Il Continente nero diventa giallo

Sabato, 2 ottobre 2010 - 12:37:00

Africa

Lo stereotipo della letteratura che parla di Africa è “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad
. Poi ci sono stati i grandi della letteratura africana, da Chinua Achebe a Ken Saro Wiwa, da Nadine Gordimer a J. Coetzee. Premi Nobel e nomi mitici, che trattano di temi esistenziali relativi all’Africa, alle sue difficili traiettorie e fragili speranze. Insomma, libri in cui si parla d’Africa, delle questioni chiavi (sviluppo, razzismo, potere) e in cui lo scrittore e il lettore si interrogano a vicenda sui dilemmi umani e sulle questioni insolute del continente.

E’ recentissimo invece lo sviluppo e la diffusione, anche in Italia, presso case editrice generaliste e non specializzate, di una letteratura africana diversa. In particolare, di giallistica ambientata in Africa. Non stiamo parlando solo di Precious Ramotswe, fondatrice della Agenzia n. 1 di Signore Detective in Botswana, figura ormai quasi leggendaria e di grande successo, creata da Alexander McCall Smith e ricreata per il pubblico televisivo in una serie prodotta dalla BBC. Ci sono anche detective ghanesi, sudafricani e di altri Paesi del continente che raccontano avventure gialle sullo sfondo delle città e delle campagne d’Africa.

Questa produzione letteraria, interessante e briosa di per sé, è di buon auspicio per il futuro del continente. Anche nella letteratura si può leggere non solo il passato ma anche il futuro di un Paese. In primo luogo, perché si tratta di produzioni letterarie africane che sono più facilmente leggibili rispetto alle produzioni più strutturate e consapevoli dei grandi della letteratura africana. In secondo luogo, è importante dare il benvenuto ai giallisti africani perché raccontano di vicende “normali” o comunque assimilabili a quelle di tanti altri Paesi, presentando l’Africa solo sullo sfondo, o nell’intreccio della trama.

L’Africa non è anomalia, da raccontare e spiegare, ma può essere cornice di vicende ambientabili, con le dovute proporzioni, a Stoccolma come a Londra, a Mosca come a Buenos Aires. E anche il lettore la percepisce così: il libro “è ambientato in Africa”, non solo “parla di Africa”. E infine, questi libri sono da leggere con gioia maggiore perché testimoniano di una crescente normalizzazione del continente: sì, anche in Africa, nonostante tutti i noti problemi, si può scrivere un romanzo giallo che sia avvincente, divertente e venduto. Anche in Africa ci sono scrittori di libri gialli.
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