Chiamparino: per una svolta laica e generazionale del partito
E' inquietante come in una fase preparatoria a un congresso fondamentale per la sopravvivenza del PD tutti si siano schierati aprioristicamente, senza un solo vero discorso in cui si siano fatte emergere le idee intorno alle quali il congresso si svolgerà. Tanto vale per il partito nazionale quanto per i vertici locali. Tutti schierati, pronti alla lotta tra Franceschini e Bersani, tanto pronti che si sono dimenticati della possibilità che i concorrenti possano essere tre o quattro o anche più. Draghi - il segretario milanese - ha addirittura messo le mani avanti consigliando a Chiamparino di non candidarsi in rappresentanza dei "Piombini", l'assemblea dei militanti e amministratori del PD che vorrebbero una svolta generazionale e laica nel partito. Certo pare strano che i trenta/quarantenni del PD scelgano Chiamparino (non più quarantenne da un pezzo) per rappresentarli, ma lo è quanto lo fu la scelta dei laforgiani (i piombini milanesi?) di confluire nelle fila dei sostenitori di Draghi (ancora meno gggiòvane di Chiamparino) invece di presentarsi al congresso con un terzo incomodo a sparigliare le carte.
Il punto è: una candidatura non favorita è inutile?
Un messaggio politico che vuole valutare la sua valenza tra i militanti deve soggiacere alle logiche aritmetiche dei manuali della prima repubblica? Io penso che chi propone un messaggio di rottura, un'idea di cambiamento, debba anche essere in grado di sostenerla in una gara democratica. La forza delle idee si misura anche con il coraggio, l'abnegazione, la coerenza di chi le promuove. I Piombini vogliono cambiare il Partito e il Paese? Lo facciano con la forza delle proprie idee, con la chiarezza delle proprie istanze, con il carisma di un proprio leader che incarni quelle idee e che sappia chiedere l'aiuto necessario a chi aspetta con sofferenza per l'ultima volta un messaggio di speranza da un Partito che non è più in grado di comprendere. La responsabilità di chi in questa fase non si impegna a fondo per il cambiamento sarà quella dell'emorragia di migliaia di militanti che si dissolveranno come neve al sole, quelli stessi che invece sarebbero pronti a lanciarsi in un'ultima resistenza contro i moloch rispolverati, lucidi e pronti a "gestire" ciò che resta del cadaverino di un'idea grandiosa di democrazia, di giustizia, di diritti per tutti, e per davvero.
marco.volante@affaritaliani.it



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