poter dire a milioni di telespettatori che l'omosessualità porti all'infelicità senza avere un adeguato contraddittorio. Perché la tecnica è sempre la stessa. Il conservatore o il cardinale di turno si sperticano in violente affermazioni sull'omosessualità e nessuno dei media che li ospita si degna di offrire la possibilità di contraddittorio a chi l'omosessualità la vive quotidianamente, pienamente e felicemente.
Beh noi lo spazio per il contraddittorio ce lo siamo preso e continueremo a darvi tutta l'informazione e la contro-informazione possibile, perché è diritto di tutti sentire tutte le opinioni e noi siamo qui proprio per assicurare che ciò accada sempre.
A proposito di informazione, il nostro (oramai possiamo chiamarlo così) amico Povia è stato l'unico a non fornire informazioni sul testo della sua canzone. Ieri è uscito Sorrisi e Canzoni TV, con l'esclusiva, come tutti gli anni, dei testi delle canzoni del Festival e… pensate un po', solo Giuseppe Povia ha inviato ai lettori una lettera di scuse per giustificare l'assenza del suo testo. Il poveretto si giustifica così: "ho preferito il silenzio verso coloro che avevano già decretato la sentenza senza aver ascoltato il brano" e poi "ora ho deciso di renderlo pubblico il giorno prima dell'esibizione per evitare in questa settimana ulteriori discussioni e contestazioni". Excusatio non petita! Mi pare quasi una confessione, apprezzabile se non avesse preso forza dall'ennesimo sberleffo a chi voleva sapere, finalmente con certezza, le parole con cui ci avrebbe insultato. La fuga dal confronto, come dicevo prima è la tattica di costoro, l'uso della ragione e degli argomenti stringenti invece è quella che vorremmo fosse sempre la regola del gioco, sempre che di gioco si possa parlare quando si parla di discriminazione.



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